Chi sceglierà Ducati per affiancare Marc Marquez nel 2027?
Ducati affronta una scelta cruciale: affiancare Alex Marquez a Marc Marquez o puntare su Pedro Acosta. La decisione dipenderà da performance 2026 e dalle regole 2027.
Il futuro del progetto Ducati in MotoGP si trova di fronte a un bivio cruciale, che potrebbe ridefinire l’identità e le ambizioni della casa di Borgo Panigale per gli anni a venire. Nei prossimi mesi, infatti, il management dovrà compiere una scelta strategica che andrà ben oltre la semplice composizione della squadra: affidarsi all’esperienza consolidata di Alex Marquez, reduce da una stagione 2025 di altissimo livello con il team Gresini, oppure scommettere sul talento cristallino e in rapida ascesa di Pedro Acosta, pronto a incarnare la nuova generazione di campioni proprio nell’anno del grande cambiamento regolamentare previsto per il 2027. Una decisione che intreccia performance, prospettive di sviluppo tecnico e strategie di mercato, con potenziali ricadute sulla competitività e l’immagine del marchio.
Alex Marquez: il pilastro dell’esperienza
La stagione 2025 ha segnato una svolta nella carriera di Alex Marquez, portandolo sotto i riflettori della dirigenza Ducati come uno dei protagonisti più solidi e affidabili del paddock. Con un secondo posto nella classifica piloti e ben tre vittorie all’attivo, il pilota spagnolo si è guadagnato la fiducia del team, tanto da meritarsi la prestigiosa GP26 factory per il 2026. Questo riconoscimento lo pone sullo stesso piano tecnico di fuoriclasse come Marc Marquez e Bagnaia, consolidando il suo status all’interno della squadra. Tuttavia, il futuro di Alex non è ancora stato scritto: le sirene di KTM e Yamaha si fanno sentire con insistenza, offrendo la prospettiva di un factory seat permanente e di un ruolo da protagonista in altri top team. In particolare, la KTM può vantare un legame storico con il pilota, grazie alla partnership con Red Bull, rendendo la scelta tutt’altro che scontata.
Pedro Acosta: la scommessa sul domani
Sul fronte opposto, si staglia la figura di Pedro Acosta, soprannominato lo “Squalo di Mazarrón”, che nel suo anno da rookie in MotoGP ha già saputo sorprendere tutti con un sesto posto in classifica generale nel 2024. Acosta rappresenta la perfetta incarnazione del pilota moderno: giovane, mediaticamente attrattivo e dotato di un talento naturale che gli consente di adattarsi rapidamente a ogni nuova sfida. Il suo profilo risponde in modo ideale alle esigenze di un progetto Ducati orientato al futuro, soprattutto in vista del radicale cambio regolamentare previsto per il 2027. In questo scenario, la capacità di adattamento di un pilota giovane e la sua predisposizione a crescere insieme alla moto possono fare la differenza, consentendo alla casa italiana di affrontare con maggiore flessibilità e visione le novità tecniche che rivoluzioneranno il campionato.
Strategie e scenari per il futuro
La possibilità di schierare i fratelli Marquez all’interno dello stesso box rappresenterebbe un unicum nella storia della MotoGP, offrendo un valore narrativo e mediatico di portata globale. L’immagine di Marc Marquez e Alex Marquez insieme, in sella alle rosse di Borgo Panigale, potrebbe catalizzare l’attenzione di sponsor e tifosi, rafforzando il brand in termini di visibilità e appeal. Tuttavia, questa soluzione non è priva di rischi: la gestione di due personalità forti e competitive potrebbe generare tensioni interne, complicando le strategie di sviluppo e la definizione delle gerarchie all’interno del team. In alternativa, puntare su Pedro Acosta significherebbe investire su una figura più malleabile e pronta a plasmarsi secondo le esigenze del nuovo ciclo tecnico, riducendo al minimo i potenziali conflitti e garantendo una maggiore coerenza progettuale nel medio-lungo termine.