Corse e coronavirus, “febbre” in F1. Tremano WSBK e Motomondiale?

Coronavirus, serve anche in Europa e specificatamente in Italia una struttura istituzionale "dedicata" al settore auto e moto per contenere lo tsunami in arrivo

L’antico adagio “calma e gesso” vale anche stavolta in una situazione critica che il Motomondiale non si è mai trovato dal 1949 ad oggi. Volenti o nolenti si torna a dover riflettere sul tema del giorno. Il riferimento è al Coronavirus, o meglio agli effetti dell’”epidemia” che sta invadendo molti Paesi mettendo anche l’Italia nell’occhio del ciclone, già con 12 vittime e quasi 500 contagiati, per non parlare dei risvolti negativi sul piano economico e sociale imponendo il cambio dei programmi in ogni campo, avvenimenti sportivi compresi. Non entriamo qui nel merito politico, istituzionale, scientifico, sanitario di una vicenda già di per sé complessa e ingarbugliata di cui al momento non si conoscono gli sbocchi. Diciamo solo che, in piena globalizzazione, la bomba Coronavirus può essere destabilizzante a 360°, specie in un settore qual è l’automotive, in particolare il segmento delle moto. Cina e Giappone stanno tentando di arginare gli effetti che possono essere devastanti sulle loro industrie e sulle loro economie con ripercussioni ovunque. Serve anche in Europa e specificatamente in Italia una struttura istituzionale dedicata al settore auto e moto, come già è in funzione, appunto, in Giappone con la task force operativa denominata NCCAC (Coronavirus Countermeasures Automobile Council). Ma torniamo, nello specifico, alle corse. In Italia la FMI, opportunamente, seguendo il provvedimento emanato dal governo, ha sospeso le manifestazioni e gli eventi sportivi nelle regioni più colpite dal Coronavirus.

Che succede a livello internazionale, per il WSBK e per il Motomondiale? Siamo alla vigilia del primo round iridato SBK 2020 che fra poche ore dà inizio alle prove ufficiali del GP d’Australia a Phillip Island. Al momento, non pare esserci nessun segnale che possa fare pensare a stravolgimenti di programma. Bene. Anche se può apparire “strano” dato che sul vicino fronte della Formula 1 si temono scombussolamenti imminenti, fino alla cancellazione del primo round mondiale in programma proprio a Melbourne il 15 marzo. L’Australia sta adottando in misura crescente misure precauzionali per arginare la diffusione del Coronavirus così come stanno facendo o pensando di fare altri Paesi europei ed extraeuropei, in relazione all’evoluzione dei contagi. Nel paddock della Formula 1, ma anche in quello del Wsbk e del Motomondiale, c’è preoccupazione e incertezza su quel che può accadere, temendo lo stravolgimento del calendario dei mondiali, con il rischio che addirittura saltino i primi round delle prossime settimane. Forse sta peggio – si fa per dire – la F1 che oltre all’Australia il 15 marzo ha in programma i GP del Bahrein (22 marzo) e del Vietnam (5 aprile), dopo che il GP cinese del 19 aprile 2020 è già stato annullato dalla FIA il 12 febbraio scorso. Se, come si ipotizza, dovesse addirittura saltare anche il GP d’Olanda di F1 del 3 maggio allora potrebbe esserci un effetto diretto negativo – per non dire devastante – anche per il calendario del WSBK e del Motomondiale. Va ricordato che, problema fra i problemi, sia in F1 che nei mondiali di moto, almeno metà degli addetti impegnati nelle corse provengono da Paesi oggi considerati “a rischio”, a cominciare dagli italiani. C’è la questione degli spostamenti intercontinentali e c’è la tenuta di una impalcatura articolata che muove l’ambaradan del Circus dei mondiali che rischia di non reggere a uno scossone come questo. A dominare, per ora, è l’incertezza. Non resta che sperare nella benevolenza del … Cielo. Così si diceva una volta. Basterà?

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