BMW R100STR, la vecchia boxer diventa una scrambler moderna
Una BMW R100R degli anni ’90 cambia volto con una preparazione ispirata alla moderna R 12 G/S: telaio bianco, assetto rivisto e dettagli contemporanei.
Prendere una vecchia BMW R100R e trasformarla nell’ennesima café racer con motore nero, sella piatta e impostazione minimal? No, grazie. L’idea alla base di questa special chiamata BMW R100STR è praticamente l’opposto: conservare il carattere del vecchio boxer tedesco, ma circondarlo di elementi più moderni, prendendo ispirazione addirittura dalla recente BMW R 12 G/S.
Il progetto porta la firma di Xavi Dynamische e nasce proprio dalla volontà di allontanarsi da una formula diventata molto comune nel mondo delle BMW boxer personalizzate. Il risultato mette insieme epoche differenti: il motore mantiene volutamente i segni del tempo, mentre ciclistica, sella, scarico e diversi componenti guardano alle scrambler contemporanee.
E non si tratta solamente di estetica. Sospensioni e geometrie sono state modificate per rendere la vecchia R100R più rapida nei cambi di direzione e divertente sull’asfalto.
Una BMW R100R che guarda alla moderna R 12 G/S
La base scelta è una BMW R100R, appartenente all’ultima generazione delle boxer a carburatori prodotte prima dell’arrivo dei propulsori boxer a quattro valvole e della sospensione anteriore Telelever.
La moto dispone già del sistema posteriore Paralever e della classica trasmissione finale ad albero. Una base tecnicamente interessante che, prima della trasformazione, si trovava ancora in configurazione originale e in buone condizioni.
L’obiettivo non era farla sembrare più vecchia di quanto fosse realmente.
Da qui nasce una scelta particolare. Invece di cercare riferimenti nelle café racer e scrambler degli anni Sessanta, il progetto guarda soprattutto a due moto molto più recenti: BMW R 12 G/S e Triumph Scrambler 1200 XE.
L’impostazione desiderata era quella di una moto alta, con una presenza importante e una filosofia idealmente divisa a metà tra strada e suggestioni off-road.
Per raggiungere questo risultato sono stati modificati parecchi elementi.
Il telaio, per esempio, è stato verniciato bianco, richiamando alcune storiche BMW GS da competizione e le moto da rally con livrea Marlboro. La scelta ha anche una funzione estetica precisa: creare una sorta di cornice intorno al vecchio motore boxer, che rimane visivamente al centro della moto.
La sella è invece decisamente più moderna rispetto alle classiche sedute piatte utilizzate su molte special. Arriva da una Honda CBF250 del 2018 circa.
Anche il codino sale verso l’alto per rendere la parte posteriore più aggressiva. È stato costruito artigianalmente partendo da un foglio di plastica modellato con il calore e integra anche il supporto della targa.
Sospensioni e geometrie cambiano per renderla più reattiva
La trasformazione della BMW R100STR non si ferma all’aspetto esteriore.
Al posteriore è stato installato un ammortizzatore White Power regolabile proveniente da una R100GS. Il componente misura circa 49,5 cm, contro i circa 47,5 cm dell’ammortizzatore originale della R100R.
Parliamo quindi di circa 2 cm in più.
Anche davanti si è intervenuti sulla geometria. Gli steli della forcella sono stati fatti scorrere nelle piastre di circa 2,4 cm.
La combinazione dei due interventi modifica l’assetto della moto e porta il corpo della R100R maggiormente in avanti. Secondo il suo realizzatore, il risultato è una moto che entra in curva più velocemente e risponde con maggiore rapidità ai comandi.
Non si è però cercato di trasformarla in una moto estremamente rigida. Le sospensioni mantengono un’impostazione relativamente morbida, conservando parte del comportamento fluido che caratterizza la R100R originale.
È proprio qui che il progetto diventa interessante: l’estetica da scrambler non serve soltanto a cambiare l’immagine della moto. Alcuni interventi hanno conseguenze concrete sulla guida.
All’anteriore compare inoltre un parafango alto proveniente da una moderna AJP da enduro, caratterizzato da forme più nette rispetto ai classici parafanghi vintage.
Rimangono invece alcuni elementi tradizionali, come il faro rotondo. Sopra è stato montato un piccolo cupolino che permette anche di nascondere parte della strumentazione e dei componenti elettrici.
Il manubrio arriva da una BMW GS degli anni Novanta, mentre per i paramani sono stati scelti dei Barkbusters. Anche gli specchietti seguono un’impostazione contemporanea, con struttura regolabile in alluminio e inserti in fibra di carbonio.
Il vecchio boxer resta volutamente vecchio
Uno degli aspetti più curiosi della BMW R100STR riguarda proprio il motore. Su molte preparazioni basate sulle vecchie BMW boxer il propulsore viene smontato, restaurato esteticamente e spesso verniciato completamente di nero. Qui è stata presa la strada opposta.
Il boxer conserva la finitura naturale dell’alluminio, comprese alcune tracce di ossidazione dovute all’età.
Questo non significa che la parte meccanica sia stata trascurata. Il motore è stato pulito e controllato, sono state verificate e sostituite alcune guarnizioni e i carburatori sono stati revisionati e regolati.
La patina, insomma, è rimasta per scelta estetica. La manutenzione invece è stata eseguita.
Lo stesso contrasto continua con lo scarico. Al posto di un terminale retrò è stato installato un elemento moderno in fibra di carbonio con fondelli in titanio, scelto anche per contenere il peso.
Colori e grafiche completano il progetto. Accanto al telaio bianco troviamo una combinazione di bianco e nero satinato, accompagnata da piccoli dettagli rossi. Non manca un richiamo alle grandi BMW GS impegnate nei rally con le celebri livree Marlboro, ma senza replicarne integralmente lo schema grafico.
L’obiettivo della BMW R100STR è infatti abbastanza chiaro: non nascondere l’età della moto, ma nemmeno cercare di farla sembrare più vecchia.
La R100R è una BMW dei primi anni Novanta, non degli anni Sessanta. Da qui la decisione di spostare i riferimenti stilistici in avanti e costruire una special che mantenga immediatamente riconoscibile il vecchio boxer, inserendolo però in una moto visivamente molto più contemporanea.
Una filosofia semplice che cambia completamente il risultato finale: vecchio motore, componenti moderni e un’impostazione ispirata alle scrambler di oggi. Più che restaurare il passato, questa R100STR prova a immaginare come potrebbe apparire una classica BMW boxer se fosse reinterpretata con gli occhi di oggi.