ZXMoto sfida la Dakar 2027 con Ebster e la nuova 450 Rally

ZXMoto prepara il debutto alla Dakar 2027 con Tobias Ebster e Joyride Race Service. La nuova 450 Rally da 60 CV e 128 kg partirà dal Rallye du Maroc.

ZXMoto sfida la Dakar 2027 con Ebster e la nuova 450 Rally
F C
Fabio Chiarani
Pubblicato il 28 ago 2026

La Dakar 2027 avrà un nuovo costruttore da tenere d’occhio. ZXMoto ha deciso di ampliare il proprio programma sportivo entrando ufficialmente nel mondo dei rally raid con la nuova 450 Rally, affidata all’austriaco Tobias Ebster. A gestire il progetto sarà Joyride Race Service, struttura scelta come team ufficiale di fabbrica. Prima di affrontare il deserto saudita, però, moto e squadra dovranno superare un test fondamentale: il Rallye du Maroc, previsto tra il 27 settembre e il 4 ottobre 2026.

Non si tratta di un’iniziativa isolata. L’ingresso alla Dakar si aggiunge alla presenza del marchio nel Mondiale Supersport e ai programmi nel motocross internazionale. L’obiettivo è piuttosto evidente: utilizzare le competizioni come banco di prova per accelerare lo sviluppo tecnico delle future moto di serie. E il progetto Dakar è probabilmente la sfida più dura intrapresa finora.

ZXMoto 450 Rally, il primo banco di prova sarà in Marocco

La strada verso la Dakar 2027 non inizierà direttamente in Arabia Saudita. ZXMoto ha scelto un percorso più razionale, portando la nuova 450 Rally prima al Rallye du Maroc, appuntamento particolarmente importante per i protagonisti del rally raid internazionale.

La gara marocchina è in programma dal 27 settembre al 4 ottobre 2026 e permetterà alla squadra di verificare il comportamento della moto in condizioni molto più vicine a quelle della Dakar rispetto ai normali test privati.

Sarà soprattutto l’occasione per mettere sotto pressione affidabilità, navigazione, sospensioni, raffreddamento e gestione della meccanica sulle lunghe distanze. In un rally raid, infatti, la velocità pura rappresenta soltanto una parte del risultato. Una moto deve riuscire a mantenere prestazioni costanti per centinaia di chilometri, affrontando sabbia, pietre, alte temperature e continue sollecitazioni.

In sella ci sarà Tobias Ebster, pilota austriaco che arriva al progetto con esperienza specifica proprio nelle competizioni di questo tipo. ZXMoto ha scelto quindi un pilota già abituato alle difficoltà della navigazione e delle lunghe tappe, evitando di affrontare il debutto con un nome completamente nuovo alla disciplina.

Joyride Race Service avrà invece il compito di trasformare il progetto tecnico in una squadra capace di operare realmente alla Dakar. Assistenza, preparazione quotidiana della moto e rapidità negli interventi diventano fondamentali in una gara dove un piccolo inconveniente può costare ore.

Il primo vero verdetto arriverà quindi dal Marocco. Solo dopo sarà possibile capire quanto la ZXMoto 450 Rally sia già vicina al livello necessario per affrontare la Dakar.

Una 450 da 60 CV e 128 kg pensata per i rally raid

La moto scelta per questa nuova avventura non nasce dal nulla. ZXMoto aveva già mostrato la 450 Rally come una delle proposte più interessanti della propria gamma fuoristrada.

Sulla carta i numeri sono ambiziosi: circa 60 CV di potenza e 128 kg di peso. Due valori particolarmente importanti quando si parla di una specialistica destinata ai rally raid.

La cilindrata intorno ai 450 cc non è casuale. È la categoria diventata il riferimento nelle competizioni di questo livello e consente di realizzare moto sufficientemente potenti per affrontare le lunghissime speciali, mantenendo allo stesso tempo peso e dimensioni sotto controllo.

Il motore è un monocilindrico sviluppato con una chiara impostazione racing. Ma in una moto Dakar il dato dei cavalli, da solo, dice relativamente poco.

Conta molto di più il modo in cui vengono erogati. Nel deserto serve una risposta prevedibile quando l’aderenza diminuisce, ma occorre anche abbastanza potenza per mantenere velocità elevate sulle sezioni più aperte. A questo si aggiunge il problema dell’affidabilità: il motore deve sopportare lunghe ore di utilizzo ad alto carico senza richiedere attenzioni incompatibili con i tempi di gara.

Anche i 128 kg dichiarati sono un elemento chiave. Una rally più leggera richiede meno energia al pilota nei tratti tecnici, può essere più semplice da controllare sulla sabbia e diventa meno impegnativa da rialzare dopo una caduta.

E alla Dakar, dopo molte ore trascorse in sella, ogni chilogrammo può iniziare a farsi sentire.

La versione da competizione utilizza naturalmente un’impostazione diversa rispetto a una normale enduro stradale. Sospensioni a lunga escursione, protezioni specifiche e una struttura capace di sopportare forti sollecitazioni sono elementi essenziali, così come tutta la strumentazione necessaria alla navigazione.

La 450 Rally è quindi uno dei progetti più importanti per dimostrare cosa sia realmente in grado di fare ZXMoto fuori dall’asfalto.

Dakar, Supersport e MXGP: il piano sportivo diventa globale

L’aspetto forse più interessante non riguarda però una singola moto, bensì la velocità con cui ZXMoto sta allargando il proprio programma agonistico.

Il marchio è già impegnato nel Campionato del Mondo Supersport con la 820RR, dove nella stagione di debutto ha ottenuto risultati di primo piano. Valentin Debise ha conquistato sei vittorie, permettendo al progetto di diventare competitivo molto più rapidamente di quanto ci si potesse aspettare da un nuovo costruttore. Ora arriva la Dakar, cioè praticamente l’estremo opposto.

Se nel Supersport bisogna costruire una moto velocissima sull’asfalto per gare relativamente brevi, nei rally raid servono autonomia, resistenza, capacità di assorbire urti e affidabilità su distanze enormemente superiori. Affrontare entrambe le discipline significa quindi accumulare esperienze tecniche molto diverse. E il programma non dovrebbe fermarsi qui.

Per il 2027 ZXMoto punta anche al Mondiale MXGP, con un progetto dedicato alla classe regina del motocross e una nuova MX450. Il quadro che emerge è quindi quello di un costruttore che vuole utilizzare le competizioni internazionali come strumento per costruire credibilità e accelerare lo sviluppo dei propri prodotti.

È una strategia impegnativa, perché correre contemporaneamente in pista, nel motocross e nei rally raid richiede investimenti e competenze molto differenti. La Dakar sarà probabilmente il banco di prova più evidente.

L’edizione 2027 è prevista dall’1 al 15 gennaio e rappresenterà il vero debutto della ZXMoto 450 Rally nel confronto diretto con le moto e le squadre che da anni dominano questa disciplina.

Per il momento sarebbe prematuro parlare di possibili risultati. Un conto è avere una moto competitiva sulla carta, un altro è portarla per migliaia di chilometri attraverso una Dakar senza problemi. Ed è proprio questo il punto.

ZXMoto non sembra voler utilizzare la gara soltanto come vetrina. Il marchio considera il rally raid un ambiente di sviluppo nel quale ogni componente viene portato vicino ai propri limiti. Sospensioni, motore, elettronica, raffreddamento e materiali possono essere verificati in condizioni che difficilmente sarebbero riproducibili durante un normale programma di collaudo.

Quello che verrà imparato sulla 450 Rally potrebbe quindi trovare applicazione anche sui futuri modelli destinati al pubblico.

Prima, però, bisognerà superare il deserto. Il Rallye du Maroc offrirà già una prima indicazione concreta sul livello raggiunto dal progetto. Poi, a gennaio, arriverà l’esame più difficile: la Dakar 2027. Per ZXMoto sarà molto più di una nuova gara da aggiungere al calendario. Sarà il test con cui capire quanto rapidamente un marchio emergente possa avvicinarsi ai grandi specialisti mondiali del fuoristrada.

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