MotoGP: Franco Morbidelli, cambio di passo e di mentalità?

Fin qui ha dominato Marquez, ma i suoi avversari non sono tutti uguali e non sono tutti sullo stesso piano

Quando dopo la pausa estiva la MotoGP tornerà in pista a Brno con nove GP già effettuati e con dieci davanti si capirà meglio se per gli avversari di Marquez non resta che la lotta per il secondo posto o se ancora il Mondiale è aperto. Il pluri titolato vessillifero della Honda guida le danze dall’alto dei suoi 185 punti (61 punti di vantaggio sul secondo Dovizioso e 67 sul terzo Petrucci) con un impressionante filotto di risultati positivi: escluso lo zero del secondo round in Texas, Marc ha nel carniere ben 5 vittorie e 3 secondi posti! E’ questa l’aria che tira, o che ha tirato fino alla ripresa della seconda parte del Campionato. Ma gli avversari di Marquez non sono tutti uguali e non sono tutti sullo stesso piano.

C’è che è in forte crescita come il 25enne Vinales (in gran recupero, quinto in classifica ma con una vittoria e un secondo posto nelle ultime due gare), ma anche il 20enne Quartararo (ottavo, ma assai competitivo) e lo stesso Rins (quarto nella generale, pur con due “zero” negli ultimi due round). C’è chi è… “stazionario”, ma in calo, come il binomio della Rossa- Casa Dovizioso e Petrucci attesi alla riscossa. C’è chi avanza col passo del gambero come Rossi, nelle nebbie (sesto ma con tre zeri di seguito e ben lontano dal podio anche nell’ultima gara al Sachsenring). Idem per Morbidelli, in “grigio” (undicesimo in classifica con 52 punti a un abisso da Marquez, 15 in meno di Quartararo) e soprattutto ben lontano dalla competitività del suo compagno di squadra capace di far volare la sua M1. In questo senso il 25enne Morbidelli rappresenta fin qui una delusione, ben diversa – dato il differente pedigree e non solo quello – da quella del suo “maestro” e compagno di scorribande al ranch Valentino Rossi, ma comunque significativa. “Morbido” è partito quest’anno più che bene illudendosi e illudendo perché si è via via afflosciato con due quinti posti non proprio esaltanti quando l’amico-nemico rookie Quartararo ha dimostrato il suo vero potenziale con prestazioni di alto livello culminate con tre pole e due podi.

Al Sachsenring, poi, Morbidelli è giunto alle spalle di Rossi – a un soffio! – sollevando anche perplessità, come se non avesse voluto impegnarsi in un difficile corpo a corpo finale con il proprio “maestro”. La rivalità (fra i due piloti) non è quella nel ranch di Tavullia ma quella che si esprime in un GP iridato. Per Morbidelli serve il cambio di passo, forse anche un cambio di mentalità e di status, spogliandosi mentalmente (e non solo…) dell’ingombrante presenza di Valentino (e del suo “apparatnicick”) che rischia di diventare non più una spinta ma un fardello. Anche sui limiti della M1, a Morbidelli non serve ripetere quanto afferma Valentino sui problemi (velocità di punta e soprattutto accelerazione) della Yamaha. In MotoGP, anche sul fronte piloti, c’è una situazione in forte evoluzione dove la “vecchia guardia” si avvia entro un paio di stagioni ad abbandonare il campo passando il testimone ai “giovani leoni”. Un’occasione unica che un pilota dal potenziale come Morbidelli non può lasciarsi sfuggire. Franco, Hic Rhodus hic salta!

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