MotoGP: exploit di Dovizioso (Ducati), seconda pole stagionale. Rossi e Lorenzo in prima fila davanti a Marquez

Il binomio italiano in vetta davanti a Rossi, Lorenzo, Marquez

Cambiano le cilindrate, dalla Moto3 alla MotoGP, ma a Sepang non cambia il pessimo meteo che condiziona le qualifiche fra bagnato e super bagnato con i piloti in lotta con se stessi, più per stare in piedi che per segnare il tempone, o meglio, un tempo decente.

A dire il vero, fra uno scroscio e l’altro, a una manciata di minuti dalla fine c’è chi ha tentato l’azzardo passando dalle rain alle intermedie ma la sostanza non cambia con tempi alti, molto alti, circa 12 secondi superiori a quelli della FP3 dove Vinales aveva frantumato il muro dei due minuti con un 1’59.947 che parla da solo.

In questi casi, piloti e Team non trovano la bussola e non vedono l’ora che la bandiera a scacchi ponga termine a qualifiche così, correndo meno rischi possibili. Comunque i tempi ci sono e quelli contano per la griglia di partenza domani.

Exploit di Andrea Dovizioso (2’11.485), sonante seconda pole stagionale – Crutchlow nelle Q1: 2’11.591 - davanti al "rovente" binomio Yamaha factory Rossi (+0.246) e Lorenzo (+0.302). Dov’è finito il neo iridato Marquez con la sua Honda? A un tiro di schioppo (quello coi tappi a cordicella) dal poleman Dovizioso (+0.389) e a un niente o quasi niente da Valentino (un decimo e mezzo) e da Jorge (87 millesimi).

Il campione del mondo stringe i denti, non è in piena forma per una fastidiosa gastroenterite che l’aveva tenuto fuori, per riprendersi un po’, anche alle seconde libere di ieri. Ma in corsa, come sempre, questi sono “leoni” che dimenticano i problemi per gettarsi nella mischia e giocarsi podio e vittoria.

Non facile neppure per un asso dal valore di Marc, con la battaglia aperta per il secondo posto mondiale fra i “boxeur” che si guardano in cagnesco Rossi e Lorenzo – oramai una questione d’orgoglio dal valore di una quasi corona iridata se non proprio di una … guerra - e con un Dovizioso che darebbe non si sa cosa per chiudere la stagione con una vittoria Ducati da mandare in Paradiso la Casa di Borgo Panigale.

Possibile? Perché no? Fatto sta che la pole è stata conquistata con gran merito e grande onore dal binomio italiano in condizioni di bagnato-bagnatone-bagnaticcio che difficilmente si ripeteranno domani in gara.

Va anche detto che comunque, su questo asfalto rifatto e su questo tracciato con curva modificata, la “Rossa” ha dimostrato un alto gradimento, idem l’Andrea forlivese, pare in gran spolvero.

A proposito, in pista c’è finalmente anche l’altro Andrea, dopo il forfait per problemi dovuti all’infortunio alla vertebra, capace in queste condizioni vieppiù difficili e traditrici di portare l’altra Ducati factory in seconda fila, seppur con un sesto tempo alto (+1.113), dietro al quinto Crutchlow (caduto nel finale) e al già citato Marquez (quarto) e davanti a Aleix Espargaro (anch’egli a terra), al prudentissimo Vinales (+1.496) e a Bautista, nono tempo con l’Aprilia oramai stabilmente nella top ten (l’altra moto di Noale apre la sesta fila con Bradl 2’13.850) prima di Baz (Ducati) decimo (+1.967).

Più che a guardare i tempi sulla carta, tutti a scrutare il tempo in cielo. Sperando che Giove pluvio sia clemente.

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