XTR Pepo “Pata Negra”, la Monster si fa TT2

Pepo Rosell ha colpito ancora: l’ultima creazione del customizer francese “naturalizzato” spagnolo è una Monster 1000 del 2003, ispirata alle Ducati TT2 degli anni ’80 che correvano nelle categorie dedicate alle derivate di serie

L’eterno propulsore Ducati Desmodue ad aria è il vecchio amore di tanti ducatisti, il motore con cui molti aficionados del marchio di Borgo Panigale hanno mosso i primi passi nel mondo delle bicilindriche bolognesi.

Tra gli estimatori di questo robusto e vigoroso V-Twin c’è anche Pepo Rosell, mente e braccio di XTR Pepo e presenza ormai fissa sulle pagine di Motoblog.

Perché questa premessa? Perchè il buon Pepo, dopo averci proposto una splendida tricilindrica sportiva come la BSA Rocket, è tornato ad elaborare una moto del brand a cui probabilmente è più legato, la Ducati.

In particolare, lo ha fatto con una delle icone del marchio italiano, la naked per eccellenza che ha lanciato la moda delle scarenate sportive: la Ducati Monster. L’ultima special di XTR, soprannominata “Pata Negra” come uno squisito affettato spagnolo, nasce infatti dalle ceneri di una Monster 1000 I.E. del 2003, equipaggiata per l’appunto con il bicilindrico ad L raffreddato ad aria.

Se nella costruzione della 1200 Siluro Pepo aveva però mantenuto l’impostazione naked del “Mostro” di Borgo Panigale, con la Pata Negra ha voluto letteralmente stravolgerne l’indole.

Questa special è infatti una sportiva vintage semicarenata, dichiaratamente ispirata alle moto da Endurance degli anni ’70 ed ’80.

La mole di accessori in commercio per le Monster è semplicemente esagerata: la nuda Ducati è una delle moto più personalizzate della storia, e nella sua carriera ultraventennale i produttori di parti speciali si sono letteralmente sbizzarriti su di lei. Le special di Pepo, però, non sono una semplice vetrina di accessori già pronti, ma un’opera sartoriale da cui, in una cura maniacale dei minimi dettagli, nascono moto veramente uniche e speciali.

Le piastre di sterzo e i semimanubri lavorati in CNC, i parafanghi anteriore e posteriore, il portatarga in acciaio inox, le sovrastrutture in stile Ducati TT2 (le prime “superbike” di Borgo Panigale): sono tutte componenti fabbricate da Pepo ad hoc per la Pata Negra. Anche il telaietto posteriore è stato sostituito da una struttura tubolare artigianale, al fine di ospitare il nuovo codino retrò con sella sportiva monoposto.

Altre parti sono state prelevate da esemplari donatari: il serbatoio, ad esempio, è di derivazione Ducati 749 (con bocchettone per il rifornimento rapido), mentre il fanalino posteriore arriva da una vecchia Montesa.

Sul fronte della ciclistica troviamo la forcella upside-down di una Monster S4 RS, e un mono-ammortizzatore Ohlins al retrotreno. Dal catalogo Ducati Performance arriva invece l’ammortizzatore di sterzo, che evita sbacchettamenti dell’anteriore anche quando si forza il ritmo.

La potenza frenante è assicurata da un impianto di prima scelta: Discacciati fornisce le due pompe freno PR19 e PR16 oltre che i dischi flottanti da 320 mm; le tubazioni sono invece Frentubo e le pinze sono Brembo monoblocco radiali.

Il propulsore non è rimasto immune dalla cura radicale di XTR: i pistoni originali del bombardone italiano hanno lasciato spazio a degli omologhi ad alta compressione, mentre i condotti di aspirazione sono stati lavorati per ottimizzare la performance. Il Desmodue respira ora attraverso dei filtri aria K&N, e scarica i gas attraverso un sistema Supermario 2-in-1 con terminale a megafono.

Altre chicche che sono state riservate al V2 bolognese sono il volano racing in ergal, la frizione antisaltellamento, una ECU programmabile Mycrotech, un gas rapido Domino e un radiatore dell’olio marchiato Tamburini.

Tutto questo ben di Dio è impreziosito ulteriormente da una livrea ispirata alle Ducati da corsa derivate dalla serie degli anni ’80: il classico rosso di Borgo Panigale si mischia al blu delle tabelle portanumero e al bianco delle finiture. Che dire, Pepo ha colpito ancora!

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