MotoGP, il sogno di Rossi infranto a 4 giri dal traguardo. Perché la caduta?

Valentino ha scritto un’altra pagina significativa per il motociclismo tutto: ha vissuto e ha fatto vivere ai suoi fan un bel sogno che però, come noto, si è infranto a quattro giri dal termine per una caduta...

MotoGP, il sogno di Rossi infranto a 4 giri dal traguardo. Perché la caduta?

A Sepang Valentino Rossi è tornato grande protagonista di una MotoGP che però ha visto ancora una volta sul gradino più alto, e a pieno merito, Marc Marquez. L’asso pesarese merita il plauso di tutti per aver offerto una prestazione maiuscola riuscendo a contendere la vittoria a un superlativo Marquez, in una delle sue giornate di grazia.

Valentino ha scritto un’altra pagina significativa per il motociclismo tutto: ha vissuto e ha fatto vivere ai suoi fan un bel sogno che però, come noto, si è infranto a quattro giri dal termine per caduta alla curva uno dovuta al suo forcing nel tentativo di contenere l’assalto finale di Marquez.

“Evidentemente ho sbagliato” ammette con onestà e signorilità il 9 volte campione del Mondo. La gara di Sepang offre molti spunti di interesse (ad esempio questa Yamaha dato insistentemente e avventatamente come … “cancello” vincendo invece con Vinales a Phillip Island e guidando il round in Malesia per 16 giri su 20 ecc.), ma qui affrontiamo l’evoluzione dei tempi sul giro, la cartina del tornasole per capire anche il perché della caduta di Valentino. Il distacco maggiore fra il battistrada Rossi e l’inseguitore Marquez è quello alla fine del primo giro, con lo spagnolo (partito dalla settima casella per le note vicende della penalizzazione dopo la pole) che accusa un gap di poco meno di un secondo e mezzo (+1.440).

Poi, se pur in modo lieve, il distacco diminuisce. Rossi non molla la testa della corsa ma capisce che rischia di essere raggiunto da Marquez e al 10° giro dà il suo primo strappo scendendo sotto il tempo di “due zero uno”: 2’00.912 contrapposto al più lento 2’01.196 di Marquez. Così il distacco fra i due torna sopra il secondo (+1.116).

Rossi insiste nel suo forcing e all’11 giro ferma il cronometro ancora su un superlativo 2’00.949 con Marquez più lento: 2’01.052 e gap che sale a +1.219. Rossi gira più veloce di Marquez anche nel 12° passaggio (sarà l’ultima volta): 2’01.055 contro 2’01.083 del rivale (gap +1.247). Dal 13esimo giro in poi Vale gira invece sempre “più piano” rispetto a Marquez, impegnatissimo nel suo assalto al battistrada.

Stiamo parlando, come si evince dai numeri, di centesimi, apparentemente insignificanti per i “terrestri” ma in pista determinanti. 13esimo passaggio: Rossi: 2’01.187; Marquez: 2’00.873 e il gap scende sotto il secondo: + 0.933. Giro 14, Rossi: 2’00.969; Marquez: 2’00.911 e il gap cala ancora: +0.875. Giro 15: Rossi: 2’01.169; Marquez: 2’01.037 e il distacco diminuisce a + 0.743. Giro 16: Rossi: 2’01.372; Marquez 2’01.277 e il gap scende a poco più di mezzo secondo + 0.648. Insomma, Marquez è oramai addosso a Rossi, pronto a sferrare l’attacco decisivo per il sorpasso. Vale, indomabile, cerca il miracolo, prova a forzare ancora ed ecco la caduta con Marquez che al 17° giro segna ancora un superbo 2’01.985. Questo il film “tecnico” di una corsa avvincente grazie ai due superbi protagonisti. A Valencia la sfida continua.

http://www.motoblog.it/post/925599/motogp-marquez-non-perdona-9-trionfo-rossi-tenta-il-colpaccio-ma-va-ko-delusione-ducati

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