MotoGP Misano “the day after”. Quartararo il “guastafeste”

Per molti, Quartararo è una scoperta dell’ultima ora, solo dopo la sua gran gara di ieri terminata in volata a un filo da Sua Maestà Marquez...

Torniamo sulla MotoGP di Misano perché nell’analizzare i risultati si ripete la storia di sempre cioè quella di sminuire chi vince se chi vince non è il proprio beniamino e quella di indorare la pillola della sconfitta, se chi perde è il “nostro” beniamino.

E’ così da sempre nel motociclismo e non riguarda solo i fan sugli spalti nei circuiti o davanti alla tv. Qui parliamo di Fabio Quartararo, splendido protagonista a Misano, per tornare su Marquez e su Rossi. Che centra, direte? Centra, eccome!

Per molti, Quartararo è una scoperta dell’ultima ora, solo dopo la sua gran gara di ieri terminata in volata a un filo da Sua Maestà Marquez. Fabio è un pilota vincente, da sempre, addirittura da bambino. In Spagna ha vinto in tutte le categorie: nel 2008 a 9 anni nella classe 50, nel 2009 nella 70, nel 2011 nella 80, nel 2012 nella Pre Moto3, nel 2013 a 14 anni e nel 2014 a 15 anni vince i due campionati spagnoli della categoria cadetta.

Nel 2015, all’età di 15 anni e 341 giorni, debutta nel Mondiale Moto3 conquistando pole e podi e soprattutto convincendo tutti per le sua doti tecnico-agonistiche ed anche umane. Solo un incidente lo ferma, ma poi si riprende, rilanciandosi. La stoffa c’era e la maturazione è stata costante e forte.

Misano è stata la conferma di quel che si era già visto anche quest’anno in diverse qualifiche e gare precedenti. Diciamo questo perché battendo Quartararo Marquez non ha vinto contro un “signor nessuno” ma contro un campione di gran talento e determinazione che già a 20 anni in un match all’arma bianca è stato capace di tenere al guinzaglio l’asso di Cervera obbligandolo a inventarsi un rush finale da incorniciare e che si mette tutti (tutti!) gli altri dietro, a cominciare dagli amici-avversari sulle M1 ufficiali e/o satelliti.

Quartararo è già di fatto il galletto coccolato da Yamaha, considerato il number-one (poco conta il parcheggio nel team satellite) della Casa dei tre diapason, sostituto in pectore di Rossi quando il Doc – Dio non voglia! – deciderà di attaccare il casco al chiodo.

Non solo, è il pilota corteggiato da altre squadre, pronte a tutto pur di accasarlo, Ducati per prima. Ma torniamo alla gara di Misano nel rapporto con Rossi, cioè con il suo “capitano” vero in sella alla M1. Ebbene, al di là delle forzature e delle storpiature nelle dirette tv, fra Quartararo e Rossi non c’è stata “partita” ad elastico, non c’è stata nessuna battaglia, non c’è stata storia.

Sui 27 giri della gara, solamente nell’ultima tornata – con il “motoscontro” fra Marquez e Quartararo – il pesarese, quarto con un gap di 12.660 secondi, è stato più veloce (1’34.665) del francese (1’35.593). In tutti gli altri 26 giri Fabio è stato più veloce di Valentino.

Può essere noioso ma la tabella dei tempi “canta” da sola. Giro 1: Quartararo: 1’39.494, Rossi 1’40.890; giro 2: Quarta 1'33.869, Rossi 1'34.610: giro 3: Quarta 1'33.889, Rossi 1'34.409: giro 4: Quarta1'33.423, Rossi 1'34.384; giro 5: Quarta 1'33.623, Rossi 1'34.300; giro 6: Quarta 1'33.570, Rossi 1'34.124: giro 7: Quarta 1'34.031, Rossi 1'34.289; giro 8: Quarta 1'33.993, Rossi 1'34.092; giro 9: Quarta 1'33.970, Rossi 1'34.245; giro 10: Quarta 1'34.081, Rossi 1'34.312; giro 11: Quarta 1'33.865, Rossi 1'34.591; giro 12: Quarta 1'34.044, Rossi 1'34.430; giro 13: Quarta 1'34.087, Rossi 1'34.369: giro 14: Quarta 1'34.121, Rossi 1'34.407: giro 15: Quarta 1'34.103, Rossi 1'34.528, giro 16: Quarta 1'34.077, Rossi 1'34.518; giro 17: Quarta 1'34.015, Rossi 1'34.877; giro 18: Quarta 1'34.181, Rossi 1'34.617; giro 19: Quarta 1'34.038, Rossi 1'35.010; giro 20: Quarta 1'34.184, Rossi 1'34.577; giro 21: Quarta 1'34.328, Rossi 1'34.686; giro 22: Quarta 1'34.409, Rossi 1'34.645 ; giro 23: Quarta 1'34.221, Rossi 1'34.646; giro 24: Quarta 1'34.384, Rossi 1'34.458; giro 25: Quarta 1'34.253, Rossi 1'34.683; giro 26: Quarta 1'34.280, Rossi 1'34.461.

C’è da aggiungere altro? Sì. Questi piloti non sono tutti uguali. Sono, però, grandi campioni, tutti. E tutti meritano il plauso di tutti. Il resto è fuffa.

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