Dalla Cina arriva Qiji X1, la “moto” con quattro zampe
Qiji X1 è il robot quadrupede di DaxAI Robotics pensato per trasportare persone e carichi. Ha sella e manubrio come una moto.
Chiamarla moto è sicuramente una forzatura. Ma quando ci si siede sopra e si afferra il manubrio, il collegamento con le due ruote viene quasi naturale. Il Qiji X1 è uno dei mezzi più curiosi visti alla World Robot Conference 2026 di Pechino: un enorme robot quadrupede elettrico progettato per trasportare persone e carichi, muovendosi su quattro zampe anziché sulle tradizionali ruote.
A svilupparlo è la cinese DaxAI Robotics. Il concetto è semplice da spiegare, molto meno da realizzare: prendere l’architettura dei robot quadrupedi, aumentarne dimensioni e capacità di carico e trasformarla in una sorta di cavallo meccanico cavalcabile.
Non si tratta soltanto di un modello statico costruito per attirare visitatori. Alla manifestazione cinese il Qiji X1 è stato mostrato in movimento con un passeggero in sella. Le andature sono ancora lontane dalla naturalezza di un vero cavallo, ma la macchina cammina, trasporta il proprio utilizzatore e viene controllata attraverso un’interfaccia che ricorda quella di una moto.
Qiji X1: sella e manubrio, ma al posto delle ruote ha quattro zampe
Basta guardarlo per capire perché il Qiji X1 abbia attirato così tanta attenzione. Nella parte superiore ci sono una seduta e un manubrio, mentre sotto troviamo quattro grandi arti meccanici articolati.
Il risultato ricorda l’incrocio tra un grosso cane robot e una motocicletta. Solo che il principio di funzionamento è completamente diverso da quello di un normale veicolo.
Le quattro zampe permettono infatti al Qiji X1 di scegliere dove appoggiare i piedi e di adattarsi alle irregolarità del terreno. È proprio questo il principale vantaggio teorico di una soluzione simile. Le ruote rimangono imbattibili per efficienza e semplicità quando la superficie è regolare, ma iniziano a mostrare i propri limiti davanti a ostacoli importanti, fango, pietre o forti pendenze.
Un robot quadrupede può invece modificare continuamente l’appoggio degli arti. Il sistema di controllo deve stabilizzare la struttura e decidere dove posizionare le zampe mentre il mezzo avanza, gira o affronta un ostacolo.
Secondo le informazioni disponibili, il Qiji X1 utilizza motori elettrici sulle articolazioni ed è stato sviluppato proprio pensando a superfici come pendenze, ghiaia e fango.
Qui si capisce anche perché parlare semplicemente di “moto del futuro” sarebbe sbagliato. Il Qiji X1 non vuole sostituire uno scooter per andare al lavoro o una moto per divertirsi tra le curve. Il suo vantaggio, almeno sulla carta, emerge quando il terreno diventa troppo complicato per un normale veicolo a ruote.
Fino a 300 kg di carico e circa 40 km di autonomia
Le dimensioni sono importanti. Le informazioni disponibili indicano per il Qiji X1 una capacità di carico fino a circa 300 kg, sufficiente quindi per trasportare persone e attrezzatura.
Alcune fonti riportano per il robot un peso nell’ordine dei 300-320 kg. Anche la velocità aiuta a capire la sua destinazione d’uso: si parla di circa 10 km/h per la versione che procede esclusivamente utilizzando le quattro zampe. L’autonomia indicata è nell’ordine dei 40 km.
Numeri che fanno sorridere se confrontati con quelli di una moto elettrica, ma il paragone avrebbe poco senso. La priorità non è percorrere velocemente una strada asfaltata, bensì riuscire a trasportare un carico in condizioni nelle quali un veicolo tradizionale potrebbe avere difficoltà.
Ecco perché tra le possibili applicazioni vengono indicate non soltanto attività ricreative in fuoristrada, ma anche trasporto di carichi, ispezioni e operazioni di emergenza o soccorso.
La parte interessante è proprio questa. Un mezzo capace di portare persone o materiale su sentieri, superfici sconnesse e forti pendenze potrebbe trovare applicazioni molto diverse rispetto a una moto o a un quad.
Naturalmente tra una dimostrazione in fiera e l’utilizzo quotidiano c’è una bella distanza. Stabilità, affidabilità, autonomia reale, manutenzione e sicurezza con una persona a bordo saranno aspetti fondamentali per capire quanto questa tecnologia possa uscire dalla dimensione sperimentale.
Qiji X1 e Kawasaki Corleo: due idee simili, ma non uguali
Il Qiji X1 fa inevitabilmente pensare al Kawasaki Corleo, il concept presentato dalla Casa giapponese che immagina una particolare forma di mobilità a quattro zampe.
Le somiglianze visive sono evidenti: entrambi utilizzano quattro arti e prevedono una persona seduta nella parte superiore. L’approccio, però, non è esattamente lo stesso.
Il progetto Kawasaki è stato mostrato soprattutto come una visione della mobilità del futuro e guarda a un orizzonte temporale molto più lontano. Il Qiji, invece, è già stato mostrato mentre trasporta realmente una persona.
Anche il controllo rappresenta una differenza interessante. Il Qiji X1 mantiene un’impostazione più vicina a un mezzo convenzionale grazie alla presenza del manubrio, rendendo immediatamente comprensibile almeno l’idea di base: ci si siede sopra e si impartiscono i comandi, mentre l’elettronica gestisce il complicatissimo lavoro delle quattro zampe.
È probabilmente questo il dettaglio che lo rende tanto curioso per chi arriva dal mondo moto. L’utilizzatore vede una sella e un manubrio, ma sotto di sé non ha pneumatici, sospensioni e una trasmissione tradizionale. Ha un robot che deve continuamente calcolare come e dove fare il passo successivo.
Una moto con le zampe? Per ora è soprattutto un laboratorio
Pensare di incontrare presto Qiji X1 nel traffico cittadino sarebbe prematuro. La tecnologia dei robot quadrupedi sta facendo passi notevoli, ma trasformare queste macchine in veri mezzi di trasporto per persone apre questioni che vanno ben oltre la capacità di camminare.
Bisogna considerare sicurezza, affidabilità dei sistemi, gestione delle batterie, costi e normative. Senza dimenticare un elemento molto più semplice: su asfalto una ruota è tremendamente efficace, economica e veloce. Sostituirla con quattro complessi arti robotici non offre automaticamente un vantaggio.
La prospettiva cambia completamente fuori dall’asfalto. Se lo sviluppo riuscirà a rendere queste piattaforme affidabili, un quadrupede di grandi dimensioni potrebbe arrivare dove quad, moto da enduro o piccoli veicoli commerciali incontrano ostacoli difficili da superare.
È qui che il Qiji X1 diventa qualcosa di più di una curiosità da fiera.
Per il momento rimane soprattutto una dimostrazione di ciò che la robotica moderna è già in grado di fare: un mezzo elettrico da cavalcare, controllato attraverso un manubrio e capace di camminare su quattro zampe trasportando fino a 300 kg.
Non sarà la moto che sostituirà quella parcheggiata in garage. Ma l’idea che, accanto a ruote e cingoli, in futuro alcuni veicoli possano davvero avere delle zampe non sembra più così fantascientifica.