Honda, produzione moto al via dopo il terremoto di Kumamoto
Honda riavvia la produzione di motociclette nello stabilimento di Kumamoto dopo lo stop causato dal terremoto del 28 luglio.
Honda rimette in moto uno dei suoi stabilimenti più importanti in Giappone. La produzione di motociclette a Kumamoto è ripartita il 24 agosto 2026, dopo lo stop imposto dal forte terremoto che il 28 luglio aveva colpito la prefettura giapponese. Una riapertura particolarmente importante perché da questo impianto escono modelli come Gold Wing, X-ADV, CBR600RR, Rebel 1100 e Super Cub.
Non significa, però, che tutto sia già tornato esattamente come prima. Honda ha scelto una ripartenza progressiva, dando priorità alla sicurezza dei dipendenti e al controllo degli impianti. L’obiettivo adesso è riportare la produzione verso condizioni stabili senza accelerare i tempi del ripristino.
Honda Kumamoto, produzione ripartita dal 24 agosto
Lo stabilimento aveva fermato le attività dalla sera del 28 luglio, immediatamente dopo il terremoto. La sospensione era stata decisa per consentire la verifica delle strutture e delle attrezzature e, soprattutto, per garantire la sicurezza dei lavoratori.
La situazione ha iniziato a migliorare nei giorni successivi. Dal 5 agosto Honda ha infatti riattivato gradualmente i processi produttivi per i quali erano state completate le verifiche e le operazioni necessarie al ripristino. Il passaggio decisivo è arrivato il 24 agosto, quando è ricominciata la produzione dei veicoli completi.
Si chiude così una fase di quasi un mese particolarmente delicata per le attività industriali Honda in Giappone. Il terremoto non aveva infatti avuto conseguenze soltanto sul polo motociclistico: problemi nella fornitura di componenti avevano interessato anche altri stabilimenti del costruttore.
La scossa del 28 luglio è stata particolarmente violenta. Secondo l’Agenzia meteorologica giapponese, il terremoto ha avuto magnitudo 7,1 e ha raggiunto il livello massimo 7 della scala di intensità sismica utilizzata in Giappone. I dati diffusi ad agosto indicavano inoltre 39 vittime.
Una fabbrica strategica per Gold Wing, X-ADV e CBR600RR
Per capire perché la ripartenza sia così importante bisogna guardare a cosa rappresenta Kumamoto per Honda.
Lo stabilimento si trova a Ozu, nella prefettura di Kumamoto, e ha iniziato la produzione nel gennaio del 1976. Nel 2026 ha quindi raggiunto i 50 anni di attività. Oggi non è semplicemente una fabbrica destinata all’assemblaggio: Honda vi realizza diverse fasi produttive, dalla lavorazione di motori e componenti fino all’assemblaggio delle motociclette finite.
I numeri aiutano a comprenderne il peso. La capacità produttiva dichiarata per le motociclette arriva a 320.000 unità all’anno. Kumamoto è inoltre un punto di riferimento industriale per il gruppo e supporta altri stabilimenti Honda nel mondo nello sviluppo delle tecnologie produttive e nell’avvio dei nuovi modelli.
E soprattutto da qui escono moto molto diverse tra loro.
Tra i modelli associati allo stabilimento figurano la Honda Gold Wing, una delle gran turismo più rappresentative del mercato, il crossover X-ADV, la sportiva CBR600RR, la Rebel 1100, la GB350, la Super Cub e la specialistica da motocross CRF450R.
Una gamma che va quindi dalle piccole cilindrate alle moto di fascia alta. È proprio questa varietà a rendere significativo uno stop prolungato: non viene coinvolto un singolo modello o una sola nicchia commerciale, ma diverse famiglie di prodotto.
Nel 2026 il ruolo della fabbrica è diventato ancora più ampio. Honda ha spiegato che Kumamoto produce complessivamente 37 modelli di motociclette, oltre a prodotti destinati ad altri settori, e che le attività dello stabilimento contribuiscono a fornire prodotti in 83 Paesi e regioni.
La produzione torna, ma la normalizzazione sarà graduale
Per chi sta aspettando una nuova Honda, la riapertura è certamente una buona notizia. Sarebbe però prematuro tradurre automaticamente la ripartenza delle linee in un ritorno immediato ai normali volumi produttivi.
Honda ha parlato infatti di una ripresa graduale, legata al completamento delle attività di recupero e alla necessità di mantenere la sicurezza dei lavoratori come priorità. L’annuncio del riavvio della produzione dei veicoli completi non equivale quindi a una dichiarazione di piena capacità produttiva.
È una distinzione importante soprattutto considerando il peso dello stabilimento nella catena industriale del marchio. Dopo diverse settimane di interruzione possono essere necessari tempo e coordinamento per riportare a regime linee, forniture e flussi logistici.
Per il momento, inoltre, Honda non ha indicato effetti specifici sui tempi di consegna dei singoli modelli. Non ci sono quindi elementi sufficienti per affermare che Gold Wing, X-ADV, CBR600RR o le altre moto costruite a Kumamoto subiranno necessariamente ritardi sui diversi mercati.
La situazione dovrà essere valutata nelle prossime settimane.
La notizia principale resta comunque positiva: dopo il terremoto del 28 luglio e settimane di verifiche e lavori, Kumamoto è tornata a produrre motociclette complete. Per Honda significa riattivare uno dei suoi centri industriali più importanti in patria; per i clienti significa vedere ripartire la produzione di alcune delle moto più conosciute della Casa giapponese.
Ora il passaggio successivo sarà capire quanto rapidamente lo stabilimento riuscirà a recuperare un ritmo produttivo stabile. Honda, almeno per il momento, mantiene un approccio prudente: prima la sicurezza e il ripristino progressivo delle attività, poi il ritorno alla piena normalità.