Suzuki Freewind by Hessler: la trasformazione in enduro da 146 kg

Hessler Motorsport prende tre Suzuki Freewind e ne ricava una versione gravel leggera: DRZ-400SM forks, serbatoio alleggerito, scarico FMF Power Bomb e 146 kg a pieno.

Suzuki Freewind by Hessler: la trasformazione in enduro da 146 kg
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Marianna Bortevi
Pubblicato il 9 feb 2026

Rinasce sotto una nuova luce una delle moto più sottovalutate degli anni Novanta: la Suzuki Freewind, reinterpretata con maestria da un team che ha saputo trasformare una semplice due ruote da turismo leggero in una vera e propria regina delle strade bianche. L’officina tedesca Hessler Motorsport ha dato vita a una metamorfosi che colpisce per profondità e attenzione ai dettagli, rendendo questa moto agile, moderna e sorprendentemente versatile.

Il progetto parte da una base che in molti avrebbero scartato: tre esemplari dimenticati, di cui uno, nella classica livrea gialla, scelto come tela bianca per la trasformazione. L’obiettivo? Restituire dignità e nuova vita a una moto nata per il turismo ma mai davvero amata dal grande pubblico. Il risultato è una Suzuki Freewind alleggerita di ben 34 kg rispetto alla versione originale, grazie a un lavoro certosino su ogni componente, senza mai intaccare l’affidabilità che da sempre contraddistingue la famiglia Suzuki.

Il cuore pulsante di questa nuova versione resta il robusto motore DR650, una garanzia di longevità e semplicità meccanica. Tuttavia, il vero salto di qualità si avverte nel comparto ciclistico: la moto è stata dotata di sospensioni di livello superiore, con una forcella USD derivata dalla DRZ-400SM e un mono posteriore allungato, che portano l’escursione sia anteriore che posteriore a ben 210 mm. Questo consente di affrontare con sicurezza sia le strade asfaltate che i percorsi su ghiaia o sterrato moderato, garantendo una maneggevolezza paragonabile a quella di un enduro vintage da 500 cc, ma con la praticità di poter trasportare bagagli per viaggi di media durata.

Un altro elemento distintivo della trasformazione è l’adozione della rally tower, progettata per integrare tablet e sistemi di navigazione avanzati, fondamentale per chi sogna avventure su percorsi inesplorati. La carrozzeria è stata alleggerita e ripensata per offrire maggiore funzionalità, mentre il serbatoio, anch’esso rivisto, contribuisce a ridurre il peso complessivo a soli 146 kg. Una gestione attenta dei flussi d’aria e dello scarico ha permesso di ottimizzare la risposta del motore, senza snaturare il carattere originale della moto.

Il sistema di alimentazione è stato oggetto di una profonda revisione: la nuova scatola filtro, adattata per la doppia carburazione, lavora in sinergia con una marmitta Leo Vince X3 modificata e con il celebre sistema FMF Power Bomb, garantendo una spinta più pronta e una sonorità coinvolgente. Tutto ciò senza perdere di vista la filosofia di base: semplicità costruttiva, affidabilità e facilità di manutenzione.

Alla guida del progetto c’è Stefan Hessler, ingegnere e pilota con una lunga esperienza nell’enduro e un passato da consulente Suzuki durante lo sviluppo della V-Strom. Con una battuta ironica definisce la Freewind originale “una delle Suzuki più brutte mai prodotte”, ma proprio dietro quell’aspetto poco accattivante ha saputo intravedere un potenziale inespresso, trasformandolo in una piattaforma perfetta per l’avventura leggera.

L’intervento di Hessler Motorsport non mira a realizzare una moto da competizione, ma una compagna ideale per chi cerca agilità e robustezza su strada e fuoristrada leggero, senza rinunciare alla praticità e alla solidità tipica delle vecchie Suzuki. È la filosofia che permea ogni progetto dell’officina tedesca, dalla DR350 vinduro fino alla RMR450 nata per la Dakar: creare moto affidabili, essenziali e capaci di affrontare ogni sfida.

Un aspetto particolarmente interessante è la possibilità di replicare il progetto: i componenti sviluppati per questa Suzuki Freewind sono disponibili nello shop online dell’officina, offrendo così a chiunque la possibilità di trasformare una vecchia Freewind in una moto contemporanea, funzionale e piena di carattere. Certo, qualche purista potrebbe sollevare dubbi sulla durabilità a lungo termine di motori carburati e telai non nati per l’offroad, ma l’esperienza di Hessler dimostra che, con competenza e i giusti componenti, si possono ottenere risultati sorprendenti.

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