FMI: no alle strumentalizzazioni

la Federazione difende con forza il diritto di praticare lo sport motociclistico

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Dopo il servizio della trasmissione di Rai 3 Report, la Federazione Motociclistica Italiana, attraverso una nota ha voluto sottolineare come ancora una volta l’attività motociclistica è stata messa sotto accusa definendo gli appassionati come dei distruttori della natura.

La FMI dichiara di aver sempre preso le distanze da chi non rispetta le regole, ma allo stesso tempo continua a difendere il diritto di praticare lo sport motociclistico riconosciuto e legittimato dal CONI. Rispetto delle regole che la Federazione persegue da tempo, come dimostrato dai numerosi protocolli d’intesa siglati con il Corpo Forestale dello Stato e i Vigili del Fuoco, oltre a fare parte a tutti gli effetti della Protezione Civile.

La FMI invita nuovamente al confronto tutte le associazioni ambientaliste consci del fatto solo in questa maniera si possono risolvere problemi e conflitti. Per quanto riguarda il caso specifico delle immagini del servizio televisivo relative al Campionato Italiano Motorally, la Federazione rende noto quanto indicato all’interno del Vademecum di specialità:

“E’ importante che a fine manifestazione il Moto Club organizzatore provveda a ripristinare il tracciato di gara. Il tutto dovrà essere sottoposto al parere del Corpo Forestale dello Stato per accertarsi che il lavoro sia stato svolto correttamente e nel pieno rispetto della natura”.

Giovanni Copioli, Presidente della FMI ha dichiarato:

“Dispiace dover prendere atto della solita strumentalizzazione di cui siamo oggetto come motociclisti. Siamo cittadini che hanno certo dei doveri ma anche dei diritti. In questo caso, il diritto di praticare uno sport legittimo e regolamentato. Essere paragonati ad abusivismo edilizio o gestioni incompetenti non corrisponde a quello che i motociclisti sono e rappresentano per la società civile; una risorsa e non un problema. Nel caso della trasmissione Report, una gara di Campionato Italiano Motorally diventa strumento in una lotta di gestione sul Parco che non ci appartiene, ma la nostra immagine ne esce certo danneggiata. Questo rafforza ancora di più la volontà della FMI di proseguire nel percorso di dialogo con le Istituzioni di cui facciamo parte e soprattutto con chi invece ci considera, a torto, come nemici dell'ambiente. Noi non ci arrendiamo al luogo comune e alle facili strumentalizzazioni. Lo faremo sempre e comunque con la determinazione che ci anima e che ci contraddistingue”.

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