Motegi MotoGP, a "super" Marquez gara e titolo mondiale. Rossi e Lorenzo a terra. Dovizioso gran secondo

Trionfo di Marquez. Disastro Yamaha. Rinascita Ducati


Il mondiale 2016 per Valentino Rossi si chiude definitivamente con una caduta al settimo giro del GP del Giappone. Nessun danno fisico per l’asso pesarese ma l’addio al decimo titolo mondiale brucia dentro e continuerà a bruciare per molto tempo ancora.

Dagli altari alla polvere il tratto è breve e per Valentino impolverato oggi la sconfitta è dura, senza appello. Forse, più di una sconfitta, è un’onta, con Marquez che domina alla grande la corsa ed intasca oggi il suo quinto titolo mondiale a 23 anni grazie anche alla caduta sul finale di Lorenzo che certifica il disastro Yamaha.

Imbottito di antidolorifici per la gran botta nelle FP3, con un piede già fuori dalla Casa di Iwata e con l’altro a Borgo Panigale, Jorge ha gettato al vento una grande occasione, non ha retto all’assalto dell’arrembante Dovizioso, meritatamente secondo davanti a Vinales (Suzuki) con la Ducati che aspetta per il 2017 proprio il maiorchino.

Resta ancora aperta, adesso, la lotta per il titolo di vice campione del Mondo, di solito poco considerato, ma qui – data la posta in palio e i due competitors in campo Rossi e Lorenzo – acquista un valore tutto particolare.

A Valentino resta l’onore delle armi, per la sua straordinaria pole (1’43.954) e per averci provato in corsa con un doppio, triplo, attacco prima nei confronti di Lorenzo, poi di Marquez. Ma nelle corse, si sa, vince chi taglia per primo il traguardo e perde chi al traguardo non ci arriva specie, come in questo caso, se per caduta.

Sei giri tutti col fiato sospeso per una lotta fra giganti che ha dato fin qui lustro a questa MotoGP show ma non priva di pecche e lacune. Poi - questo è il fatto da non sottovalutare – dopo l’out di Rossi, musi lunghi sugli spalti e televisori spenti ani tempo in Italia e oltre perché il rodeo perde la sua star.

Qui, con la caduta di Valentino, casca … l’asino, cioè una premier class costruita e appesa a un solo nome. Ci sono ancora tre gare davanti ma è vernissage o poco più perché questo mondiale 2016 oggi a Motegi ha perso tutto il suo appeal e ha spento le sue luminarie, oramai privato dell’interesse più importante, quella lotta per il titolo che finisce qui.

Sono le corse, bellezza! Già. Ma per i fan di Valentino il rospo resta nel gozzo. A Motegi trionfa, dunque, in solitaria, Marquez il fenomeno, l’unico capace di far volare una Honda superba ma non equilibrata come le Yamaha, un campione che merita questo mondiale, un fuoriclasse che segnerà anche i prossimi anni del motomondiale.

Certo, Rossi è stato sconfitto da .. se stesso, per una sua caduta, ma il “Dottore” ha avuto ben degni avversari – in primis Marquez - che nobilitano il suo tentativo di rincorrere il decimo titolo.

Chi vince ha sempre ragione. Agli altri resta solo annunciare il futuro riscatto.

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