MotoGP: si correrà in Indonesia su circuito semi-cittadino

Dopo oltre due decenni di assenza, l'Indonesia si appresta a ritornare nel calendario del Motomondiale: si correrà a Mandalika, su un modernissimo tracciato semi-cittadino

L'ultima volta che si è corso in Indonesia era il lontano 1996, ben 23 anni fa: allora il tracciato che ospitava il Motomondiale era quello di Sentul, a una quarantina di km dalla capitale Jakarta. Ora, a distanza di oltre due decenni, il paese asiatico si appresta tornare nel calendario della MotoGP con un nuovo, faraonico progetto: lo ha annunciato ai microfoni di Autosport il Managing Director della Indonesia Tourism Development, Abdulbar Mansoer.

I piani prevedono che il primo GP sarà ospitato nel 2021, su un nuovissimo tracciato semi-cittadino costruito nei pressi di Mandalika, vicino a Lombok: sembra che il progetto consista in un circuito dual-use, pensato sin dall'inizio per essere utilizzato sia come pista che come strada aperta al traffico quotidiano. Ovviamente, con tutte le vie di fuga e caratteristiche necessarie per garantire la piena sicurezza nel corso dei week end di gara.

Il progetto del tracciato avrebbe già ricevuto il via libera di Franco Uncini, Safety Officer della FIM: "Lo costruiremo da zero - ha spiegato dichiarato Mansoer - e quando non ci saranno gare sarà utilizzato come autostrada locale. Contiamo di chiudere i lavori in breve tempo, c'è da costruire solo il tracciato e i paddock".

L'Indonesia è un mercato importantissimo soprattutto per le piccole cilindrate, strategicamente fondamentale in particolare per le case giapponesi che proprio nel sud-est asiatico puntano ad incrementare i volumi di vendita: in questo senso per le quattro sorelle nipponiche il GP d'Indonesia ricoprirebbe un ruolo di sicuro rilievo nella penetrazione di questo bacino di vendite in fortissima crescita.

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