MotoGP Sepang test, Yamaha in fuga con Lorenzo lepre davanti a Rossi e Marquez. Stoner c’è, sul campo “prima guida” Ducati

Il bilancio dopo la conclusione dei primi tre giorni di Test IRTA MotoGP di Sepang

Ducati team test rider Casey Stoner of Australia takes a corner during the last day of 2016 MotoGP pre-season test at the Sepang International circuit on February 3, 2016.  AFP PHOTO / MOHD RASFAN / AFP / MOHD RASFAN        (Photo credit should read MOHD RASFAN/AFP/Getty Images)

Pur prendendoli con le molle i primi tre giorni di test a Sepang forniscono indicazioni significative sulla MotoGP 2016. Più volte ci siamo soffermati sul valore e sui limiti dei test (a Sepang oltretutto non favoriti dalla calura e disturbati anche dagli scrosci d’acqua) dove si lavora soprattutto alla ricerca di riequilibrare il “pacchetto” e di far ritrovare il miglior feeling fra pilota e moto.

Non mancano, come si sa, contraddizioni. Si dice sempre che l’obiettivo non è il tempo sul giro ma poi tutti si affannano ogni passaggio a scrutare il cronometro e a fine giornata e a fine test a studiare la classifica impressa sul tabellone.

Vale sempre il detto che in ogni caso, anche nei test, è meglio essere davanti che dietro. Questo perché c’è sempre un motivo, anzi più motivi, per cui uno fa il miglior tempo e gli altri inseguono. In altre parole, lo sviluppo riesce meglio – se non altro con minor affanno di tutti, dal pilota all’ultimo del team – se già nel primo test si è nella condizione di lepre e non in quella di inseguitori.

Movistar Yamaha MotoGP's Italian rider Valentino Rossi takes a corner during the last day of 2016 MotoGP pre-season test at the Sepang International circuit on February 3, 2016.  AFP PHOTO / MOHD RASFAN / AFP / MOHD RASFAN        (Photo credit should read MOHD RASFAN/AFP/Getty Images)

Questa prima prova di Sepang era oltre modo attesa per più motivi, soprattutto per verificare il primo impatto della rivoluzione tecnica imposta dai nuovi regolamenti, con l’adozione della nuova centralina elettronica unica e meno evoluta e con l’ingresso della gomma Michelin da 17 pollici in sostituzione delle Bridgestone.

Visti i test, non è vero che è tutto come prima: la rivoluzione ha già i suoi “vincitori” e i suoi “vinti” o, se più aggrada, “premia” alcuni e “punisce” altri. Ducati non pare aver tratto quel grande vantaggio annunciato dopo il lavoro negli ultimi tempi allo sviluppo della centralina Marelli ma ha in Stoner (quarto tempo dietro a Marquez e Crutchlow) la locomotiva di spinta davanti a Pedrosa e ai due ducatisti Petrucci (ottimo) e Iannone, con Dovizioso nelle nebbie, 13esimo.

Repsol Honda Team's Spanish rider Marc Marquez rides his bike during the last day of 2016 MotoGP pre-season test at the Sepang International circuit on February 3, 2016. AFP PHOTO / MOHD RASFAN / AFP / MOHD RASFAN        (Photo credit should read MOHD RASFAN/AFP/Getty Images)

Anche Yamaha conosce la centralina dimostrando però di non aver perso il “vantaggio” del 2015, con la moto più equilibrata e due piloti “certezza” con Lorenzo (1’59.580) che svetta e dà lustro alla sua corona iridata e con Rossi “scudiero” se pur con quasi un secondo di gap (+0.976). Honda fatica di più ma aggancia con Marquez terzo tempo (+1.303) il binomio Yamaha e con Pedrosa (+1.581) si… difende dietro a Stoner (+1.490) e a Crutclow (+1.412) Tutte cose già scritte in precedenza o previste nella sostanza da Motoblog.

Avremo tempo di entrare in disquisizioni tecniche, a cominciare dalla Ducati, dalla GP15, GP16 ecc. Su Stoner non vogliamo ripeterci, perché in tempi non sospetti (quanti eravamo?) abbiamo posto l’australiano al top assoluto per talento, determinazione, tecnica, uno dei pochissimi top rider capace di guidare alla grande sopra i problemi.

Movistar Yamaha MotoGP's Spanish rider Jorge Lorenzo rides his bike during the last day of 2016 MotoGP pre-season test at the Sepang International circuit on February 3, 2016. AFP PHOTO / MOHD RASFAN / AFP / MOHD RASFAN        (Photo credit should read MOHD RASFAN/AFP/Getty Images)

A Sepang, dopo tanto tempo di inattività, Stoner ha dato il segnale che c’è, che non teme nessuno e che Ducati può utilizzarlo come punta di eccellenza, quale tester di diamante e di più, molto di più, in gara e – perché no? – addirittura in Campionato. Stoner è in grado di sparigliare, facendo oggi strabuzzare gli occhi a non pochi in questa MotoGP monopolio Dorna che da troppo tempo guarda solo in una unica direzione.

Stoner è per Ducati una risorsa (ripetiamo: ben oltre il ruolo di collaudatore di lusso) ma come tutte le risorse va gestito, richiede quel salto di qualità (anche culturale?) che Borgo Panigale deve dimostrare di possedere.

Ducati Team rider Andrea Iannone of Italy wears a helmet with a tribute to a seagull he hit in Australia last season, as he rides on the main straight line during the second day of 2016 MotoGP pre-season test at the Sepang International circuit on February 2, 2016.    AFP PHOTO / MOHD RASFAN / AFP / MOHD RASFAN        (Photo credit should read MOHD RASFAN/AFP/Getty Images)

Adesso, qualcosa di importante è cambiato, in Ducati con proiezione in tutta la MotoGP. In Ducati Iannone e specie Dovizioso – inutile ipocritamente far finta di niente – sono sui carboni accesi e per entrambi vale il detto “Hic Rhodus hic salta” sapendo che se a Borgo Panigale (o oltr’Alpe?) danno il disco verde a Stoner, il metro di misura per la selezione è diverso.

La domanda allora è: perché Ducati non dovrebbe giocare l’asso che ha nella manica facendo fare a Stoner ciò che Stoner vuole fare? I test di Sepang non insinuano il dubbio che Ducati ha già perso fin troppo tempo negli ultimi anni gettando via risorse che già aveva? Un fatto è certo: per ora si parla più di Ducati che di tutti gli altri. Male non fa. Non certo alla Rossa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: