Tardozzi: "Dovizioso? Preziosi i consigli di Stoner"

Andrea Dovizioso, un campione ritrovato grazie a una ritrovata fiducia in se stesso e ai consigli di un coach illustre: Casey Stoner. Questo il parere di Davide Tardozzi, manager del team Ducati MotoGP

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E' un momento magico per Ducati, sia dentro che fuori dalle piste: proprio alla vigilia della presentazione del rivoluzionario propulsore V4 che equipaggerà la prossima SBK di Borgo Panigale, la casa bolognese è protagonista di quella riscossa, attesa da anni, sui circuiti della MotoGP.

Mentre Chaz Davies riporta in alto la Panigale nelle derivate di serie, nel Mondiale Prototipi c'è un Andrea Dovizioso che è il vero protagonista indiscusso di questa nuova primavera per la Casa italiana: autore di uno straordinario poker di vittorie in questo 2017, il forlivese guida la classifica della Classe Regina e si riscopre Top Rider senza se e senza ma, dimostrando una classe cristallina oltre che una determinazione e una maturità agonistica che, francamente, sino ad ora non gli avevamo mai visto.

Beninteso, nessuno di noi ha mai creduto che il Dovi fosse un pilota lento. Tutt'altro: nella sua carriera in Top Class, però, gli è sempre mancato quel guizzo, quell'attitudine da fantasista che è tipica dei Supercampioni. Il Dovizioso di oggi è un pilota diverso, che non ha solo la costanza e la solidità tra le sue indiscutibili doti, ma anche la freddezza del killer, quella fame da cannibale che ha portato tanti pluri-iridati a diventare tali.

In molti, dopo il vittorioso duello di Zeltweg con Marc Marquez, siamo rimasti positivamente sorpresi dalla travolgente determinazione con cui Andrea ha piegato la strenua resistenza del fenomeno spagnolo: una prestazione esaltante, riconfermata solo due settimane più tardi anche a Silverstone.

Pur nella scaramantica volontà di rimanere abbottonati, con i piedi per terra, l'impressione è che in Dovizioso sia scattata quella scintilla, quella consapevolezza di poter puntare in alto che sino ad ora gli era forse mancata: ora Andrea ci può credere per davvero, e nel suo mirino può tenere sotto tiro il bersaglio grosso.

Una situazione per certi versi un po' imbarazzante per Ducati, che si ritrova con il "gregario" in testa al Mondiale e un Lorenzo -in netto miglioramento, bisogna dirlo- che nonostante le premesse e l'ingaggio stellare è ben lontano dai risultati del suo meno titolato compagno di squadra. Dietro ai successi del Dovi ci potrebbe anche essere il contributo di un altro Campione: Casey Stoner, ex-iridato Ducati nel lontano 2007 e ora test rider per il team di Borgo Panigale. Nessuno (almeno sino ad ora...) ha mai guidato la Desmosedici ai livelli di Casey: ascoltare i suoi consigli, dunque, potrebbe aver aiutato non poco Dovizioso a cambiare il suo stile di guida e trovare dunque il giusto feeling con quel cavallo imbizzarrito che è la MotoGP bolognese.

A pensarlo non è un opinionista qualunque, ma Davide Tardozzi, team manager del team Ducati MotoGP nonché uno degli artefici di questo rilancio sportivo della Rossa a due ruote: "Dovi è intelligente, sta usando molto bene i consigli di Casey Stoner. Cercare, cioè, di tirare fuori il meglio dalla moto senza farsi demoralizzare dai problemi, ma affrontarli approfittando dei punti di forza. Ogni moto ha i suoi punti forti e i suoi punti deboli: Andrea riesce a vincere sfruttando ciò che la Desmosedici ha di buono, come la velocità, l'accelerazione e la frenata: vantaggi che si sposano perfettamente con i suo stile di guida".

"Andrea e la Ducati" ha proseguito Tardozzi ai microfoni di MCN "sono attualmente leader del Campionato: nessuno avrebbe creduto che ciò sarebbe potuto accadere. Ma Dovi ora è un pilota nuovo: è sempre stato veloce, sin da quando correva con le 125, ed è un ragazzo molto molto intelligente".

Quello che mancava, a Dovizioso, era la coscienza del proprio valore, la consapevolezza che con i giusti stimoli un pilota con la sua classe e la sua esperienza possono lottare ad armi pari con più quotati Top Rider della MotoGP: "Alla fine della scorsa stagione lui ha capito che doveva cambiare la sua attitudine, trovare la motivazione e la fiducia in se stesso per diventare un vero Top Rider. Ora ce l'ha fatta: è intelligente, ha una grande esperienza e non l'ho mai visto così affamato di vittoria. Quello che voglio dire è che Andrea è un serio contendente per il Titolo" ha concluso il team manager di Borgo Panigale.

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