Cal Crutchlow, un pilota rinato. C'è lo zampino di HRC?

Le recenti prestazioni dell'inglese del team LCR hanno stupito tutti: dopo la nascita della figlia Willow, Cal sembra essere un altro pilota rispetto al rider spettacolare ma "pasticcione" a cui eravamo abituati. C'è la longa manus di Honda HRC dietro a questo exploit?

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Dal 2 agosto 2016, giorno in cui è venuta alla luce Willow, la neonata figlia di Cal e Lucy Crutchlow, la vita del pilota inglese è cambiata totalmente. Il britannico del team di Lucio Cecchinello è sembrato veramente al settimo cielo per il fatto di essere diventato padre: la piccola è anche "scesa in pista" con il padre, che nel week-end austriaco di Spielberg ha corso indossando un casco a lei dedicato.

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A partire da allora però, anche la carriera del simpatico Cal sembra essere letteralmente decollata: la gioia di essere diventato padre deve averlo motivato parecchio, perchè appena due settimane dopo Crutchlow ha conquistato la sua prima vittoria in MotoGP, sul celebre circuito di Brno.

Due sabati dopo, sul tracciato casalingo di Silverstone, Cal ha portato a casa la sua prima pole position da quando cavalca la Honda LCR (la terza in carriera) ripetendo anche in gara una superba prestazione che gli è valsa la seconda piazza dietro al vincitore Maverick Vinales.

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Cal, insomma, sembra essere in uno stato di grazia che non aveva mai vissuto da quando corre in MotoGP: in Repubblica Ceca ha letteralmente dominato, mostrando un passo gara semplicemente inarrivabile dagli avversari e compiendo una spettacolare rimonta dalla 10^ casella in griglia. In Inghilterra, sulla pista di casa, non solo ha centrato una splendida pole e un ottimo podio, ma ha mostrato di saper lottare ad armi pari con piloti del calibro di Valentino Rossi e Marc Marquez, senza commettere errori.

La carriera di Crutchlow nella Classe Regina non è stata probabilmente all'altezza delle sue aspettative: dopo il brillante avvio in sella alla Yamaha Tech3, il britannico ha compiuto il passo falso che lo ha portato sulla Ducati ufficiale.

Da "erede di Stoner" come si auguravano molti ducatisti, Cal è diventato il triste simbolo delle difficoltà in cui il team di Borgo Panigale versava in quel periodo: l'amore con la Desmosedici non è mai sbocciato, e nella stagione 2014 -l'unica corsa in sella alla rossa- ha portato a casa un solo podio, costellato da un gran numero di risultati a dir poco sconfortanti.

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Scappato dalla Bologna a gambe levate, Cal è salito sulla Honda RC213V del team di Lucio Cecchinello, moto che prospettava un roseo futuro per l'inglese e la formazione italiana: anche la stagione 2015 però è stata avara di podi, con un terzo posto ottenuto ad inizio campionato e molte gare concluse in posizioni di rincalzo. Senza infamia e senza lode.

Confermato da LCR per il 2016, anche l'inizio della stagione in corso non faceva presagire nulla di buono per Crutchlow: molte le cadute che hanno consacrato la sua fama di cascatore, di pilota spesso veloce ma incapace di gestire una gara con quella "intelligenza agonistica" che permette ai Campioni di vincere i mondiali. Non solo sembravano lontanissimi i tempi in cui Cal trionfava in Supersport e Superbike, ma addirittura il 5° posto finale della stagione 2014 con la YZR-M1 di Poncaharal pareva ormai il miraggio di un tempo passato.

Cal Crutchlow of Britain powers his Yamaha out of a corner during the first practice for the Australian MotoGP Grand Prix at Phillip Island on October 18, 2013.  IMAGE STRICTLY RESTRICTED TO EDITORIAL USE - STRICTLY NO COMMERCIAL USE.  AFP PHOTO/Paul Crock        (Photo credit should read PAUL CROCK/AFP/Getty Images)

Poi, questo agosto, la nascita di Willow e contemporaneamente una seconda primavera per il pazzo ex Campione del Mondo Supersport: improvvisamente Cal sembra essere un altro pilota, concreto e preciso, molto diverso da quello spettacolare ma pasticcione "casinista" a cui eravamo abituati.

Certo, è vero che è proprio anche in questa indole imprevedibile che risiede il motivo della grande simpatia che i fans hanno per il #35, ma siamo sicuri che Crutchlow stesso sia ben contento di questo cambio di rotta improvviso che ha sorpreso tutti.

Merito della nascita della figlioletta, che ha dato nuova linfa alla manetta del neopapà? Possibile. Ma senza voler togliere magia a questo lietissimo evento, ci sembra un po' poco per spiegare una così repentina svolta in positivo: il diffuso sospetto è che dietro a questo exploit del pilota di Coventry ci sia lo zampino di Honda HRC.

LCR Honda's British rider Cal Crutchlow gestures after taking poll position during MotoGP qualifying at the motorcycling British Grand Prix at Silverstone circuit in Northamptonshire, southern England, on September 3, 2016.   / AFP / OLI SCARFF        (Photo credit should read OLI SCARFF/AFP/Getty Images)

Non possiamo infatti fare a meno di notare che l'odierno "boom" di Crutchlow sia arrivato proprio dopo che l'alfiere del team interno Dani Pedrosa ha dato alcuni segnali di cedimento piuttosto preoccupanti: lo spagnolo manca il podio da ben 6 gare (GP di Catalunya) e sembra essere entrato in un periodo nero da cui pare faticare ad uscire.

Il fantino di Sabadell si è sempre distinto per l'ottima costanza dimostrata in pista e per la sua capacità di riuscire ad andare quasi sempre a podio: questa regolarità fa di Pedrosa il gregario perfetto, l'uomo ideale da affiancare a un fuoriclasse come Marquez nel team HRC per aiutare il #93 nella sua rincorsa al titolo iridato. Ma nei quattro round intercorsi tra Barcellona e Silverstone, Pedrosa ha accusato un distacco medio di quasi 44 secondi a gara (!!!) dal compagno di squadra: decisamente troppo per poter rosicchiare qualche punto agli avversari ed essere di aiuto a Marc nella conquista del Mondiale.

Ed è proprio qui che entra in scena Crutchlow: è possibile che, di fronte alle difficoltà del suo secondo pilota, la casa di Tokyo abbia deciso di dare un piccolo aiutino a Cal fornendogli materiale ufficiale? E' proprio l'inglese l'uomo designato da HRC per "rubare" punti ai diretti inseguitori di Marquez e favorire la rincorsa di Marc alla vittoria della stagione 2016?

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Il sospetto che nasce è che i vertici dell'Ala Dorata abbiano deciso di concedere al team LCR lo stesso trattamento riservato agli ufficiali, per mettere un tampone alla debàcle di Pedrosa. E se così non fosse, e l'exploit di Crutchlow fosse dovuto ad altri fattori, non sarebbe conveniente per Honda fare l'occhiolino a Lucio Cecchinello e permettere a Cal di avere accesso alle risorse comunemente riservate ai due piloti del team interno?

Un Crutchlow così in palla, insomma, riporta alla ribalta l'arcinoto tema delle differenze tra le moto ufficiali e le moto clienti, che tormenta il mondiale GP e in particolare la Honda dai tempi di Doohan: la scottante questione ha dominato le cronache degli ultimi 20 anni, ed è stata determinante nei rapporti tra la casa di Tokyo e campionissimi come Valentino Rossi e Max Biaggi. Prima della rocambolesca vittoria di Jack Miller ad Assen, un pilota privato non vinceva una gara dal lontano 2006, quando Toni Elias sulla Honda di Fausto Gresini beffò Rossi al fotofinish sul lungo rettilineo dell'Estoril.

Ovviamente Honda minimizza, al solito smentendo rilevanti differenze tra le moto del team Repsol e quelle dei team satelliti, e affermando che il team LCR riceve già da tempo il medesimo materiale a disposizione degli ufficiali.

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Sarà vero? Con un Crutchlow "rinato" così prepotentemente, verrebbe da pensare che negli ultimi tempi un piccolo aiutino direttamente dal Giappone sia arrivato, e che in ogni caso Honda dovrebbe procedere in quella direzione se vuole cercare di arginare un avversario così costante e temibile come il diretto inseguitore di Marquez, Valentino Rossi.

In ogni caso, indipendentemente dalle motivazioni che stanno dietro alle straordinarie prestazioni dell'inglese, siamo ben contenti di vedere di nuovo Cal là davanti ad animare ulteriormente un Mondiale che si sta rivelando ricchissimo di sorprese e colpi di scena.

ASSEN, NETHERLANDS - JUNE 24:  Cal Crutchlow of Great Britain and LCR Honda lifts the front wheel during the MotoGP Netherlands - Free Practice  at TT Circuit on June 24, 2016 in Assen, Netherlands.  (Photo by Mirco Lazzari gp/Getty Images)

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