Fabio Quartararo: "Ora gli altri piloti mi guardano diversamente"

Il francesino freme per risalire in sella: il 2020 doveva essere l'anno della sua consacrazione e Fabio non vede l'ora di confermarsi come uno dei grandi protagonisti della MotoGP

“Sono ad Andorra. La mia non è una quarantena vera e propria, ma provo a stare il più possibile in casa, faccio allenamento tutti i giorni qui, esco giusto per comprare qualcosa da mangiare. Prima che la situazione precipitasse in Spagna ero andato a fare flat track. C'erano i fratelli Marquez, Tito Rabat, Marcel Schrotter e tanti altri… Quello è stato il mio ultimo allenamento all'aperto (…) Sto diventando matto!”.

E' dura per tutti rimanere chiusi in casa, anche per Fabio Quartararo, la giovane promessa della MotoGP sbocciata nel 2019 in sella alla Yamaha del team Petronas. E' dura soprattutto per lui, che non vedeva l'ora di risalire in sella per dimostrare al Mondo di non essere un fuoco di paglia, di essere davvero il pilota che ai comandi della M1 può battere Marc Marquez. E invece nessuno sa quando si potrà ripartire: "Io pensavo a Jerez ma la situazione è più difficile rispetto a due settimane fa" ha spiegato Fabio in un intervista concessa online a Sky Sport MotoGP "Per me l'importante è fare più gare possibili per rendere valido il Campionato, va bene anche se dobbiamo fare 15 gare di seguito".

Il 2020 doveva essere l'anno della consacrazione, ma il Coronavirus si è messo brutalmente di traverso obbligando la sospensione di tutte le attività sportive MotoGP compresa: "Dopo i test del Qatar ero davvero soddisfatto; è stata la volta che mi sono sentito meglio sulla Yamaha M1" ha commentato il transalpino "Abbiamo fatto sei giorni con la nuova moto e con un motore che non era nuovo al 100%. Allora ho pensato che al via del Mondiale, dove tutti partiamo con un motore punzonato con zero chilometri, potevo essere protagonista. Il mio passo era incredibile e potevo lottare per il podio".

L'obbiettivo è ovviamente arrivare al più presto alla tanto agognata vittoria, anche se come ha detto Marc Marquez si tratta di una questione essenzialmente psicologica più che di un reale indice di competitività. Dove arriverà, secondo Quartararo, il primo successo in carriera? "Lo scorso anno sono andato forte un po' ovunque, immagino che in Qatar poteva essere il posto giusto ma anche Jerez, Le Mans, Barcellona ed Assen...".

Da esordiente inesperto a stella della Top Class il passo del transalpino è stato breve, molto breve. Fabio ha stupito tutti, non solo tifosi e addetti ai lavori ma anche i senatori della Classe Regina che si sono ritrovati una brutta gatta da pelare: "Mi ricordo bene quando mi sono presentato da rookie nei test della Malesia e non andavo neanche tanto forte ad essere sincero" ha raccontato "Poi è stato tutto un crescendo d'interesse... Quando a Jerez ho fatto la pole ho capito che mi guardavano diversamente; forse lì hanno iniziato a considerarmi come uno che poteva vincere una gara, non solo andare a punti...".

Una "scalata" fulminea ai vertici, tanto che il francesino è riuscito a scalzare dal team ufficiale persino un fenomeno assoluto come Valentino Rossi, che il prossimo anno lascerà "le chiavi" della M1 factory proprio a Quartararo: "Per me si è realizzato un sogno poter fare un anno in MotoGP con lui e poter vedere un suo giro della sua telemetria" ha confessato Fabio "Mi ricordo quando in FP1 in Qatar ci siamo trovati vicino, è stata un'emozione, spero che rimanga in MotoGP".

  • shares
  • Mail