Troppo alto per la Yamaha? Il dilemma tecnico che agita il box di Razgatlioglu

Toprak Razgatlioglu potrebbe dover rinunciare a configurazioni aerodinamiche: la sella alta della YZR-M1 e i winglet superano il limite FIM.

Troppo alto per la Yamaha? Il dilemma tecnico che agita il box di Razgatlioglu
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 6 feb 2026

Un dettaglio apparentemente minimo, come una differenza di soli 150 millimetri, può trasformarsi in un ostacolo insidioso quando si tratta di adattare una MotoGP alle esigenze di un pilota fuori dagli standard. È proprio questa la situazione che si trova a fronteggiare Toprak Razgatlioglu, nuovo protagonista della griglia, e la sua squadra tecnica Yamaha a ridosso dell’inizio della stagione. La questione ruota attorno alla necessità di una seat unit più alta, indispensabile per garantire al pilota turco, che con i suoi 185 centimetri di altezza è il più imponente del paddock, una posizione di guida efficace e sicura. Tuttavia, il regolamento FIM regulations pone un limite stringente: l’altezza massima della sella non può superare i 150 millimetri, pena la non conformità tecnica.

Questa sfida non riguarda solo l’ergonomia, ma coinvolge anche la componente aerodinamica. L’integrazione dei rear winglets – appendici fondamentali per la stabilità e la trazione posteriore – complica ulteriormente la situazione, aumentando l’ingombro verticale del codone. Durante i test invernali, la Yamaha YZR M1 ha ottenuto una deroga temporanea, ma ora che la stagione è alle porte, una soluzione definitiva non è più rimandabile. Il dilemma si fa pressante: come assicurare a Razgatlioglu una postura naturale e competitiva senza infrangere le regole e senza sacrificare l’efficacia aerodinamica della moto?

Sul tavolo degli ingegneri Yamaha si affacciano diverse opzioni, ciascuna con vantaggi e rischi specifici. Si potrebbe riprogettare il codone per ridurre l’altezza complessiva, oppure intervenire direttamente sui rear winglets per modificarne la sagoma e limitarne la sporgenza. Un’altra strada consiste nell’agire sul sottotelaio o sui supporti della sella, tentando di abbassare il baricentro senza compromettere la sensibilità del pilota. Tuttavia, ogni modifica porta con sé il rischio di alterare gli equilibri dinamici della moto: una perdita di carico aerodinamico in accelerazione o una minore efficacia in frenata possono costare decimi preziosi in gara.

La situazione si complica ulteriormente a causa della sospensione temporanea dei test dovuta ai problemi riscontrati sul V4 engine della Yamaha. Questo stop obbliga il team a rinunciare a preziose sessioni di verifica in pista, affidandosi principalmente a simulazioni in galleria del vento e modellazione CAD. In un contesto così serrato, ottenere ulteriori deroghe regolamentari a ridosso dell’apertura del campionato si rivela quasi impossibile. Il tempo stringe e la data del March 26, giorno d’esordio stagionale, si avvicina inesorabilmente.

Non si tratta di una sfida inedita nel panorama della MotoGP. In passato, piloti come Luca Marini, che con i suoi 184 centimetri di altezza si avvicina molto alle misure di Razgatlioglu, hanno già dimostrato che è possibile trovare un equilibrio tra ergonomia e rispetto delle FIM regulations senza rinunciare alle soluzioni aerodinamiche avanzate. Questo precedente rappresenta un punto di riferimento importante per la Yamaha, suggerendo che una soluzione sia tecnicamente possibile, a patto di muoversi con rapidità e precisione.

L’aspetto umano resta comunque centrale. Una posizione di guida non ottimale può tradursi in affaticamento precoce, perdita di sensibilità sui comandi e un rischio maggiore di commettere errori durante la gara. Il compito degli ingegneri Yamaha è quindi quello di individuare il giusto compromesso tra conformità regolamentare, prestazioni in pista e salvaguardia della salute del pilota. La pressione cresce giorno dopo giorno, con la consapevolezza che ogni dettaglio potrà fare la differenza nelle prime fasi della stagione.

Nei prossimi giorni si capirà se la Yamaha YZR M1 di Razgatlioglu sarà in grado di presentarsi sulla griglia di partenza in piena regola, offrendo al pilota turco la competitività e la sicurezza di cui ha bisogno. In caso contrario, la squadra giapponese dovrà affrontare il rischio di dover scendere in pista con soluzioni di compromesso, che potrebbero incidere sulle ambizioni di risultato di uno dei talenti più attesi del campionato. Il conto alla rovescia verso il March 26 è iniziato: solo allora sapremo se Yamaha avrà saputo trasformare una sfida tecnica in un’opportunità di crescita.

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