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Rossi-Lorenzo. L’abbraccio mancato

Nessuna pace tra Valentino Rossi e Jorge Lorenzo alla presentazione del Team Movistar Yamaha MotoGP 2016

Metti un tardo mattino del 18 gennaio a Barcellona, in una sala un po’ spenta quasi da retro parlamento Europeo, metti il Campione del mondo in carica della MotoGP Jorge Lorenzo e il suo compagno di squadra Valentino Rossi impegnati solo a non guardarsi, metti le due splendide inedite fiammanti M1 della Casa dei tre diapason da scoprire sotto un telo blu, metti i boss stretti nei loro non abituali vestiti e giacca e cravatta, ed ecco la presentazione del Team Movistar Yamaha Racing MotoGP 2016.

Non manca niente? No, neppure le domande fin troppo garbate dei tanti giornalisti & C. presenti e le risposte fin troppo banali dei piloti e dello staff. Manca però quel che tutti volevano o si aspettavano: l’abbraccio fra Valentino e Jorge! Una stretta di mano furtiva, debole come l’amicizia che non c’è mai stata, veloce come il tempo che serve per la più ambita delle pole, con sguardi evitati peggio di un contatto in staccata in pista, è stato tutto quello che il campione del Mondo spagnolo della MotoGP 2015 e il nove volte campione del mondo italiano hanno potuto concedere.

Valentino Rossi e Jorge Lorenzo Yamaha 2016

Separati in casa e di più. Cerchiamo il pelo nell’uovo? No cercavamo solamente ciò che cercavano gli appassionati di motociclismo e non solo i tifosi di parte, per non nominare i fanatici. Cercavamo (e pretendevamo) un abbraccio, magari a denti stretti, per chiudere definitivamente la brutta storia di fine 2015, una storia che, invece, visto il comportamento di questa mattina, rischia di proseguire.

Cui prodest? Qui non abbiamo assistito alla scena (scontata) dei due pugili che mostrano i muscoli e denigrano i denti alla presentazione del loro match. Abbiamo assistito alla volontà di lasciare aperti strascichi di una polemica velenosa che apre il varco a chi intende gettare altra benzina sul fuoco. Altro che gesto cavalleresco! Insomma, per Yamaha, i piloti sono quelli – nel bene e nel male – e quel che conta è il risultato, per il resto facciano loro.

Se il primo avversario è il proprio compagno di squadra in Yamaha si va oltre e si può parlare di veri e propri “nemici”. Si dirà: ma in questo modo Yamaha nel 2015 ha vinto tutto. Vero. Ma le ciambelle non vengono sempre con il buco e, insistendo nell’errore, si può perdere, oltre al titolo iridato, anche la faccia.

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