MotoGP, l’epopea Rossi volge al termine. E adesso?

Ben sapendo che nel Motomondiale “non si muove foglia che Ezpeleta non voglia” c’è da credere che l’operazione piloti Yamaha ha il placet Dorna

Valentino Rossi e Carmelo Ezpeleta

Inutile addentrarsi nella diatriba se la decisione della Yamaha di confermare con un nuovo biennale Vinales e al contempo sostituire Rossi con Quartararo nel Team ufficiale sia da considerarsi un fatto di ordinaria amministrazione interna e per la MotoGP una “evoluzione” o una “rivoluzione”. Di certo, la scelta non lascerà tutto come prima, non solo per la Casa dei tre diapason. Sarà comunque una MotoGP diversa. L’avvio di una MotoGP non più “Rossi-centrica”, di un Motomondiale che non ruoterà più, in pista e fuori, attorno all’asso di Tavullia. Nel Motomondiale ci sono stati altri grandi campioni più o meno dal valore e dal palmares di Rossi, ma nessun’altro ha inciso come Rossi, specie sul piano del business, della comunicazione, dell’impatto mediatico, del rapporto con gli appassionati davanti alla tv e sugli spalti dei circuiti.
Da oggi non sarà più così. Si vedrà presto se il cambiamento avverrà lentamente e per gradi o se ci sarà uno strappo tale da archiviare l’era Rossi e aprire un nuovo capitolo del motociclismo, una nuova epopea. Si tratta di vedere se, come e quando davvero Rossi uscirà dal campo come giocatore di prima linea.

Che le corse andranno avanti anche senza Rossi o con Rossi ridimensionato non c’è dubbio e logiche disfattiste sul post-Rossi non hanno motivo di essere. Fatto sta che il rimbalzo (per lo più negativo) sarà, specie agli inizi e specie in Italia, pesante sugli spalti degli autodromi e davanti alla tv e di conseguenza sugli sponsor e sul business con un ridimensionamento della torta per l’intero Circus. Soprattutto in Italia, il motociclismo non è pronto al cambio di leadership. Non c’è oggi un altro Rossi all’orizzonte né come corridore né come campione carismatico. Il “Chissenefrega!” è anche legittimo ma chi scrive queste note ha assistito alle epoche quando in tribuna eravamo rimasti quattro gatti, la Tv era assente, e sui giornali il motociclismo era confinato nelle “brevi”, liquidato in poche righe. Non è vero che era meglio allora. La logica del “pochi ma buoni” non ha mai portato bene né al motociclismo, né allo sport, né a niente e a nessuno. Potrebbe essere questa l’occasione per una “rivisitazione” del Motomondiale riscoprendo una identità non incentrata solo su un pilota-star e solo sul business. Ma non è tempo di nostalgie né quelle per il passato remoto né quelle per il passato recente. L’era Rossi volge davvero al termine. E Dorna? Ben sapendo che nel Motomondiale “non si muove foglia che Ezpeleta non voglia” c’è da credere che l’operazione Yamaha ha il placet Dorna. Che non significa aver abbandonato Rossi al suo destino ma aver già pronta una strada diversa da quella fin qui percorsa dal 9 volte campione del Mondo. Quale? Si vedrà presto. Tutto può sempre accadere. Ma pare proprio che per il motociclismo è giunta davvero l’alba di un nuovo giorno.

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