Aprilia Dorsoduro 900 2017

Cresce la cilindrata e diminuisce il peso di alcune componenti, rispetto al modello precedente, per la nuova Aprilia Dorsoduro 900, la fun-bike che l’azienda veneta ha presentato ad EICMA.

Quello che Aprilia definisce “generatore di emozioni” cresce e trova nuovo spazio in un segmento, quello delle medie cilindrate, che punta sempre più verso l’alto. Stiamo parlando della Dorsoduro 900, versione aggiornata ed evoluta della fun-bike veneta che ha visto la luce nel 2008 nella versione 750 e che arriva ad EICMA nella sua nuova veste.

Tutto o quasi ruota attorno al nuovo propulsore bicilindrico di 896,1 cc, cubatura ottenuta aumentando la corsa (da 56,4 a 67,4 mm) rispetto all’unita della “settemmezzo”, omologato Euro4 e dotato di ride-by-wire multimappa, traction control ad ABS a due canali. Privilegiata l’erogazione, con una coppia più vigorosa a tutti i regimi, senza disdegnare qualche cavallo in più.  La moto sarà disponibile anche in versione depotenziata a 35 kW, adatta quindi ai possessori di patente A2.

Aprilia Dorsoduro 900 – Design

Squadra che vince non si cambia. Con le performance che sono e restano l’obiettivo primario, la caratteristica di Dorsoduro è rimasta invariata. Niente fronzoli, c’è quello che serve. Discorso diverso, e di molto, per quanto riguarda la dotazione tecnica. Anche l’occhio però, pur abbracciando in pieno la filosofia minimale, vuole la sua parte. Ecco così che fanno bella mostra di sé il telaio della moto ed il telaietto reggisella verniciati di rosso, i paramani ed il portanumero, che forniscono una chiara idea connotazione racing della moto, per andare alla conformazione della zona centrale ed alla sella,  lunga e piatta, senza dimenticare il codino, che integra i terminali di scarico posti nel sottosella, marchio di fabbrica della motardona made in Noale.

Novità anche per la strumentazione, che acquisisce il display TFT da 4,3 pollici già impiegato sulla RSV4 e sulla Tuono V4, in grado di interfacciarsi, tramite il kit AMP opzionale, con lo smartphone, visualizzando a schermo i dati relativi alle chiamate, all’interfono ed ai brani in riproduzione.

Motore

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Evoluzione e non rivoluzione. Partendo dalla base del V2 di 90° utilizzato sulla precedente 750, i tecnici Aprilia hanno aumentato la corsa dei pistoni, portandola a 67,4 mm dai precedenti 56,4, lasciando invariato l’alesaggio. Il risultato è, oltre ad una maggiore potenza (70 kW, pari a 95,2 cavalli a 8750 giri), anche un consistente aumento della coppia massima, decisamente più lineare lungo tutto l’arco di erogazione e chee passa da 82 Nm a 4500 giri a 90 Nm a 6500 giri, il tutto con una unità che è omologata Euro4.

L’elettronica di gestione del motore della Dorsoduro 900 è affidata alla nuova centralina Marelli 7SM, che si interfaccia con l’anch’esso rinnovato ride-by-wire, alleggerito di 550 grammi rispetto al sistema che equipaggiava la Dorsoduro 750. Completano la dotazione l’ABS a due canali realizzato da Continental, il traction control regolabile su tre livelli ed escludibile, che interviene sia sull’accensione che sulle farfalle e tre riding mode selezionabili: Sport, Touring e Rain.

Si evolve il sistema ride-by-wire, che proprio su questo modello aveva fatto il suo esordio nel panorama mondiale per quanto riguarda la produzione e che perde mezzo chilo di peso rispetto alla versione precedente, mentre viene implementato il traction control, che agisce sia sull’accensione che sulle farfalle.

Ciclistica

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La nuova Dorsoduro 900 si affida ad una soluzione mista telaio a traliccio in tubi di acciaio e piastre laterali, frutto dell’esperienza maturata da Aprilia nel mondiale Supermoto. L’ammortizzatore posteriore si trova sul fianco sinistro, come sulla precedente versione ed è infulcrato al forcellone asimmetrico con capriata di rinforzo secondo lo schema cantilever. Regolabile nel precarico molla e nel ritorno idraulico, ha una corsa di 130 mm. Un forcella Kayaba, più leggera di 450 grammichilo rispetto a quella della prima versione della Dorsoduro, con steli da 41 mm e piedini fusi in conchiglia a supporto delle pinze freno radiali trova invece posto all’avantreno. Le piastre sono in alluminio forgiato e l’escursione è di 120 mm.

Cura dimagrante anche per i cerchi a tre razze sdoppiate, che segnano complessivamente oltre 2 kg in meno sulla bilancia, risparmio delle masse non sospese che si rivela estremamente efficace nel ridurre l’effetto giroscopico. All’anteriore sono montati pneumatici 120/70 R17, mentre al posteriore le coperture sono di misura 180/55 R17. Il reparto freni vede la presenza, all’anteriore, di due dischi da 320 mm  di diametro su cui lavorano pinze radiali a 4 pistoncini, mentre al mentre al posteriore opera una pinza a singolo pistoncino operante su un disco da 240 mm. Le tubazioni sono di serie in treccia aeronautica.

Scheda tecnica

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Tipo motore: Aprilia V90 Bicilindrico a V longitudinale di 90°, 4 tempi, raffreddamento a liquido, distribuzione bialbero in testa comandato da sistema misto ingranaggi/catena, quattro valvole per cilindro, Sistema Ride-by-wire
Carburante: Benzina Senza Piombo
Alesaggio e corsa: 92 x 67,4 mm
Cilindrata totale: 896,1 cc
Rapp. di compressione: 11 : 1
Potenza max all’albero: 70.0 kW (95,2 CV) a 8.750 giri/min
Coppia max all’albero: 90.0 Nm (9,17 kgm) a 6.500 giri/min
Alimentazione: Sistema integrato di gestione del motore. Iniezione con gestione dell’apertura farfalle Ride-by-wire 3 maps (Sport, Touring, Rain)
Accensione: Elettronica digitale, integrata con l’iniezione
Avviamento: Elettrico
Scarico: Sistema 2 in 1 realizzato interamente in acciaio inox con catalizzatore a tre vie e doppia sonda Lambda
Generatore: 450 W a 6.000 giri
Lubrificazione: A carter umido
Cambio a 6 rapporti, rapporto di trasmissione: 1° 14/36 (2,57) 2° 17/32 (1,88) 3° 20/30 (1,5) 4° 22/28 (1,27) 5° 23/26 (1,13) 6° 24/25 (1,04)
Frizione: Dischi multipli in bagno d’olio con comando idraulico
Trasmissione primaria: Ad ingranaggi a denti diritti, rapporto di trasmissione: 38/71 (1,87)
Trasmissione secondaria: A catena
Telaio: Scomponibile traliccio in acciaio collegato con bulloni ad alta resistenza a piastre laterali in alluminio. Telaietto posteriore smontabile
Sospensione anteriore: Forcella upside-down, steli da 41 mm. Regolabile nel freno idraulico in estensione e precarico molla. Escursione ruota 160 mm.
Sospensione posteriore: Forcellone in lega di alluminio, Ammortizzatore idraulico regolabile in estensione e precarico molla. Escursione ruota 160 mm.
Freni
Ant.: Doppio disco flottante in acciaio inox da 320 mm. Pinze radiali a quattro pistoncini. Tubo freno in treccia metallica
Post.: Disco in acciaio inox da 240 mm. Pinza a singolo pistoncino. Tubo freno in treccia metallica.
Sistema ABS Continental a due canali
Cerchi: In lega d’alluminio, Ant. 3,50 X 17″ – Post. 6,00 X 17″
Pneumatici: Radiali tubeless, ant. 120/70 ZR 17 – post.: 180/55 ZR 17
Serbatoio: 12 lt (autonomia > 200 km)

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