Agnellotreffen 2019: temperature polari e calore umano

Piccoli accessori montati sulla moto per migliorarne la protezione dal freddo, una buona dose di coraggio e via con l’Agnellotreffen 2019: ci ha raccontato la sua esperienza il nostro Marco Barbetta.

Si comincia a parlare sempre scherzando fra amici, magari durante un giro domenicale in moto e poi, si finisce con l’iscrizione all’Agnellotreffen. Così, giusto perché nella vita bisogna provare un po’ di tutto. Ce ne ha parlato Marco Barbetta, nostro lettore e, soprattutto, appassionato di due ruote.

L’iscrizione fatta a dicembre, ancora lontana dalla data di partenza, mette già adrenalina in corpo. E che fa, non prepari la moto per un evento del genere? Così, il nostro Marco, comincia a mettere le mani sulla sua BMW R 1200 GS. Piccoli ma significativi accorgimenti per rendere la moto un vero e proprio riparo dal freddo: un plexiglass più ampio contro le intemperie, le moffole sui paramani, perché i guanti servirebbero a poco, e delle calze da neve per le ruote (se lo state pensando, si, ha adattato quelle da auto tagliandole a metà e le ha fissate alla ruota con velcro e fascette).

Pronta la moto, arriva il momento di dedicarsi all’abbigliamento tecnico. E allora si va in giro, a racimolare tutto ciò che esiste di termico. Un giro di prova, giusto per capire se veramente è abbastanza “termico” per affrontare l’Agnellotreffen e, come per magia, arriva il momento della partenza. Ne Marco, ne l’amico Piro (in realtà il vero nome è Andrea), ne tanto meno Paolo, tutti compagni di avventura, hanno le idee chiare su quello che effettivamente stanno per fare. Ma ormai la frittata è fatta, l’iscrizione pure. Si parte.

Piro e Paolo partono da Milano il venerdì mattina, in sella ad una Ducati Multistrada 1200 il primo e ad una Honda CN 250 il secondo, alla volta di Pontechianale che li accoglie nel migliore dei modi: un bel -9°. Il tramonto è passato, è già ora di montare le tende, accendere il fuoco, preparare qualcosa di caldo e ripararsi nei sacchi a pelo per affrontare la prima notte. Poteva passare senza problemi? No. Vuoi un picchetto messo male, vuoi il vento contro, fatto sta che in piena notte, i ragazzi si sono ritrovato con la tenda aperta e, a detta loro, non è stato piacevole. Gli crediamo in parola.

Sabato mattina è il turno di Marco. Caricata la moto e appurato che fuori è tutto completamente (e maledettamente) ghiacciato, si mette in sella, disposto a fare strada anche con un metro di neve da spalare! Partenza alle 10:30, autostrada in direzione CuneoSaluzzo, cruise control e si va. I primi fratelli biker cominciano a farsi vedere una volta passato Saluzzo e, insieme a loro, anche una esagerata umidità che spinge tutti a procedere con la massima prudenza. Poco dopo, proprio all’entrata del paese, una coda e l’accoglienza degli organizzatori: la verifica dell’iscrizione, un braccialetto e qualche gadget. Finite la pratiche di routine, Marco, in sella alla sua BMW, comincia a costeggiare il lago (si, ghiacciato anche quello) per poi affrontare la stradina che lo porta verso le prime tende. A fatica, facendo lo slalom fra le tende e le moto e con la gente ad accoglierlo calorosamente, riesce a trovare Piro e Paolo.

È tempo di scaricare la moto, fare uno spuntino e godersi il raduno. Ed è lì che i ragazzi si accorgono di quanta passione ( e anche quanta follia) ci sta dietro l’Agnellotreffen. Ci si prepara all’avventura con i mezzi più disparati: dai cinquantini che nessuno vede più in giro per le strade alle supersportive con gomme tassellate, dai sidercar alla classica Vespa fino ad arrivare ad un motocarro Moto Guzzi rivisitato per l’occasione. E poi il calore umano (nonostante le temperature polari). I bikers sembrano tutti amici, sono felici, bevono prosecco, mangiano salsicce al fuoco e formaggi e ognuno racconta la sua più grande avventura vissuta, rigorosamente, in sella ad una moto.

La compagnia è gradevolissima, il cibo più che mai, la bella musica accompagna le chiacchierate ma arriva anche il momento di riposare. La notte sembra passare in un battibaleno ed è già il momento di fare i bagagli e tornare a casa. Il sole, al mattino, scalda per poco, pochissimo tempo e il vento torna a fare da padrone, portando anche la neve. Un cielo grigio, il maltempo… Tutto a rendere ancora più malinconico il ritorno a casa. L’unica consolazione, per i ragazzi, è quella colazione in compagnia a valle. Fatto il pieno di zuccheri, fatto anche il pieno alle moto, si parte in direzione Novara, dove li attende l’ultima sosta prima dei saluti.

E, come in un tema delle elementari, siamo giunti alle conclusioni. Ma noi ci limitiamo a riportare la testimonianza di Marco e dei suoi amici. Il trio ci ha raccontato di un’esperienza unica, da provare. Un clima poco ospitale reso vivibile solo dal calore delle gente, dalla passione che unisce un biker all’altro. Al di là della tipologia di moto utilizzata. Al di là del paese di provenienza. E poi i giovani: tanti giovani sui cinquantini, sui 125. E allora forse ancora un po’ di speranza c’è. Forse la nuova generazione ci darà qualche soddisfazione.

Da Motoblog.it, un grazie a Marco e agli amici Piro e Paolo per averci fatto vivere, seppur tramite un racconto, questa magnifica avventura. Magari, il prossimo anno, ci uniremo al trio.

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