Álex Márquez punge Marc dopo Aragona: “Ha combinato un pasticcio”
Il GP d’Aragona di Álex Márquez è iniziato in salita dopo il problema di Marc e un suo errore tra curva 2 e 3. Il pilota Gresini spiega anche perché il podio era difficile.
Álex Márquez non nasconde un po’ di delusione dopo il GP d’Aragona 2026. Il pilota del team Gresini ha chiuso al quarto posto alle spalle di Marc Márquez, Pedro Acosta e Marco Bezzecchi, ma alla vigilia si aspettava qualcosa in più dalla sua Ducati. A complicare la domenica sono stati una partenza movimentata, un errore personale nei primi chilometri e soprattutto un consumo degli pneumatici che non gli ha permesso di mantenere il passo necessario per giocarsi il podio. In mezzo c’è stato anche il curioso problema del fratello Marc con il dispositivo posteriore della Ducati, sul quale Álex ha scherzato senza troppi giri di parole: “Ha combinato un vero pasticcio”.
Il quarto posto, quindi, non viene vissuto come una grande occasione buttata. Álex ha chiarito che, anche senza gli inconvenienti iniziali, difficilmente avrebbe avuto il ritmo mostrato da Marc Márquez e Pedro Acosta. Al massimo avrebbe potuto provare a restare più vicino a Bezzecchi nella lotta per il terzo gradino del podio.
Álex Márquez, partenza complicata tra Marc e un errore con le marce
I problemi sono iniziati praticamente subito. Marc Márquez ha lasciato attivo il dispositivo posteriore della propria Ducati più a lungo del previsto e il suo improvviso rallentamento ha creato movimento nel gruppo di testa.
Álex si trovava proprio nella zona interessata dalla bagarre ed è stato costretto a modificare la propria traiettoria, perdendo parte dello slancio iniziale. Ma il pilota Gresini non ha voluto scaricare tutta la responsabilità sul fratello, perché pochi istanti più tardi ha commesso un errore anche lui.
Tra curva 2 e curva 3, Álex pensava di aver inserito la terza marcia. Quando ha aperto il gas, però, la Ducati non ha reagito come si aspettava. Per un attimo ha addirittura temuto un problema tecnico.
Soltanto dopo aver richiuso il gas si è accorto di essere rimasto in seconda marcia, con un freno motore molto più marcato. Il risultato è stato immediato: due o tre avversari sono riusciti a superarlo e il gruppo di testa si è allontanato.
Da quel momento il pilota Gresini è stato costretto a recuperare terreno. La situazione si è stabilizzata, ma davanti Marc Márquez, Pedro Acosta e Marco Bezzecchi disponevano di un ritmo superiore.
Álex ritiene che, senza quell’errore, avrebbe probabilmente potuto restare più vicino a Bezzecchi. Il podio sarebbe stato quindi più accessibile, ma non scontato. Marc e Acosta, secondo la sua analisi, avevano qualcosa in più.
“Ha combinato un pasticcio”: Álex scherza sull’errore di Marc Márquez
Il momento più curioso del dopogara riguarda proprio quanto accaduto al fratello.
Marc Márquez aveva utilizzato il dispositivo che modifica l’altezza del posteriore della Ducati, ma non lo aveva disattivato correttamente nel momento previsto. La moto ha quindi continuato a comportarsi in maniera anomala nelle prime curve, permettendo agli avversari di approfittarne.
Álex, che si trovava alle sue spalle, inizialmente pensava che il dispositivo non fosse tornato nella posizione corretta per un problema tecnico. Quando ha scoperto che Marc lo aveva semplicemente lasciato attivato, la reazione è stata decisamente più ironica.
“Ha combinato un bel pasticcio”, ha scherzato il pilota Gresini, raccontando di aver chiesto al fratello come fosse riuscito a commettere un errore del genere.
Una battuta che non cambia però il giudizio sulla gara di Marc. Secondo Álex, il fratello è stato ancora una volta molto bravo nella gestione complessiva del weekend.
Il numero 73 ritiene infatti che Marc abbia dosato meglio le energie e il potenziale della Ducati durante le varie sessioni, senza mostrare immediatamente tutto quello che aveva a disposizione. Un approccio che gli ha permesso di presentarsi nella seconda parte del Gran Premio con il margine necessario per aumentare il ritmo e staccare Acosta.
Álex ha descritto questa gestione come una sorta di “gioco del gatto e del topo”: Marc riesce spesso a conservare qualcosa fino al momento decisivo, anche nei fine settimana in cui gli avversari sembrano inizialmente più competitivi.
Gomme decisive: “Qui sono stato il peggiore tra le Ducati”
Più dell’episodio con Marc, a preoccupare Álex Márquez è stato però il comportamento degli pneumatici.
Il pilota Gresini ha spiegato che la spalla, tenuta sotto osservazione durante il weekend, non gli ha creato particolari difficoltà. Il vero limite è arrivato dalle gomme, che non gli hanno consentito di mantenere il livello di prestazioni sperato nella seconda parte della gara.
Una situazione quasi opposta rispetto a quanto accaduto a Silverstone. In quell’occasione Álex aveva avuto la sensazione di essere uno dei piloti Ducati capaci di conservare meglio gli pneumatici. Ad Aragona, invece, il giudizio è stato molto più severo: nella gestione delle gomme si è considerato il peggiore tra i piloti della Casa bolognese.
Il risultato aiuta anche a spiegare perché il quarto posto non lasci lo stesso rammarico di altre gare. Álex si aspettava qualcosa in più dal MotorLand Aragón, ma ha riconosciuto la competitività mostrata dagli avversari.
Bezzecchi e l’Aprilia erano stati veloci per gran parte del weekend, mentre Pedro Acosta aveva già mostrato nella Sprint di poter essere molto competitivo sulla distanza. Per Álex, quindi, vedere la KTM lottare con Marc per la vittoria non è stata una vera sorpresa.
Il dato più interessante riguarda proprio l’avvicinamento degli avversari. Ducati resta un riferimento, ma ad Aragona Aprilia e KTM hanno dimostrato di poter mettere pressione alle Desmosedici nelle condizioni giuste.
Per Álex Márquez il quarto posto diventa così un risultato utile, ma anche un’indicazione precisa sul lavoro da fare. La velocità c’è, così come la capacità di restare nelle posizioni di vertice. Per trasformare un weekend competitivo in un podio, però, serviranno una gestione migliore degli pneumatici e meno errori nei momenti iniziali.
Quanto al fratello Marc, il piccolo “pasticcio” con il dispositivo posteriore non gli ha impedito di vincere. Ad Álex, invece, quella confusione iniziale è costata qualche posizione. E questa volta il numero 73 ha potuto almeno concedersi una battuta.