Incidente Nicky Hayden: c'è concorso di colpa

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, il consulente Orlando Ominici è giunto ad una conclusione

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Quattro mesi senza Nicky Hayden, quattro mesi passati da quei giorni strazianti in cui il ragazzo del Kentucky è stato vittima di un incidente stradale dove purtroppo ha perso la propria vita dopo una lotta disperata all'ospedale Infermi di Rimini.

Quattro mesi dopo le indagini non si sono concluse ovviamente, e nella giornata di ieri è giunta la perizia da parte del consulente Orlando Ominici, incaricato dal sostituto procuratore Paolo Gengarelli di analizzare l'eventuale ipotesi di un concorso di colpa tra il ragazzo alla guida dell'auto ed il pilota americano in sella ad una bicicletta.

Come riferito dal Resto del Carlono, si tratterrebbe di un concorso di colpa; se l'auto avesse rispettato i limiti di 50 chilometri orari "sia reagendo e frenando, sia continuando a velocità costante, l'incidente sarebbe stato interamente evitato" ha riferito Ominici.

Ciò non esclude - dal punto di vista meramente legislativo - la responsabilità del campione: Nicky si era immesso ad una velocità di 20,6 chilometri orari "omettendo di fermarsi e dare precedenza nonostante la segnaletica di stop orizzontale e verticale ampiamente visibile".

Dunque all'automobilista, ragazzo di 30 anni di Misano, viene contestato il reato di omicidio stradale, visto che la velocità rilevata era di 72,8 chilometri orari con limite a 50.

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