Garelli rubato 50 anni fa torna a casa: incredibile ritrovamento

Un Garelli rubato nel 1976 a Reggio Emilia è stato ritrovato dopo 50 anni in uno scantinato vicino a Napoli. Il proprietario, oggi 71enne, lo ha recuperato in condizioni sorprendenti grazie al numero di telaio e a una vecchia denuncia.

Garelli rubato 50 anni fa torna a casa: incredibile ritrovamento
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Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 8 nov 2026

Un Garelli rubato nel 1976 e ritrovato dopo 50 anni, praticamente nelle stesse condizioni di quando era scomparso. Sembra una storia inventata, invece è successo davvero a Elmo Rompianesi, 71 anni, residente a Rivalta, alle porte di Reggio Emilia. Il suo vecchio motorino, sparito davanti a casa mezzo secolo fa, è riapparso in uno scantinato a Casavatore, in provincia di Napoli, insieme ad altri mezzi d’epoca.

La sorpresa è arrivata a inizio ottobre 2026, quando le forze dell’ordine hanno contattato l’uomo per comunicargli il ritrovamento. La prima reazione? Pensare a uno scherzo, o peggio a un tentativo di truffa. Poi la conferma: quel Garelli era proprio il suo, identificato grazie al numero di telaio e a una denuncia di furto presentata cinquant’anni prima.

E la cosa più sorprendente è che il ciclomotore, nonostante il tempo trascorso, è ancora in condizioni eccellenti.

Rubato nel 1976, ritrovato in un garage vicino a Napoli

Tutto comincia da un’indagine che inizialmente non aveva nulla a che fare con il vecchio Garelli. Le forze dell’ordine stavano cercando alcune biciclette da corsa rubate, comprese bici in carbonio di valore considerevole.

Gli accertamenti hanno condotto a uno scantinato di Casavatore, nel Napoletano, dove erano custoditi diversi mezzi, tra cui alcuni ciclomotori d’epoca.

Tra questi c’era anche il Garelli scomparso a Reggio Emilia nel 1976, insieme ad alcuni Piaggio Ciao, modelli che all’epoca rappresentavano una delle alternative più popolari tra i ragazzi.

A permettere l’identificazione è stato il numero di telaio, che ha consentito di risalire al legittimo proprietario nonostante fossero passati ben cinque decenni.

Un dettaglio tutt’altro che secondario. La denuncia risaliva infatti a un periodo in cui non esistevano gli attuali sistemi digitali, e lo stesso Rompianesi aveva ormai dimenticato di averla presentata. Quando ha ricevuto la telefonata, l’uomo ha faticato a crederci. Il motorino era sparito talmente tanto tempo prima che la possibilità di rivederlo sembrava ormai inesistente.

E invece era lì, a centinaia di chilometri da casa. Come sia arrivato fino in Campania resta un mistero. Potrebbe essere stato utilizzato per qualche tempo dopo il furto, rivenduto oppure passato attraverso diversi proprietari. Non ci sono elementi per ricostruire con certezza tutti i suoi spostamenti. Di sicuro, qualcuno se ne è preso cura, perché le condizioni del mezzo sono decisamente migliori di quanto ci si potrebbe aspettare.

Il Garelli dei 14 anni: quando il motorino significava libertà

Per capire perché questo ritrovamento sia così speciale bisogna tornare agli anni Sessanta, quando Elmo Rompianesi aveva appena 14 anni.

Quel Garelli era stato un regalo della famiglia, uno di quelli che difficilmente si dimenticano. All’epoca possedere un motorino significava poter uscire dal proprio paese, incontrare gli amici e muoversi senza dipendere continuamente dai genitori.

Non era soltanto un mezzo di trasporto. Era un primo assaggio di indipendenza.

Rompianesi lo utilizzava anche per andare al lavoro, ma i ricordi più belli sono legati alle uscite con gli amici. Altri due ragazzi del suo gruppo possedevano lo stesso modello e spesso partivano insieme per raggiungere il centro, fermarsi in gelateria o semplicemente fare un giro.

Erano gli anni in cui Garelli e Piaggio Ciao si contendevano le preferenze dei giovanissimi.

Il Ciao stava diventando sempre più popolare, mentre i ciclomotori Garelli continuavano a essere apprezzati da chi cercava un mezzo semplice e pratico per gli spostamenti quotidiani.

Un mondo molto diverso da quello di oggi. I collegamenti con i mezzi pubblici erano più limitati e un piccolo ciclomotore poteva cambiare completamente le abitudini di un adolescente.

Con il passare degli anni, però, anche le esigenze di Elmo erano cambiate.

Dopo aver acquistato la sua prima automobile, aveva cominciato a utilizzare meno il Garelli, che era passato soprattutto nelle mani del padre. Ed è proprio in quel periodo che il motorino era sparito.

Il furto era avvenuto davanti a casa, vicino alla porta della cantina. Inizialmente padre e figlio avevano pensato a una ragazzata: magari qualcuno lo aveva preso per fare un giro e lo avrebbe abbandonato poco distante.

Ma i giorni passavano e del Garelli non c’era traccia. Alla fine avevano presentato regolare denuncia, senza immaginare che quel documento sarebbe tornato utile mezzo secolo dopo.

Dopo 50 anni è quasi perfetto: il valore non è soltanto economico

Quando ha saputo del ritrovamento, Rompianesi non era nemmeno sicuro che valesse la pena affrontare il viaggio fino a Napoli. Dopo cinquant’anni si aspettava di trovare poco più di un rottame: un telaio arrugginito, magari senza motore o con diversi componenti mancanti. Poi ha deciso di andare a vedere di persona. E la sorpresa è stata enorme.

Il Garelli è ancora in ottime condizioni, con una sella leggermente piegata ma senza i danni che ci si aspetterebbe da un mezzo rimasto lontano dal proprietario per mezzo secolo.

Rispetto al 1976 mancano le due borse laterali che erano montate al momento del furto. Per il resto, il ciclomotore appare sostanzialmente identico a quello che Rompianesi ricordava.

Rivederlo è stato come ritrovare un vecchio amico. “Guarda come sei ancora in forma!”, ha pensato quando se lo è trovato davanti. Una battuta che racconta bene l’emozione di quel momento.

C’è anche un aspetto economico, naturalmente. Rompianesi ha controllato alcuni annunci e ha trovato Garelli d’epoca proposti a 850 o 1.000 euro, talvolta in condizioni peggiori rispetto al suo.

Si tratta però di prezzi richiesti negli annunci, non necessariamente delle cifre alle quali questi ciclomotori vengono effettivamente venduti. Il valore dipende dal modello, dallo stato di conservazione, dall’originalità dei componenti e dall’eventuale documentazione disponibile.

Ma per il proprietario il discorso economico passa decisamente in secondo piano.

Quel Garelli rappresenta un pezzo della sua adolescenza, delle prime uscite con gli amici e di un periodo in cui bastava un piccolo motorino per sentirsi liberi.

Il ritrovamento dimostra anche quanto possa essere importante conservare i dati identificativi di un veicolo e presentare denuncia in caso di furto. In questa vicenda, il numero di telaio e una segnalazione risalente al 1976 hanno permesso di restituire il mezzo al suo proprietario.

Ora il Garelli è finalmente tornato a Rivalta, nel cortile di casa di Rompianesi. Non è ancora chiaro se verrà rimesso completamente in funzione o semplicemente conservato come ricordo. Ma una cosa è certa: dopo cinquant’anni trascorsi chissà dove, il piccolo ciclomotore ha concluso il suo viaggio. E per Elmo, che ormai aveva perso ogni speranza di rivederlo, il ritorno vale molto più di qualsiasi quotazione di mercato.

 

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