MotoGP, che Marquez: vittoria e leadership mondiale! Ducati, che disastro!

Show, colpi di scena, emozioni non sono mancate qui a Jerez.

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E adesso? Ci si affida al classico adagio: “Chi rompe paga e i cocci sono suoi!”. Patatrac? No, patatrac annunciato con il furetto Marquez che fila via e gioca davanti al gatto col topo lasciando il duo Ducati Lorenzo-Dovizioso a scannarsi fra loro, nella tenaglia Honda chiusa dietro dallo scudiero Pedrosa.

Così è. Show, colpi di scena, emozioni non sono mancate qui a Jerez. Ma, come già da noi ampiamente anticipato nei giorni scorsi, dal quarto round iridato stagionale si esce in modo diverso da come si era entrati: c’è chi guadagna (molto) e chi paga dazio (pesantemente). Marquez poteva volere di più di un trionfo (il secondo consecutivo) che lo lancia in testa al mondiale con il suo più diretto avversario out, a zero punti e con una Ducati da fratelli-coltelli? No di certo. E potevano fare peggio di così Lorenzo e Dovizioso? La risposta è... inutile.

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Dov’è quello straccio di contratto fra la Rossa e i suoi due piloti ufficiali che ci si rimpalla da mesi? I nodi, si sa, vengono sempre al pettine: in questo caso rendendo evidenti tutti i limiti di una gestione nei rapporti fra Casa e piloti a dir poco inadeguata. In cronaca i particolari di una gara senza storia. In casa, Marquez concede corda lunga a Lorenzo lasciandolo sfogare all’inizio grazie anche alla gomma anteriore super morbida. E’ la concessione di Marc per la festa dei 100 mila e passa sugli spalti infervorati sotto il cielo terso dell’Andalusia: una illusione di breve durata. Il campione del mondo della Honda salta a piè pari, in meno di un amen, il connazionale della Ducati, cui non rimane altro che, paradossalmente, ergersi a difesa del fuggitivo, di fatto facendo da tappo al rientrante compagno di squadra Dovizioso.

Uno, due, tre strappi (compreso il gran rischio al 13° giro) e Marquez se ne va a suon di giri record, indisturbato, lasciando al tris che lo segue sempre più da lontano la scelta di come... “suicidarsi”. Puntualmente, a otto giri dalla fine, arriva l’epilogo con il patatrac del contatto fra Lorenzo, Dovizioso, Pedrosa, tutti nel ghiaione. Lunghi e contro lunghi, colpi ovunque. Dovi cerca disperatamente un varco, attacca e supera Jorge che non s’arrende con una traiettoria stretta centrando Pedrosa infilatisi fra i due, che poi vola e di rimbalzo, nel contatto, manda out anche il Dovi che dal sabbione lancia a Jorge un saluto non proprio da francescano. Formalmente un classico incidente di gara. Ma è il clima di alta tensione fra i due piloti della Rossa e fra questi e la Casa a produrre quel che qui oggi si è prodotto. E’ chiaro che in Ducati il fuoco, da tempo, covava sotto la cenere.

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La stessa sorte del ghiaione era capitata prima a Rins e a Crutchlow, quest’ultimo poi tornato in pista. Dal casino ci guadagnano – a parte MarquezZarco, ottimo secondo sulla Yamaha satellite e Iannone bel bis dopo quello di Austin. 4° Petrucci, 5° un Rossi proteso nel non fare danni, 6° Miller, 7° Vinales a dimostrazione di una (annunciata) giornata NO per le Yamaha Casa. Morbidelli 9° dietro a Bautista e davanti a Kallio.

Ricapitoliamo la classifica generale: 1° Marquez (70 punti), 2° Zarco (58), 3° Vinales (50), 4° Iannone (47), 5° Dovizioso (46), 6° Rossi (40), 7° Crutchlow (38), 8° Miller (36), 9° Petrucci (34). Lorenzo? 2Oesimo (6 punti). Tira brutta aria per gli avversari di Marquez. E gran nebbione in Val Padana con lampi e tuoni annunciati su Borgo Panigale.

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