Giovani FMI e VR46 Riders Academy uniti nella lotta. Quali i criteri per diventare azzurrini?

Giovani FMI e VR46 Riders Academy sono scesi in pista a Misano per una giornata di prove. Quali i criteri per diventare azzurrini?

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Meglio fare qualcosa che non fare niente è una regola che vale anche per il motociclismo. E vale ancora di più se quel “qualcosa” non è un passatempo “una tantum” ma fa parte di un progetto professionistico articolato o di progetti fra diversi partner che uniscono le loro forze in particolare per lo sviluppo del vivaio tricolore, cioè promozione, formazione e sostegno per le giovani leve. Quindi non si può non salutare positivamente la giornata di allenamento dell'altro ieri sul circuito Marco Simoncelli di Misano con i giovani piloti della VR46 Riders Academy (12 piloti attualmente in forza) e i ragazzi supportati dalla FMI (Federazione Motociclistica Italiana).

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"Una giornata particolare" recita la nota del CIV con un eccesso di zelo: “I migliori giovani talenti italiani”, certamente fra i migliori ma dimenticando altri ragazzi doc fuori da queste due strutture. Fatto sta che è stato, questo sul circuito romagnolo, il primo di una serie di appuntamenti per mettere insieme in pista questi ragazzi con esperienze diverse, dai quasi debuttanti ad alcuni già impegnati nel CIV e addirittura nel mondiale. Ora, senza illuderci troppo, si sa bene che sotto il profilo tecnico girare una mezza giornata in pista pesa poco nella formazione di un pilota anche se può servire ai più acerbi seguire le ... orme dei colleghi già rodati, specie di quelli competitivi a livello nazionale e internazionale.

Sarebbe utile capire se questa esperienza ha (anche) un valore tecnico o è una “parade” che si limita alla foto di gruppo con i soliti noti, stavolta addirittura immortalati con vicino nomi altisonanti: il neo presidente della FMI Giovanni Copioli (che gioca in casa essendo di Riccione), il 9 volte iridato Valentino Rossi e il suo braccio destro “Uccio” Salucci (boss del VR46 Riders Academy), il Team manager Fausto Gresini (quest’anno scende in pista nel Civ Moto3 il rampollo Luca) ecc.

Per evitare false interpretazioni diciamo subito che è bene vedere (finalmente!) su un circuito in una giornata non titolata il gran capo della F.M.I. e anche gente del mestiere come i superissimi Rossi e Gresini. Fatto sta che l’operazione sa molto (o soprattutto?) di azione promozionale per gli sponsor - pienamente legittima – ma che, appunto, non può avere come obiettivo esclusivo quello di fare pubblicità a chi tira fuori i soldi di queste strutture, una “privata” (la VR46 Academy) e l’altra... Federale, quindi “pubblica”. E qui spunta una domanda: chi decide chi? Come vengono scelti i piloti per entrare a far parte di queste strutture blasonate?

La domanda non riguarda il VR46 che – da azienda privata – fa e disfa come vuole scegliendo (e licenziando) i propri piloti pro domo sua seguendo anche logiche e interessi da… business - ma riguarda il Team con l’egida Fmi, cioè per primo il “3570 MTA” che schiera nel CIV 2017 Kevin Sabatucci, Gianluca Sconza, Edoardo Sintoni. Chi decide quali piloti indossano l’agognata giubba FMI&C e sulla base di quali criteri tali piloti vengono scelti? Qual è il rapporto economico fra Team e piloti? Quale il bilancio finanziario? Non si vuol fare le pulci a nessuno. Ma non è una questione di lana caprina. Anche perché (solo) nel Civ 2017 allo start ci saranno almeno 250 piloti, quindi la grande maggioranza fuori da queste due strutture. Figli di un Dio minore?

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