Jorge Martin verso il rientro: operazioni e test Thailandia con Aprilia
Jorge Martin ha subito interventi a scafoide e clavicola. Presenti a Sepang, obiettivo rientro ai test in Thailandia con Aprilia per riprendere lo sviluppo della RS GP26.
Dopo un periodo segnato da ostacoli fisici e determinazione, Jorge Martin è pronto a tornare protagonista in sella alla sua nuova moto, tracciando la rotta verso un rientro che si preannuncia cruciale sia per la sua carriera sia per lo sviluppo della Aprilia. Il pilota spagnolo, reduce da un doppio intervento chirurgico agli arti superiori, ha voluto rassicurare i suoi tifosi e il paddock dichiarando: «Il mio primo test sarà in Thailandia per capire il processo di sviluppo. Sarà molto interessante essere al 100% con questa moto». Queste parole racchiudono tutta la sua determinazione e la voglia di tornare competitivo, puntando direttamente ai test del 21 e 22 febbraio 2026, quando sarà impegnato con la RS GP26.
La decisione di sottoporsi agli interventi è maturata dopo che il percorso riabilitativo iniziale non aveva portato ai risultati sperati. Gli infortuni al scafoide della mano sinistra e alla clavicola destra, entrambi cronici, avevano infatti compromesso il pieno recupero del pilota, rendendo necessario un approccio più deciso. Il team medico ha valutato che solo un’operazione avrebbe potuto garantire la stabilità e la funzionalità indispensabili per affrontare le sfide della nuova stagione. La scelta di fermarsi, seppur difficile per un atleta abituato a vivere di adrenalina, si è rivelata fondamentale per non mettere a rischio la carriera e la salute a lungo termine.
Durante la recente trasferta di Sepang, dal 3 al 5 febbraio, Jorge Martin ha adottato una strategia inedita: invece di forzare il recupero, ha scelto di seguire da vicino il lavoro del collaudatore Lorenzo Savadori. Da bordo pista, ha osservato ogni dettaglio, scambiando feedback immediati con il team tecnico e con il pilota di sviluppo. Questa presenza attiva ha permesso di mantenere il filo diretto tra chi guida e chi lavora sulla moto, velocizzando il ciclo di feedback indispensabile per affinare assetto, elettronica e aerodinamica della RS GP26.
Il ruolo di osservatore, spesso sottovalutato, si è rivelato prezioso: Jorge Martin ha potuto contribuire direttamente ai processi tecnici senza compromettere la propria salute. In un’intervista rilasciata durante la trasferta malese, ha dichiarato di sentirsi «molto meglio rispetto all’ultima gara disputata a Valencia». Un segnale incoraggiante, confermato dalla programmazione di un controllo medico fondamentale: se gli esami daranno esito positivo, potrà tornare ad allenarsi in moto, accelerando così il percorso di ritorno alla piena competitività.
Nel mondo del motociclismo, infortuni come quelli allo scafoide e alla clavicola sono tutt’altro che rari. Il primo, in particolare, è noto per i tempi di guarigione spesso lunghi e incerti, mentre la seconda richiede una riabilitazione meticolosa per recuperare la forza e la mobilità necessarie al controllo della moto. Per questo, il team medico e tecnico della Aprilia continua a monitorare costantemente i progressi del pilota attraverso controlli periodici e valutazioni funzionali. La prudenza rimane la parola d’ordine: ogni passo avanti viene ponderato e condiviso tra staff sanitario e squadra tecnica, con l’obiettivo di non lasciare nulla al caso.
La presenza di Lorenzo Savadori come collaudatore si è rivelata strategica non solo per la raccolta dati, ma anche per mantenere alto il livello di interazione tra chi sviluppa la moto e chi la guiderà in gara. La collaborazione tra i due piloti ha favorito un ambiente di lavoro dinamico e propositivo, accelerando l’ottimizzazione delle componenti più sensibili come l’aerodinamica e la gestione elettronica. L’obiettivo condiviso è quello di portare la RS GP26 a competere stabilmente nelle posizioni di vertice, sfruttando al massimo ogni feedback e ogni dettaglio raccolto durante i test.
Nel paddock, l’ottimismo cresce di giorno in giorno: le condizioni fisiche di Jorge Martin migliorano visibilmente e la sua volontà di tornare in forma è sotto gli occhi di tutti. Tuttavia, nessuna decisione verrà presa senza il via libera dei medici: la sicurezza dell’atleta rimane la priorità assoluta. L’approccio adottato, che combina prudenza clinica e coinvolgimento attivo nei processi tecnici, rappresenta un modello di gestione che potrebbe fare scuola anche per altri piloti.