Maxi sequestro: collezione moto nascosto da un super latitante

Maxi sequestro in Messico: collezione di moto da 40 milioni di dollari, tra Ducati MotoGP e pezzi storici, riconducibile al latitante Wedding.

Maxi sequestro: collezione moto nascosto da un super latitante
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 30 dic 2025

Un tesoro da sogno, degno dei migliori film d’azione, è stato portato alla luce dalle autorità internazionali: un patrimonio stimato in 40 milioni di dollari, costituito da una collezione moto che ha dell’incredibile, con esemplari unici appartenuti ai più grandi nomi del motociclismo, affiancata da una supercar di rarità assoluta. Questo bottino, sequestrato nel corso di una vasta operazione tra Messico, Stati Uniti e Canada, ha rivelato il volto oscuro del lusso motoristico, intrecciato alle attività di uno dei criminali più ricercati al mondo, Ryan James Wedding.

Dietro il glamour delle due ruote da sogno e delle auto da collezione si cela infatti una storia che sembra uscita da un romanzo noir: Wedding, ex snowboarder olimpico canadese, figura attualmente nella lista dei dieci latitanti più pericolosi secondo l’FBI. La sua ascesa criminale è stata segnata dalla gestione di un imponente traffico di stupefacenti, con la capacità di far transitare fino a sei tonnellate metriche di cocaina ogni anno verso la California, sfruttando la copertura di camion articolati. Il suo impero, costruito tra Messico e Stati Uniti, aveva come fulcro logistico proprio la straordinaria collezione sequestrata, un vero e proprio museo itinerante della storia del Motomondiale.

Le immagini diffuse dall’FBI di Los Angeles sui social network sono eloquenti: lunghe file di motociclette, ognuna con una storia da raccontare. Tra i modelli più preziosi spiccano diverse Ducati MotoGP, bolidi appartenuti a leggende come Valentino Rossi, Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso e Loris Capirossi. Non mancano perle come un’Aprilia 125, simile a quella che segnò il debutto del “Dottore” nel mondiale, e altre due Ducati MotoGP della collezione privata di Rossi. Se tutte le identificazioni verranno confermate, ci troveremmo di fronte a una raccolta di valore inestimabile, capace di emozionare ogni appassionato di motorsport e di scrivere un nuovo capitolo nella storia delle corse.

Il sequestro di questo tesoro non si è limitato alle due ruote: tra i beni ritrovati figura anche una Mercedes CLK GTR Roadster, una delle vetture più rare e costose mai prodotte, dal valore stimato di 13 milioni di dollari. Questo gioiello dell’ingegneria automobilistica rappresenta la quintessenza del lusso estremo e della passione per la velocità, simbolo perfetto della doppia vita condotta da Wedding, sospesa tra il mondo delle corse e quello del narcotraffico.

La riuscita dell’operazione è stata possibile grazie a una stretta collaborazione internazionale: le autorità messicane, affiancate dall’FBI, dalla Royal Canadian Mounted Police e dalla polizia di Los Angeles, hanno eseguito una serie di perquisizioni mirate che hanno permesso di individuare e sequestrare l’intera collezione moto. Il ritrovamento ha scosso profondamente la comunità del motorsport, mettendo in luce un legame insospettabile tra il fascino delle corse e il crimine organizzato.

Durante una conferenza stampa, il direttore dell’FBI Kash Patel ha descritto Ryan James Wedding come una “versione moderna di Pablo Escobar o El Chapo”, sottolineando la pericolosità e l’influenza di un personaggio accusato non solo di narcotraffico internazionale, ma anche di omicidi pianificati ai danni di rivali e testimoni. L’assistente direttore Akil Davis ha ribadito l’impegno delle forze dell’ordine nella caccia a Wedding, definendo la sua cattura una priorità assoluta per la sicurezza pubblica.

Le autorità statunitensi hanno messo sul piatto una ricompensa da 15 milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni utili alla cattura o alla condanna del latitante. Nel frattempo, la comunità degli appassionati di motorsport guarda con attenzione e speranza all’evolversi della vicenda, auspicando che questa straordinaria collezione moto possa un giorno essere restituita agli appassionati e valorizzata come patrimonio storico del Motomondiale. Un sogno che, almeno per ora, resta sospeso tra il fascino della leggenda e l’ombra del crimine.

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