MotoGP, pagella 2018: Marquez “Re”, Dovi a un passo dalla corona, Rossi non molla

Motomondiale 2018: le pagelle di Massimo Falcioni...

MotoGP, pagella 2018: Marquez “Re”, Dovi a un passo dalla corona, Rossi non molla

Il Campionato 2018: voto 9-. Molti i motivi tecnici e agonistici di grande interesse e molte le gare avvincenti ed emozionanti. C’è stato però il limite delle corse-trenino al “risparmio”, a volte a “passo di lumaca”, con duelli “veri” solo negli ultimi giri. Solo questione di gomme? Per il 2019 idem con patate?

Marquez: voto 10+. Il 7 volte campione del Mondo della Honda (voto 9+) meriterebbe pure la lode per aver gareggiato da “fenomeno” pure con la spalla sinistra disastrata, ora finalmente ok dopo il recente intervento chirurgico post campionato. 18 cadute complessive non intaccano il valore del 25enne fuoriclasse spagnolo, superbo protagonista della stagione (9 vittorie, 4 secondi, 1 terzo) e mietitore di record. Resta il favorito numero uno anche per il 2019. Chi lo ferma?

Dovizioso: voto 9-. Vice campione del mondo con 4 vittorie e 3 secondi non è poco ma il quasi 34enne vessillifero della Ducati (voto 10) deve rinviare ancora ad majora la possibilità di conquistare il titolo iridato MotoGP. Gare maiuscole alternate a gare sofferte, con errori (anche tattici) e cadute. Il ritorno alla competitività e alla vittoria di Lorenzo ha pesato in negativo su Andrea. Resta l’italiano più “solido”. 2019 decisivo?

Rossi: voto 8. Nessuna vittoria stagionale anche (ma non solo) per i limiti della sua Yamaha (voto 7-) ma un terzo posto finale significativo (cinque podi), soprattutto perché ottenuto davanti al più altalenante compagno di squadra Vinales. Con i suoi 40 anni a febbraio il 9 volte iridato pesarese non domina più la scena ma resta competitivo e motivato, tutt’ora – piaccia o non piaccia - l’icona della MotoGP. 2019, ultimo treno?

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Vinales: voto 8. Salva la stagione per sé e per la Yamaha con la vittoria di Phillip Island. Il 24enne di Figueres finisce dietro Rossi in campionato pur con cinque podi di cui uno sul gradino più alto. Ancora debole psicologicamente ma di grande potenziale – cavallo di razza - come dimostrato, pur se a sprazzi, agli inizi 2017 e in alcune gare quest’anno. Esplosione nel 2019?

Rins: voto 8-. Quinto posto finale, con cinque podi (tre secondi e due terzi), ha gettato via, spesso per errori e cadute, un bottino ancora più sostanzioso. Nel confronto interno alla Suzuki (voto 8+) ha “domato”, ridimensionandolo, il più effervescente Iannone. Pilota 23enne da tener d’occhio, capace di ogni exploit. Prima vittoria MotoGP nel 2019?

Zarco: voto 7+. Sesta piazza finale (tre podi oltre a due pole) per il 28enne di Cannes che passa da prestazioni eccellenti ad altre… deprimenti. Indubbiamente fra i piloti più veloci in assoluto, “sente” troppo gli umori della contesa e soprattutto gli alti e bassi della sua M1. Obiettivo 2019: la continuità?

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Crutchlow: voto 8+. Voto di… incoraggiamento per il coriaceo Kal costretto al forfait delle ultime tre gare per le conseguenze della caduta nelle libere di Phillip Island. Il 7° posto finale del 35enne asso di Coventry non premia quanto fatto prima con la splendida vittoria in Argentina e altri due podi. E’ stato anche leader pro tempore del mondiale. E nel 2019?

Petrucci: voto 6. La bella giornata di Le Mans con un significativo secondo posto non salva la stagione del Petrux, 8° posto finale, al di sotto delle aspettative. Gomme o non gomme, pressione da contratto o che altro, il 29enne asso ternano entra in sordina, senza fanfara, sulla Rossa ufficiale 2019. Dove sono gli artigli?

Lorenzo: voto 8 +. Il 9° posto finale non rispecchia la stagione del maiorchino, in una fase del campionato, da miracolo, capace di portare la Rossa alla vittoria, per tre volte. Da incorniciare il trionfo del Mugello. L’infortunio gli ha tarpato le ali privandolo di nuove affermazioni. Chiuso – non senza strascichi polemici e pentimenti per pilota e Casa - il capitolo Ducati, per il 31enne spagnolo si apre quello con Honda in coabitazione con Marquez. 2019 … epico?

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Iannone: voto 6. Recupera un 2017 da dimenticare ma il 10° posto conclusivo è deludente, specie con il bottino dei quattro podi. La stella dell’ormai 30enne “manicaccio” di Vasto si accende e si spegne a gare alterne, condizionandone (soprattutto per cadute) risultati e carriera. Andrea è fiducioso per l’approdo in Aprilia. Vietato illudersi?

Pedrosa: voto 5-. Non è, ovvio, un voto alla carriera ma a una stagione d’addio che non rende onore a un pilota fra i più significati dell’ultimo decennio. Il 34enne pilota di Sabadell esce “cancellato” dal confronto con il compagno di squadra “cannibale”, fuori dalla top ten, senza un podio con una moto che con Marc trionfa. Grazie comunque, Dani! Utile davvero alla Ktm 2019?

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Bautista: voto 7 con lode. Indelebile la gara di Phillip Island sulla Rossa ufficiale come sostituto dell’infortunato Lorenzo. Il 35enne spagnolo è stato costante e veloce capace di adeguarsi all’alternanza nella guida fra vecchie Desmosedici e Rossa Casa. La MotoGp perde una solida pedina. Saprà trarne giovamento la Sbk?

Miller: voto 7+. Il 25enne australiano giunge per due volte a ridosso del podio ed è spesso protagonista di corse d’assalto. Pilota di grinta, assai determinato, costretto per i limiti del suo mezzo anche ad andare oltre il limite. Merita la sua occasione con una moto adeguata. Possibile nel 2019?

Espargaro A.: voto 7 con lode. Fa miracoli in pista e nel box per riuscire a tenere alto almeno l’onore (proprio) e quello dell’Aprilia che, oltre ad illudere, ha (ancora) solamente deluso, procedendo col passo del gambero. Cambiare o … “perire”?

Morbidelli: voto 7. Il 25enne pilota romano naturalizzato pesarese esce a testa alta e col sorriso dalla stagione del debutto nella ostica classe regina. Costante e redditizio, interpreta la nuova avventura con sano equilibrio, senza strafare, con il passo giusto. 2019 fra i protagonisti nella lotta per il podio?

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