Regis Laconi ambasciatore Ducati: proverà anche la Desmosedici?

Ex vice-Campione della Superbike in sella alla 999, Laconi è da sempre legato al marchio di Borgo Panigale: il suo ruolo di brand ambassador potrebbe vederlo addirittura in sella alla Desmosedici per un test...

Pur in mancanza di titoli mondiali, certi piloti riescono ad imprimere un segno indelebile nel cuore dei tifosi: vuoi per carisma, per uno stile di guida particolarmente spettacolare, per doti da show-man o per un'innata, umana simpatia. Regis Laconi è sicuramente uno di questi: nel palmares del francese non c'è nessun alloro - "solo" un titolo di vice-Campione del Mondo - ma Regis è ancora ricordato dai tifosi come uno dei piloti simbolo della Superbike.

In particolare da quelli della Ducati, casa per cui ha corso due stagioni nelle vesti di pilota ufficiale (2004, 2005) e altre due da pilota clienti (2003, 2009): tra Laconi è il marchio di Borgo Panigale c'è ancora un legame speciale, tanto che il 43enne si Saint-Dizier è da qualche tempo anche brand ambassador della Rossa.

"Voglio che il rapporto con Ducati duri a lungo... ne guido una personalmente per la strada" ha dichiarato Regis ai microfoni di Paddock-GP "Oggi sono uomo immagine per Ducati, principalmente in Francia: parteciperò a campagne promozionali presso i concessionari, sono importante per la Ducati e questo mi rende felice. Ho notato che quest’anno alla World Ducati Week i ducatisti mi ricordavano ancora e mi hanno fatto venire le lacrime agli occhi! E’ stata un’emozione troppo bella. Ho lasciato un segno importante, correndo per due anni come pilota ufficiale... niente è più bello di questo riconoscimento".

"Per me Ducati è un marchio a parte, diverso da tutti gli altri. Soprattutto in termini di passione: spero che continui ad essere così ancora per molti anni" ha proseguito il francese, che dopo un passato nel Motomondiale (tra 250 e 500, con un vittoria in Top Class nel 1999) fece il suo debutto nel Campionato delle derivate di serie nel 2001 in sella ad un'Aprilia.

Chiamato nella neonata MotoGP dalla casa di Noale, l'esperienza sull'affascinantissima ma acerba RS Cube non diede buoni frutti, e Regis tornò in WSBK l'anno successivo: questa volta su una bicilindrica bolognese, una 998RS del team Caracchi NCR con cui si guadagnò un posto nella squadra ufficiale per la stagione 2004.

In sella alla 999 F04 il transalpino si dimostrò subito estremamente veloce: duellando con il coltello tra i denti soprattutto con Chris Vermeulen e Noriyuki Haga, Regis arrivò a giocarsi il titolo all'ultima gara della stagione, in quel di Magny-Cours. Il record di 6 successi stagionali non bastò però a conquistare la corona: a vincere fu, un po' a sorpresa, il compagno di squadra James Toseland, rivelatosi decisamente meno veloce ma anche molto costante nel corso del Campionato.

Un 2005 piuttosto opaco (con sole 3 vittorie) lo portò a tentare l'avventura triennale con Kawasaki, assieme al team PSG-1 Corse: la Ninja ZX-10R non era ancora il missile che conosciamo oggi, e il #55 non riuscì a raccogliere grandi soddisfazioni. Nel 2009, però, arrivò l'offerta del team DFX Racing per correre sulla Ducati 1098R: Laconi sembrò ritrovare lo smalto di un tempo, e un ottimo feeling con la V-Twin italiana gli permise di sfiorare per ben tre volte il podio nelle gare iniziali.

Purtroppo, però, la sfortuna gli voltò le spalle in Sudafrica, a Kyalami: Regis, che si sino ad allora si era qualificato come uno dei migliori "privati" della stagione, rimase vittima di un gravissimo incidente che gli procurò serie lesioni alla spina dorsale.

Si temette il peggio: la paura fu tanta, ma dopo aver tenuto col fiato sospeso i tifosi il coriaceo francese riuscì a caversela tornando addirittura in sella dopo qualche mese. Si chiuse, però, una carriera agonistica che proprio con la Ducati sembrava poter decollare nuovamente.

A quasi 10 anni di distanza da quel brutto episodio, Laconi è ancora un "uomo Ducati": stando a quanto ricordato da Paddock-GP, prossimamente potrebbe addirittura provare una Desmosedici da MotoGP. Questa pare, la promessa fatta da Paolo Ciabatti al vice-Campione 2004: proprio in quell'anno, per altro, Regis ebbe anche l'occasione di provare la GP4 ufficiale, moto con la quale Loris Capirossi e Troy Bayliss stavano disputando il Mondiale nella Classe Regina.

"So molto bene che oggi non ho il livello per essere competitivo su questo tipo di moto, ci vogliono molti chilometri per raggiungerlo" ha commentato il francese, che in carriera ha disputato 273 gare iridate vincendone 12 "Quello che mi interessa è conoscere le reazioni di queste motociclette perché tutti dicono che sono molto fisiche. Secondo me, con tutta l’elettronica che è disponibile ora, non serve un fisico bestiale per controllare queste macchine da guerra. Mi vengono i brividi a pensare che una MotoGP può arrivare a 280 cavalli...".

Rivedremo presto una Ducati da corsa con il n°55 sul cupolino?

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