Max Biaggi: "Marc Marquez? Fa la differenza"

INTERVISTA: il campione romano a 360 gradi: "I giovani di oggi? Devono essere più incisivi. Lorenzo? Il prossimo anno lotterà per il campionato"

IMOLA, ITALY - MAY 01:  Max Biaggi of Italy looks on in pit during the Supersport race during the World Superbikes - Race  at Enzo & Dino Ferrari Circuit on May 10, 2015 in Imola, Italy.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

Vallelunga è casa sua. Qui, tra le curve del rinnovato Piero Taruffi, Max Biaggi sta disputando, da team manager, l'ultimo round del campionato italiano velocità. Del Bianco, suo pupillo, dopo un grande infortunio ad inizio stagione, al Mugello ha rimesso nei giusti binari una stagione complicata. Ha appena conquistato un terzo posto in volata su Zannoni e Spinelli ed il giorno dopo vincerà da dominatore per distacco.

Max ci apre le porte del suo motorhome e fa gli onori di casa. E' sorridente, più sereno, conscio di averla - evidentemente - scampata bella. Dunque, tutti intorno ad un tavolo a parlare e farsi raccontare. Silenzio in aula: parla Max Biaggi: cadenza bene le parole, e mostra una visione chiara della situazione come quando era in sella.

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- come stai innanzitutto?

bene dai, meglio. Decisamente meglio. Quando vedi d'un tratto tanto interesse cominci a farti delle domande, ti preoccupi, sopratutto quando vedi membri della famiglia che non vedi da tanto tempo. E' stata una bella battuta d'arresto

- Sopratutto questi ragazzini ti fanno star meglio:

Peccato per l'inizio di stagione. Pronti-via e ad Imola ci siamo ritrovati con entrambi i piloti infortunati. Un peccato, avevamo fatto tante prove in inverno, con un impegno importante per il team. Avevamo fatto tanti test in Spagna. Si erano presentati bene alla prima prova, molto in palla. Peccato per questa battuta d'arresto durata diversi mesi, perchè poi è stato un infortunio medio importante. Del Bianco l'ho sostituito solo per una gara per non rimanere senza piloti, quando è rientrato era al 60%: forse doveva stare fuori una gara in più, ma questo campionato ha solo sei prove, dunque fai presto a rimanere fuori dalla lotta. Alla fine è tornato poi ai livelli sperati.

- anche il team è cresciuto, è arrivato uno come Noccioli a dar man forte

Ovviamente, come tutte le cose nuove andavano rodate. Certo le aspettative erano di un certo tipo, poi abbiamo raddrizzato la questione, il tiro, strada facendo e ci siamo resi conto che mancava un qualcosina. E' arrivato Noccioli perchè, il meccanico che avevamo prima comunque aveva anche altri impegni.

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- La stagione è oramai conclusa: il prossimo anno?

Aspettiamo l'ultima gara che è quella del Mondiale Juniores - il CEV - il 19 novembre come wild card. Nel programma c'era comunque di non risparmiarsi qualora ci fosse stata la possibilità di esser presenti. Il prossimo anno? A Novembre avremo le idee più definite e chiare. Siamo nel mezzo della programmazione. Sicuramente non sarà il mondiale, non è nei programmi, ma come detto o il CIV o il CEV.

- Come si trova Max Biaggi come team manager?

"Beh, in realtà ero a mezzo servizio: la squadra è andata avanti bene ed ero sempre informato. Si sono fortificati, sono arrivate due persone in più che hanno potenziato la squadra con esperienza: Nicola è il meccanico di Kenan Sofuoglu; Noccioli lo conoscete. Il prossimo anno poi ci saranno ulteriori novità, anzi, un'altra novità che servirà ad auemntare la sostanza del team. Farà tutte le prove di novembre in Spagna con noi...

- Tu sei figlio di una generazione fenomenale di Italiano. Adesso che sei dentro ai vivai, come vedi questa generazione?

Il vivaio, in termini quantitativi di partecipazione, c'è, è presente. Però ci sono tante categorie... forse troppe categorie. Se vogliamo fare un paragone - che non ci sta ma facciamolo - 20 anni fa le categorie erano molte meno. C'era la 125 o la 500 due tempi, in Sport Production. Non erano tante, ora invece sono tantissime, e si perdono. Bisogna cercare di fare meno categorie, in modo che sai benissimo che se salti di categoria o devi essere buono o ti devi sacrificare e fare altro.

SCARPERIA, ITALY - JUNE 03:  Max Biaggi of Italy looks on in pit wall during the MotoGp of Italy - Qualifying at Mugello Circuit on June 3, 2017 in Scarperia, Italy.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

- ma questi ragazzi sono come eravate voi o li vedi diversi?

"I giovani oggi devono essere più incisivi, lavorare per migliorare costantemente. Oggi ne vedo pochi. Molto, chiaramente, fa anche l'età. Sono anni cruciali quelli in cui si forma un pilota. Hanno 15-16 anni, è una fase particolare già nella vita di tutti i giorni. In questo processo è importante anche il ruolo del team: diventiamo quasi dei consiglieri per questi ragazzi. Non bisogna sottovalutare poi il ruolo delle famiglie. Nel campionato spagnolo non le vedi mai..."

"io l'unica proposta - sai come i politici che parlano (ride) - che farei sarebbe questa: per ogni campionato minore, io tornerei alle vecchie regole di 15 20 anni fa; passano di categoria solo i primi tre di quel campionato. Dunque significa che dal nazionale all'europeo, poi dall'europeo al mondiale il quarto in classifica non passa, sta a casa. Quella era la prova del fuoco per noi! Oggi ci sono le scorciatoie!

- Cosa ne pensi della Supersport 300? E' formativa come categoria?

"Secondo me è una classe poco formativa: sono troppi! Alla fine chi fa i regolamenti si deve anche render conto di quante cadute ci sono, e di quante queste comportano infortuni. Questo ti fa capire se è giusto o meno il regolamento, o devi cambiar qualcosa nella categoria. Da quando l'hanno introdotta sempre tanti incidenti. Magari l'hanno introdotta perchè magari va bene in Asia o in quei paesi li, ma qui l'hanno introdotta per cosa? E' formativa per quale categoria?

Max Biaggi of Italy rides during the first session Superpole at the eni FIM Superbike World Championship qualifying practises on July 21, 2012 in Brno, Czech Republic. Tom Sykes of Great Britain came in first, followed by Carlos Checa of Spain with Eugene Laverty of Ireland coming in third. AFP PHOTO/ RADEK MICA            (Photo credit should read RADEK MICA/AFP/GettyImages)

- Hai seguito quest'anno la Superbike?

"No, quest'anno non sono neanche andato ad una gara. Sono andato in MotoGP certo, andrò anche in Malesia come uomo Mahindra, e a Valencia. La Mahindra continua fino a dicembre, poi non so se si fermerà come detto: ho sentito che forse cambia qualcosa.... forse non si chiamerà più Mahindra... ma aspettiamo che lo dicano...non è che cessa totalmente. La struttura forse la tengono.

- Capitolo MotoGP: come vedi il tuo amico Lorenzo?

"Anche nei momenti meno rosei non ha mollato, stranamente è sempre stato ottimista. Alla fine però i fatti gli stanno dando ragione: a Misano se non fosse caduto non so come sarebbe finita. Ad Aragon poi ha fatto molti giri in testa. Già dalle prossime gare può ambire alla vittoria, o comunque al podio. Per il prossimo anno poi, secondo me si potrà giocare il mondiale. Poi, ovviamente per stare li davanti serve anche l'abitudine a lottare per la vittoria con gente come Marquez"

- Marc Marquez. Domanda secca: si batte?

"Quando è arrivato in MotoGP ha iniziato a vincere a mani basse e praticamente non si è più fermato, nonostante una moto negli anni non sempre competitiva. Come lo capisci? Quando lui vince e Pedrosa chiude al quinto, al sesto posto, significa che è lui a fare la differenza. Dunque la questione è un'altra: quante gare avrebbe vinto se avesse avuto sempre la moto migliore?"

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-E' un campionato decisamente equilibrato, in cui non si capiscono bene i valori in campo.

"E' vero: ad Aragon le Honda fanno doppietta, ad inizio campionato la Yamaha dominava; poi c'è Dovizioso che ha vinto quattro gare in una stagione. Vinales ad inizio anno era spaventoso, ora invece meno... Alla fine, togli Suzuki e Aprilia e KTM, hanno vinto tutti".

- Poi c'è stata la variabile delle gomme, dell'adattamento, e del cambio al Mugello dell'anteriore

Ride Max:

"Non lo so, io non c'ero! Io ragazzi, sono un team manager di un team di Moto3"

Risata generale. Visione lucida e aperta verso quel mondo delle due ruote che conosce fino in fondo. Prima da pilota, ora da team manager ambizioso ma umile. E' rimasto il solito Max Biaggi: quadrato, chiaro, cadenzato ma determinato anche nell'esporre i propri pensieri. Ma con in più una serenità contagiosa.

VALENCIA, SPAIN - NOVEMBER 12:  Max Biaggi of Italy smiles in pit during the MotoGP of Valencia - Qualifying at Ricardo Tormo Circuit on November 12, 2016 in Valencia, Spain.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

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