Addio attese: la moto elettrica si ricarica in 4 minuti e mezzo

VTT Technical conferma che le celle Donut raggiungono 0-80% in 4,5 min a 11C senza raffreddamento attivo. Implicazioni per moto elettriche.

Addio attese: la moto elettrica si ricarica in 4 minuti e mezzo
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 26 feb 2026

Immaginate di poter ricaricare la vostra moto elettrica in meno tempo di quello necessario per bere un caffè al bar: non è più fantascienza, ma una concreta possibilità grazie alle recenti innovazioni presentate da Donut Lab, la divisione di ricerca e sviluppo di Verge Motorcycles. Un team che, attraverso un lavoro certosino e il supporto di partner autorevoli, sembra aver messo a segno un passo avanti che potrebbe riscrivere le regole della mobilità elettrica su due ruote e non solo.

Il cuore di questa rivoluzione tecnologica è la batteria Donut, sottoposta a rigorosi test presso i laboratori indipendenti di VTT Technical, uno dei centri di eccellenza finlandesi nella certificazione di tecnologie avanzate. I risultati, appena pubblicati, parlano chiaro: ricariche rapidissime, autonomia generosa e una gestione termica sorprendente anche in condizioni di utilizzo intensivo, senza la necessità di sistemi di raffreddamento attivi. Ma andiamo con ordine, perché i dettagli sono davvero impressionanti.

Le celle testate hanno mostrato prestazioni che, fino a poco tempo fa, sarebbero sembrate irraggiungibili. Con una corrente di 5C, è stato possibile raggiungere l’80% di carica in soli 9,5 minuti, completando la ricarica al 100% in poco più di 12 minuti. Ma il vero salto qualitativo si osserva quando la corrente viene spinta a 11C: in questo scenario, l’80% di carica è raggiunto in appena 4,5 minuti, mentre il pieno totale si ottiene in poco più di 7 minuti. Si tratta di numeri che, certificati in laboratorio e in condizioni definite “esigenti” dagli stessi tecnici di VTT Technical, hanno lasciato di stucco anche gli specialisti più scettici.

Questi dati assumono un valore ancora maggiore se si considera che i test sono stati effettuati senza alcun sistema di circolazione attiva di aria o liquido per il controllo della temperatura, aspetto cruciale quando si parla di ricarica rapida. In pratica, la batteria Donut ha dimostrato una stabilità termica tale da non richiedere sistemi di raffreddamento aggiuntivi, almeno a livello di cella singola. Questo potrebbe rappresentare una svolta soprattutto per le applicazioni motociclistiche, dove spazio e peso sono risorse preziose e ogni componente aggiuntivo può influire sulle prestazioni complessive.

A commentare questi risultati è intervenuto Marko Lehtimäki, amministratore delegato di Donut Lab, che ha voluto ribadire la trasparenza dell’azienda e l’importanza della verifica indipendente: “La batteria Donut ha generato grande interesse, ma anche dubbi e speculazioni. Con questi test, vogliamo offrire dati concreti e chiarire ogni aspetto tecnico”. Lehtimäki ha inoltre annunciato la pubblicazione dei risultati completi e di video esplicativi nei prossimi mesi, a ulteriore conferma dell’approccio aperto e scientifico che caratterizza la strategia del gruppo.

Nonostante l’entusiasmo, la comunità degli esperti invita però alla cautela. Se è vero che i test sulle singole celle sono incoraggianti, il passaggio dal laboratorio alla realtà industriale rappresenta ancora una sfida significativa. Integrare celle così performanti in un pacco batteria destinato a equipaggiare una moto o un’auto significa affrontare nuove complessità: la gestione termica su larga scala potrebbe comunque richiedere sistemi di raffreddamento attivi, specialmente durante cicli di ricarica rapida ripetuti e intensi. Inoltre, l’utilizzo di correnti elevate può accelerare l’invecchiamento delle celle, sollevando interrogativi sulla reale durabilità commerciale della tecnologia.

Un ulteriore punto di attenzione riguarda la scalabilità industriale: per trasformare una cella innovativa in un prodotto di massa, servono infrastrutture produttive avanzate, rigorosi standard qualitativi e una lunga serie di certificazioni internazionali. Solo così sarà possibile offrire una soluzione affidabile, sicura e competitiva, capace di rivoluzionare il mercato delle due ruote e, potenzialmente, quello dei veicoli elettrici in generale.

Va ricordato che molte delle tecnologie di nuova generazione, come le batterie allo stato solido, sono ancora in fase di sviluppo e devono superare ostacoli simili prima di arrivare alla produzione su larga scala. In questo contesto, l’innovazione di Donut Lab rappresenta sicuramente un segnale forte, ma sarà il tempo a stabilire se questa soluzione potrà effettivamente garantire ricariche ultraveloci, sicurezza e longevità in condizioni reali.

Per ora, il settore guarda con attenzione: una batteria in grado di offrire 290 km di autonomia con soli 10 minuti di ricarica potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui viviamo la mobilità elettrica, rendendo l’esperienza d’uso finalmente paragonabile a quella dei veicoli a combustione. I prossimi mesi saranno cruciali per valutare la resistenza ai cicli di carica-scarica, il comportamento in condizioni estreme e, soprattutto, la reale integrazione di questa tecnologia in pacchi batteria adottabili su scala industriale. Solo allora sapremo se la batteria Donut segnerà un nuovo standard per Verge Motorcycles e per tutto il settore, o se resterà un brillante risultato di laboratorio in attesa di una definitiva consacrazione commerciale.

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