Ducati "Dakar Rally" by Walt Siegl: la Hypermotard con il Mal d'Africa

La Ducati Hypermotard di Walt Siegl sogna i grandi rally africani e le dune del deserto del Sahara: la musa ispiratrice è ovviamente la leggendaria Cagiva Elefant di Edi Orioli, di cui monta anche (quasi) lo stesso motore

Considerato che siamo in pieno clima da Dakar 2017, si può dire che l'ultima special di Walt Siegl capiti proprio a fagiuolo.

Non è molto che vi abbiamo parlato della Brad's Leggero, una delle sue ultime creazioni sulla base del collaudato bicilindrico ad aria Ducati Desmodue, ma il buon Walt è riuscito a stupirci un'altra volta con una creatura spinta dal suo motore preferito, il due valvole di Borgo Panigale.

La particolarità della moto che vi mostriamo quest'oggi sta nel fatto di essere una moto da fuoristrada: non una scrambler (di cui pullulano gli atelier dei customizers) ma una vera endurona, simile a quelle che infiammavano i cuori dei giovani negli anni '80 e che ora sembrano essere di nuovo al centro dei desideri dei motociclisti.

La fonte d'ispirazione per questa Ducati Hypermotard 1100 pesantemente modificata sono proprio le motociclette portate in gara nei grandi raid africani da campionissimi della disciplina dei rally degli anni '80/'90, come Hubert Auriol, Cyril Neveu, Stéphane Petheransel.

Il riferimento più puntuale e opportuno, la principale musa ispiratrice, è però sicuramente lei, la Regina italiana della Dakar su due ruote: la Cagiva Elefant, endurona varesina condotta per due volte sul gradino più altro del podio dell'estenuante gara africana dal nostro Edi Orioli.

Le analogie, ovviamente, non sono solo estetiche: avrete sicuramente notato i richiami stilistici come il doppio faro tondo all'anteriore, ma il vero elemento di parentela tra la vittoriosa off-road italiana e questa sua "erede" (almeno nello spirito) si può individuare incastonato nel telaio.

Anche la Elefant di Orioli, infatti, era spinta dal robusto e longevo bicilindrico a 2 valvole per cilindro di Borgo Panigale: una versione precedente al 1100 Dual Spark montato qull'Hypermotard, ovviamente, ma senza dubbio un suo direttissimo antenato.

A richiamare invece i più recenti modelli della casa bolognese ci pensano invece i due scarichi sottosella, il cui layout ricalca senza ombra di dubbio i due "cannoni" delle superbike italiane come le 1098, 1198 e la mitica serie 916.

Se il nome ("Dakar Rally") e il look non dovessero bastare a far riaffiorare quella sorta di Mal d'Africa di cui soffrono molti enduristi, il simbolo sul cupolino non lascia scampo alla nostalgia degli anni '80: su sfondo bianco campeggia infatti il celebre simbolo della corsa africana, il nomade tuareg stilizzato.

E' proprio un peccato che i costruttori di special si dedichino poco al segmento delle endurone...

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