Don Vesco e il muro dei 480 Km/h: le moto dei record vanno all'asta
Le streamliner di Don Vesco, la Silver Bird e la Lightning Bolt, saranno esposte al Mecum Glendale 2026 dal 17 al 21 marzo.
Nel mondo delle alte velocità e delle imprese meccaniche, poche storie riescono a catturare l’immaginazione come quella delle due streamliner progettate dall’ingegnere americano Don Vesco. Macchine nate per superare i limiti, veri e propri manifesti dell’audacia tecnica e della passione per la corsa, la Silver Bird e la Lightning Bolt tornano a far parlare di sé, pronte a essere protagoniste assolute dell’asta Mecum Glendale prevista per marzo 2026 in Arizona. Un appuntamento imperdibile per chiunque voglia avvicinarsi alla storia delle motociclette da record, toccando con mano l’evoluzione dell’ingegneria e della ricerca della velocità estrema.
Due capolavori da record: Silver Bird e Lightning Bolt
Il 28 settembre 1975 segna una data epocale per la velocità su due ruote. Sulle leggendarie distese saline di Bonneville, la Silver Bird entra nella storia: con una velocità media di 487 Km/h, è il primo veicolo motociclistico a infrangere la barriera dei 480 Km/h. Lunga ben 21 piedi e con un peso che sfiora le 900 libbre, questa straordinaria streamliner è spinta da due motori Yamaha TZ750 a due tempi, capaci di generare una potenza combinata di circa 240 cavalli. La Silver Bird non è solo un esempio di prestazione pura, ma un compendio di soluzioni ingegneristiche che rappresentano il vertice tecnologico dell’epoca.
Ma la ricerca di Don Vesco non si ferma qui. Tre anni dopo, nel 1978, arriva la rivoluzionaria Lightning Bolt. Spinta dal desiderio di andare oltre ogni limite conosciuto, Vesco adotta una configurazione ancora più estrema: due propulsori turbocharged KZ1000 Kawasaki da 1000 cc ciascuno, in grado di erogare complessivamente circa 600 cavalli. Una potenza tale da richiedere soluzioni innovative anche per la trasmissione: la tradizionale catena lascia il posto alle cinghie Gilmer, in grado di gestire l’enorme spinta generata. Nel 1978, la Lightning Bolt raggiunge e supera le 536 Km/h, fissando un nuovo record mondiale che rimarrà imbattuto per ben dodici anni, a testimonianza della sua straordinaria superiorità tecnica.
Oltre i numeri: l’eredità tecnica e culturale
Se i numeri da capogiro possono impressionare, il vero lascito di questi progetti va ben oltre la semplice prestazione. Le innovazioni portate avanti da Don Vesco – dall’aerodinamica esasperata alla gestione termica avanzata, fino agli esperimenti su materiali e sistemi di trasmissione – hanno rappresentato una svolta nel pensiero progettuale applicato alle competizioni di velocità. Le soluzioni testate sulle sue streamliner hanno influenzato profondamente non solo le successive sfide sui sali di Bonneville, ma anche lo sviluppo delle moto stradali ad alte prestazioni, lasciando un segno indelebile nel settore.
La partecipazione delle due leggende all’asta Mecum Glendale del 2026 va quindi ben oltre la dimensione commerciale. Si tratta di un’occasione unica per riscoprire un periodo storico caratterizzato da sperimentazione senza compromessi e visione tecnica d’avanguardia. Chi avrà la fortuna di vedere da vicino questi capolavori potrà apprezzare la raffinatezza delle carenature affusolate, l’originalità delle soluzioni costruttive e il fascino del telaio allungato, elementi che rendono la Silver Bird e la Lightning Bolt oggetti di culto per collezionisti e musei.
La sfida della conservazione e il valore della storia
Gli esperti sottolineano l’importanza della conservazione dei componenti autentici e della documentazione originale, aspetti fondamentali per mantenere intatto il valore storico e scientifico di queste due icone. La patina del tempo, in questo contesto, non è un difetto da eliminare, ma una preziosa testimonianza delle sfide affrontate e delle imprese compiute su piste leggendarie come quelle di Bonneville.
Prospettive a confronto, fascino senza tempo
Intorno alle figure di Don Vesco e alle sue streamliner si intrecciano interpretazioni diverse. Gli ingegneri vedono in lui un visionario, capace di spingere oltre i confini dell’immaginazione tecnica; gli storici del motorsport celebrano il suo ruolo pionieristico nelle grandi imprese sui sali americani. Non mancano però le voci critiche, che sottolineano la distanza di queste motociclette dalla realtà della guida quotidiana, evidenziando la natura estremamente controllata dei tentativi di record.
Indipendentemente dalle opinioni, l’asta di marzo rappresenta una rara opportunità per avvicinarsi a due macchine che hanno ridefinito il concetto stesso di velocità su due ruote. Un’occasione per collezionisti, appassionati e storici di misurare il polso dell’interesse contemporaneo verso oggetti che fondono valore tecnico, eredità storica e fascino universale.