Phillip Island, Marquez ko. Vince Crutchlow. Rossi gran secondo, che rimonta! MotoGP, pochi “fenomeni”?

Il cinque volte iridato spagnolo getta via un trionfo annunciato


Il trionfo annunciato di Marc Marquez è svanito al decimo giro con una caduta-shock alla Siberia, ennesima dimostrazione che nel motociclismo tutto può davvero sempre accadere.

Marc, da dominatore, viaggiava solitario in testa pregustando l’ennesima vittoria, poi la caduta, una sciabolata traditrice, il ko. Eccesso di ottimismo? Calo di concentrazione? Pressione per la rimonta di Rossi? Gomme, assetto? Cosa ha tradito a Phillip Island il 23enne asso spagnolo della Honda che proprio la settimana scorsa a Motegi si è fregiato del quinto titolo iridato?

Fatto sta che stavolta nella polvere è andato Marquez e sugli altari è salito il burbero-buono dagli occhi da tigre, Cal Crutchlow, al suo secondo centro pieno stagionale, dopo l’exploit di Brno.

Con una Honda che non è quella di Marquez ma parimenti un gioiello con il tocco magico del Team di Lucio Cecchinello, Cal ha guidato magistralmente, con freddezza e gran passo, tenendo a bada il tentativo d’aggancio di un Rossi che più invelenito non si può.

Già Rossi. Siamo stati facili profeti ieri nel pronosticare la grande rimonta di Valentino e la possibile conquista del podio. Non era facile, dopo il calvario di prove e qualifiche da dimenticare, con Yamaha in tilt, confermato anche dalla palude in cui si trovava Jorge Lorenzo, dodicesimo tempo, gap abissale, anche oggi in chiaroscuro, più scuro che chiaro.

Ma, si sa, il 9 volte iridato è capace di gesta che segnano questo sport dove niente pare mai impossibile. Così la debacle in prova di Valentino si è trasformata in una rimonta da applauso, successo, in un quasi trionfo, con un secondo posto che vale oro, lasciando a Cal la soddisfazione dell’oro vero e al maiorchino l’ennesimo boccone amaro anche per il gap per il secondo posto in classifica generale.

Vista la gara, una domanda s’impone: escludendo Marquez le cui doti non sono intaccate dalla caduta di oggi, escludendo Crutchlow vincitore, escludendo Vinales a podio conquistato coi denti, escludendo Lorenzo con la testa nel 2017, cosa si può dire degli altri piloti (Dovizioso, Espargaro, Redding, Smith ecc.)? Sono davvero tutti fuoriclasse con moto “ferme” o sono fenomeni sopra valutati?

I dubbi sorgono quando Valentino Rossi, 37anni verso i 38, qui stralunato e incavolato anche con il suo Team per le qualifiche, quindicesimo allo start, vola alla partenza e piomba come un’aquila sugli avversari, massacrandoli uno alla volta.

La discussione è aperta. Restiamo convinti che oggi in MotoGP ci sono molti campioni ma i fuoriclasse si contano sulle dita di una mano, forse anche meno. E’ così?

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