CEV e CIV, “gara” aperta fra i due Campionati

Sul piano quantitativo i due campionati sono statici. Il CEV non ha sviluppato il suo piano di estensione… territoriale che aveva l’obiettivo di diventare un “campionato europeo”. Il CIV sta recuperando in qualità, specie in Moto3. I due campionati hanno come obiettivo principale quello della promozione del vivaio dei giovani piloti da selezionare e lanciare nel Motomondiale. Non senza limiti e contraddizioni.

Moto3 CIV, c’è anche lo Sky VR46 e il “tricolore” cresce

Sul piano quantitativo, poco cambia nel 2019 con il CIV “tricolore” che conferma le 12 gare divise in sei round e con il CEV spagnolo che fa il bis della scorsa stagione con otto tappe in programma e con Moto3 e Moto2 che alternano la doppia gara.

Questi i calendari: il CIV (Moto3, SBK, SS600, SS300, Premoto3 più i due Trofei National Trophy e Yamaha R1 Cup) parte a Misano (30 e 31 marzo), Mugello (27 e 28 aprile), Imola (29 e 30 giugno), Misano (27 e 28 luglio), Mugello (21 e 22 settembre) chiusura a Vallelunga il 5 e 6 ottobre. Il CEV si apre all’Estoril (7 aprile 2019) proseguendo a Valencia (28 aprile), Le Mans nel we del Motomondiale (18 maggio), Catalogna (9 giugno), Aragon (14 luglio) poi dopo due mesi di pausa, Jerez (29 settembre), Albacete (13 ottobre) chiusura a Valencia il 10 novembre.

Sul piano quantitativo i due campionati sono statici. Il CEV non ha sviluppato il suo piano di estensione… territoriale che aveva l’obiettivo di diventare un “campionato europeo” con tappe in diversi circuiti di diverse nazioni. E’ rimasto con l’allungo in Portogallo (Estoril) e quello a Le Mans in concomitanza del Mondiale. Il CIV sta recuperando in qualità, specie in Moto3. I due campionati hanno come obiettivo principale quello della promozione del vivaio dei giovani piloti da selezionare e lanciare nel Motomondiale. Non senza limiti e contraddizioni perché poi – specie in alcune categorie- sono presenti corridori “seniores” stagionati e non tutti al massimo della competitività e della… forma.

Cev Moto3 Valencia: Gara 1 a Ogura, Gara 2 a Garcia. Italiani male in corsa e in Campionato

Per l’obiettivo di cui sopra, sia nel CEV che nel CIV, la classe che fa testo è la Moto3, da sempre arena di battaglie infuocate in ogni gara e in ogni campionato. Il CEV, specie negli ultimi anni e soprattutto per la Moto3, è stato considerato come “terra promessa”, con giovanissimi piloti in fila per partecipare a quello che di fatto è poi diventato – almeno per la nazionalità dei partecipanti - un campionato internazionale tant’è che ha assurto al titolo – pomposamente - di “Mondialino” o “Mondiale Junior”. Quindi tanti partecipanti giovani e giovanissimi con moto super e Team super per un Campionato considerato – a torto o a ragione – indispensabile per misurarsi con i migliori “galletti” e per “farsi conoscere”: insomma, una via “obbligata” per il salto nel Mondiale.

Tutto vero. Anche se l’alone del CEV era (ed è) dovuto al fatto che l’organizzatore è la Dorna, cioè lo stesso promoter del Mondiale, con tutto quel che ne deriva sul piano dell’immagine, della promozione, del business ecc. Di fatto, è la qualità dei partecipanti – piloti, moto, team – a dare valore e lustro a un campionato. Su questo terreno il CIV – pur non privo di limiti e distorsioni più volte qui affrontate - è in forte crescita e, ad esempio, si presenta nel 2019 con una Moto3 da acquolina in bocca, addirittura con 4 nuovi Team Mondiali. C’è, infatti, l’esordio dello Sky VR46 Junior Team (che abbandona il Cev…) ed entrano il Team Leopard e il Team Nieto-Mtr, nonché il debutto dell’RGM TM Racing Factory Team, l’unione fra la Casa pesarese TM e l’ex pilota Davide Giugliano. Il tutto con la conferma di altre grandi squadre, quale quella di Fausto Gresini ecc. Torneremo nel merito dei rispettivi Team e dei loro piloti.

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Ultima - per adesso - considerazione. Non è male ricordare che il CEV e il CIV hanno storie che vengono da lontano: il campionato spagnolo nasce infatti nel 1915 e il “tricolore” nel 1911. Entrambi hanno dato un grande contributo al motociclismo internazionale anche sul piano dei piloti. Per la Spagna basti ricordare dagli anni ’60 campioni vincitori (anche) del CEV quali Ramon Torras, Angel Nieto, Josè Medrano, Santiago Herrero e più avanti, Grau, Tormo, Martinez, Garrica, Pons, Puig, Alzamora, Barbera, Bautista, A. e P. Espargarò, Vinales, Rins, Fores, A. Marquez ecc. Per l’Italia non facciamo nomi, perché sono noti e sono tanti. In questa sede si vuole solo fare un rapporto “qualitativo” fra CEV e CIV in riferimento “storico” alla categoria MOTO3 dal 2012 a dimostrazione che se nel CEV sono passati “galletti” (anche italiani) che sono diventati “giovani leoni”, lo stesso è accaduto per il CIV.

Basta ricordare in sintesi i nomi dei protagonisti del CIV Moto3: MOTO3 CIV 2012 1° Kevin Calia davanti a Ferrari e Valtulini. Nel 2013 1° Locatelli davanti a Rinaldi e Coletti. Nel 2014 1° Pagliani davanti a Bezzecchi, Dalla Porta. Nel 2015, 1° Bezzecchi davanti a DI Giannantonio e Groppi. Nel 2916 1° Pagliani su Spinelli e Zannoni. Nel 2017 1° Spinelli su Zannoni e Del Bianco. Nel 2018 1° Zannoni su Spinellli e Carraro. Dal 2012, oltre ai vincitori del campionato sopra nominati, sono stati protagonisti piloti quali Fenati, Tonucci, Rinaldi, Marini, Bastianini, Mazzola, Dalla Porta, Fuligni, Baldini, Foggia, Del Bianco, Montella, Ieraci, Arbolino, Rossi R., Vietti Ramus, Nepa ecc. Per non parlare del CIV SBK vinta nel 2018, nel 2017, nel 2015 da Michele Pirro.

I vincitori (italiani) del CEV Moto3 (nel 2015 Bulega, nel 2016 Dalla Porta, nel 2017 Foggia) sono tutti passati per il CIV e sono stati (e sono) oggi fra i protagonisti dei Mondiali Moto3 e Moto2. Idem per altri piloti italiani – come sopra scritto - precedentemente più impegnati nel CIV che nel CEV e grandi protagonisti del Mondiale Moto3 anche nell’ultima stagione 2018, a cominciare da Marco Bezzecchi, Fabio Di Giannantonio ecc. Insomma, una bella gara, fra CEV e CIV. Tutt’ora aperta.

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