Troy Bayliss sul figlio: "Sono un papà normale, mi innervosisco a vederlo correre"

Oli, il figlio di Troy Bayliss, correrà il round mondiale di Phillip Island: ecco la reazione del padre, tre volte iridato in sella alla Ducati

E' di qualche giorno fa la notizia che Oli Bayliss, il figlio del mitico Troy, prenderà parte nelle vesti di wild card al primo appuntamento del Mondiale Supersport 2020. Il debutto iridato del 16enne australiano avverrà a Phillip Island, pista che nel 1997 fu anche il teatro dell'esordio in WSBK di Bayliss Sr.

E' stato proprio il buon vecchio Troy, vincitore di tre titoli in Superbike tra il 2001 e il 2008, a commentare la notizia ai microfoni di WordSBK.com: “Nel 2019 ha imparato molto dalla sua prima stagione con una 60 cc non solo in termini di gara ma anche per quanto riguarda la comunicazione con la squadra e nel capire l'impatto in pista dei vari cambiamenti che si apportano alla configurazione della moto. È migliorato molto e penso che durante quel fine settimana la sfida più grande sarà la mia e quella di mia moglie Kim dato che lo vedremo in pista il doppio di adesso!".

Nonostante abbia passato metà della sua vita a correre sul filo dei 300 all'ora sui circuiti di mezzo mondo Troy è pur sempre un padre, con annesse preoccupazioni: nemmeno per uno che ha fatto della velocità un mestiere è facile vedere il proprio figlio sfrecciare a tutto gas su una moto da corsa. “Per il momento gli piace gareggiare anche se per me è un po’ strano" ha spiegato il tre volte iridato "Quando siamo in pista insieme ci divertiamo moltissimo, quando è da solo in gara però mi sento come un papà normale. Mi innervosisco molto e mi resta difficile vederlo correre!”.

Cosa aspettarsi da un figlio d'arte come Oli? Rivedere il nome Bayliss sulla griglia farà emozionare molti appassionati, ma non bisogna dimenticarsi che 16enne di Taree è appena alla sua seconda stagione con le 600 in ASBK e che l'obbiettivo della wild card è prima tutto quello di fare esperienza. “Per Oli sarà la gara di esordio a livello internazionale: è nervoso ma anche molto motivato. Si tratta di una bella esperienza e sarebbe ancora migliore se riuscisse a portare a casa un paio di punti. Ha molta più esperienza rispetto a quella che avevo io alla sua età attuale dato che prima di aver compiuto 22 anni non avevo mai partecipato a un campionato di velocità mentre lui ora ne ha appena 16”.

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