Guy Martin dice no a Top Gear

Che Guy Martin fosse un personaggio "sui generis" lo si era capito, ma che la sua voglia di semplicità lo portasse a dire no a Top Gear, forse in pochi se lo aspettavano.

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Già subito dopo la sospensione di Jeremy Clarkson dal celebre programma Top Gear della BBC, le voci sul possibile esordio di Guy Martin come presentatore si erano rincorse, senza che il celebre pilota di gare su strada si sbilanciasse mai sull'argomento.

Lo ha fatto oggi, il trentatreenne di Grimsby, che lavora in una officina a trenta chilometri da casa sua e che raggiunge ogni giorno in bicicletta. Guy ha ha annunciato che non sarà lui una delle due spalle di Chris Evans, il nuovo conduttore della trasmissione.

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Fedele alla sua immagine di personaggio anticonformista, il pilota del team Tyco BMW ha affermato che quella di meccanico di camion è la carriera che ha scelto e che le sporadiche apparizioni in televisione di cui adesso è protagonista sono già abbastanza difficili da incastrare con il lavoro e le road race.

Troppo oneroso, il cambio di stile di vita che la conduzione di Top Gear avrebbe comportato, e lui, semplicemente, ha rifiutato, conscio del fatto che, così facendo, rinuncia alla possibilità di guadagnare molto denaro.

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La cosa pare però non interessargli, dal momento che, per sua stessa ammissione, le attuali entrate gli consentono di coltivare l'hobby delle corse su strada, che hanno fatto di lui uno dei volti più noti di questo particolare mondo.

Fama e denaro non possono dare al pilota di Grimsby quello a cui lui aspira. Il suo sogno nel cassetto è infatti vincere quel Tourist Trophy che fino ad oggi non solo gli è sfuggito, ma gli è anche costato, nel 2010, uno spettacolare incidente. Good luck, Guy!

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© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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