Mugello-show: “triplete” italiano?

I 150 mila sugli spalti nel mirabile scenario delle colline toscane sperano di vedere salire per tre volte sul pennone più alto il “tricolore” sospinto dalle note trionfali dell’Inno di Mameli.

Con la conferenza stampa del giovedì si apre oggi il lungo e atteso week end del GP d’Italia al Mugello, sesto round stagionale del Motomondiale, di gran peso, se non spartiacque, sia per la Moto3 e per la Moto2, soprattutto per la MotoGP. Al Mugello, con 7 vittorie, il più vincente della classe regina è Valentino Rossi, seguito da Jorge Lorenzo (6), meraviglioso mattatore a sorpresa nel 2018, e da Pedrosa, Stoner, Marquez, Dovizioso, un centro ciascuno.

I 150 mila attesi sugli spalti nel mirabile scenario delle colline toscane sperano di vedere salire per tre volte sul pennone più alto il “tricolore” sospinto dalle note trionfali dell’Inno di Mameli. Vinca il migliore! Ma l’obiettivo è il “triplete” italiano, con i nostri trionfatori in tutte e tre le categorie. Un miracolo? Si vedrà.

Lo scorso anno, con lo straordinario exploit del maiorchino sulla Rossa, gli italiani battagliarono fra loro, alla fine con Dovi secondo, Rossi terzo, Iannone quarto. Idem in Moto3 vinta da Jorge Martin in volata su Bezzecchi e Di Giannantonio con Migno 5°, Bastianini 6°, Arbolino 7°, Dalla Porta 8°, Antonelli 8°, Pagliani 10°.

Ancora un secondo posto anche in Moto2, con Lorenzo Baldassarri alle spalle del vincitore Oliveira e davanti a Mir. Insomma, Nel 2018 un GP d’Italia esaltante, ma senza la ciliegina tricolore sulla torta in nessuna delle tre categorie. La “tripletta” era stata raggiunta il 4 maggio 2017 grazie a Dovizioso (MotoGP), Pasini (Moto2), Migno (Moto3). Scrivevamo su Motoblog l’anno scorso a caldo:

“Al “Mugiallo” il “rosso” conquista i cuori e nel cielo “tricolore” salgono per il “Triplete” le note dell’Inno di Mameli. Il tributo a Rossi è doveroso, per tutti, e non servono parole per spiegarlo. Ma la festa è per il binomio tutto italiano Dovi-Ducati e prima ancora per Mattia Pasini e Andrea Migno. Gode la Romagna. E’ il riscatto per quelli non considerati “fenomeni” ma solo eterni “secondi”, gregari di lusso, bravi ragazzi: Dovi, Pasini, Migno. E Petrucci il ternano. Grande Italia, grandi italiani. La vittoria degli “umili”.

I miracoli possono ripetersi? Nel motociclismo sì. Come dimostrano le altre triplette tricolori. Nel 2002 con Poggiali-Gilera (125), Melandri-Aprilia (250), Rossi-Honda (500); nel 2003 con Cecchinello-Aprilia (125), Poggiali-Aprilia (250), Rossi-Honda (500); nel 2008 con Corsi-Aprilia (125), Simoncelli-Gilera (250), Rossi-Yamaha (500).

Il Motomondiale è in calendario al Mugello dal 1976 ma solo dal 1994 è sede permanente del GP d’Italia. L’autodromo del Mugello (5.245 metri), situato in una splendida cornice delle colline toscane, è l’ultimo circuito permanente “old style” (un mix fra Imola, Spa, Nurburgring prima dei continui rifacimenti), un impareggiabile saliscendi tecnicamente probante e di grande effetto spettacolare, con medie sul giro molto alte (oltre 175 kmh), 15 curve di vario raggio, velocità sul dritto elevatissima (oltre 355 Kmh dopo il rettilineo centrale di 1.141 metri alla staccata della prima curva!): qui i piloti MotoGP, dopo lo scollinamento e inclinati, passano dagli oltre 350 Kmh a meno di 100 Kmh in entrata alla San Donato attaccandosi ai freni per 5,2 secondi percorrendo poco meno di 290 metri con una decelerazione brutale di 1,5 g con un carico sulla leva di 5,4 Kg e una pressione del liquido freno Brembo HTC 64T di 9,3 bar! (dati ufficiali Brembo).

I piloti italiani sono competitivi e potenzialmente in grado di vincere in tutte e tre le categorie. Una vittoria al Mugello vale più del punteggio pur importante per la classifica: ha quasi il valore di un titolo mondiale.

Dunque, via alle danze! Via alla festa! Ma, si sa, non c’è festa senza candelina accesa sulla torta. Se poi le candeline sono tre, è festa grande. Saranno, comunque, tre gare-show, da cardiopalma. Un occhio alla pista e un occhio al cielo dove, oltre al Sole, si spera di vedere alto il tricolore e udire chiare le note dell’Inno di Mameli. Per tre volte.

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