Ducati Ghost: un concept ibrido per il futuro

L’ispirato designer danese Daniel Kemnitz ha partorito il concept grafico di una Ducati ibrida che bada poco alla tradizione e molto alla sostanza.

Il designer danese Daniel Kemnitz ha ipotizzato un possibile modello ibrido di casa Ducati denominato Ghost, un concept digitale particolarmente atletico che si fa notare per il piglio “progressive” della sua architettura tecnica.

Ormai appurata l’inevitabile svolta “elettrica” di Ducati, certificata dal ruolo di fornitore unico del Mondiale MotoE a partire dal 2023, diversi designer hanno cominciato ad ipotizzare le fattezze della possibile prima e-moto di Borgo Panigale derivata dal prototipo V21L, ma questa Ghost si posiziona al confine tra propulsione elettrica ed endotermica, abbinando linee intriganti ma comunque verosimili a scelte tecniche tutt’altro che tradizionali.

Trattandosi di un semplice concept grafico, per sua natura incurante delle questioni ingegneristiche del “mondo reale”, l’impatto estetico rappresenta la principale ragion d’essere di questa Ducati Ghost, e bisogna dire che, in questo senso, la risposta ricevuta dal web è stata certamente positiva.

All’anteriore la Ghost propone una sospensione di tipo telelever (soluzione cara a BMW) e un freno anteriore con un vistoso doppio disco perimetrale (soluzione cara a Buell) insieme a un interessante gruppo ottico a 4 elementi, mentre il posteriore è contrassegnato dal forcellone mono-braccio accoppiato a una scenografica ruota lenticolare (adeguatamente sfruttata per sfoggiare il logo Ducati) e dal piccolo codino, sormontato da una sella sottilissima e con il gruppo ottico integrato nella parte posteriore.

Il teorico power-train della Ducati Ghost comprende un leggero e compatto motore elettrico abbinato a un piccolo bicilindrico parallelo (che certamente non sarebbe visto con benevolenza dai “puristi” del marchio bolognese) la cui azione congiunta – con prevalenza del primo in città e del secondo negli spazi aperti – intenderebbe raggiungere un sano equilibrio tra prestazioni ed efficienza, senza dar troppo spazio ai compromessi.

Come detto, essendo essenzialmente un “esercizio di stile”, questa Ducati Ghost va più che altro ammirata per le sue fattezze, che se non altro ci inducono a pensare al mondo che verrà. Forse non è abbastanza fedele alla tradizione per essere marchiata Ducati, ma gli amanti delle “rosse” hanno già dovuto digerire diverse “svolte” nel corso degli ultimi anni … Se volete saperne di più sul suo autore e su come sia arrivato a creare questo concept, date un’occhiata al profilo di Daniel Kemnitz su Behance.

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