MotoGP, il mondiale si riapre. Fra Rossi e Lorenzo “decisivi” Marquez e Pedrosa?

Jorge Lorenzo con la vittoria di Aragon riapre il Campionato Mondiale MotoGP 2015

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Smaltito il “tuffo” beffardo di Misano, ad Aragon Jorge Lorenzo torna subito a dettar legge, ricucendo lo strappo in classifica e rimettendo Rossi, se non in fibrillazione, in forte tensione. Jeux sont faits? No, la pallina gira e rigira. Dopo il bottino pieno del maiorchino, dopo il secondo posto bollente del ritrovato Dani Pedrosa davanti a Valentino Rossi che “c’ha provato ma non ce l’ha fatta”, dopo il quinto karakiri 2015 di Sua (ex) maestà Marquez, il mondiale si è riaperto, infiammandosi.

Tutti felici e contenti? Mandano giù il nuovo rospo nel box di Marquez e musi lunghi, altrove, per chi aveva già stampata la T-shirt con le dieci stelle: addio festa o solo festa rinviata? Si vedrà. Con quattro gare davanti, 14 punti di vantaggio sono un capitalino che va investito perché non permette a Valentino Rossi di vivere di rendita e giungere all’agognato traguardo in anticipo e con la fanfara.

In questo mondiale in ogni tappa c’è un sussulto, ma sono scosse che fin qui sono state pesanti solo per Pedrosa, Marquez, Lorenzo, non per Rossi, più che fortunato capace, ben piantato, mai a zero, superba formichina temprata, astuta e avveduta, non a caso (ancora) sul tetto della classifica.

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Adesso c’è chi dice che Rossi non deve ringraziare il fato per il nuovo ko di Marquez perché con una (eventuale) vittoria dello spagnolo campione del mondo in carica ad Aragon il pesarese della Yamaha avrebbe un vantaggio più sostanzioso sul suo diretto rivale, Lorenzo. Ma se il maiorchino avesse vinto comunque e se Marquez fosse giunto secondo (posizione prima della caduta) Valentino oggi avrebbe Jorge ancora più vicino in classifica, per l’esattezza 11 punti invece di 14.

Procediamo. L’altra considerazione riguarda il duello Rossi-Pedrosa che, almeno per le telecamere e per i commentatori Tv, ha oscurato la fuga dell’eccellente Lorenzo, una lectio magistralis poco valorizzata. Indubbiamente un duello – quello fra Dani e Valentino - da incorniciare, spettacolare agonisticamente e significativo tecnicamente. Valutando i tempi sul giro è evidente che nessuno ha potuto resistere agli strappi di Lorenzo all’inizio e a metà corsa: nell’ultima fase della corsa Jorge si è … “risparmiato” girando, ad esempio, sull’1e 49 alto dal 17esimo al 23esimo ultimo giro con Rossi e Pedrosa sull’1’48.9 impiccati nel penultimo passaggio. Non è questa la sede per una analisi particolareggiata ma i tempi sul giro dicono chiaramente che né Rossi né Pedrosa avevano “birra” in riserva per agganciare il maiorchino, capace di girare 14 volte sull’1 e 48 (basso), senza tener conto che, in caso di bisogno, avrebbe potuto ripetere quei tempi molto probabilmente anche negli ultimi 6-7 giri, praticamente la possibilità di girare così per tutta la corsa senza particolari rischi.

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E veniamo allo scontro del giorno. Pedrosa merita il plauso per aver vinto il (un) duello alla baionetta con Rossi cancellando con questa prestazione maiuscola molte corse precedenti, non certo esaltanti. La sfortuna ha più volte inciso negativamente tarpando le ali alle velleità di Pedrosa, pilota serio, esperto e di indubbie qualità ma divorata da una fragilità non solo fisica, spesso in cerca della bussola perduta, ridotto al rango di gregario (di lusso) con capi squadra del livello ieri di Stoner e oggi di Marquez, gente che o li azzittisci e li passi in corsa o ti azzittiscono e ti cancellano loro. Quante gare avrebbe vinto la Honda nelle ultime stagioni con Pedrosa, senza Stoner e senza Marquez?

Ieri ad Aragon Rossi ci ha provato a far suo il secondo posto e non ce l’ha fatta trovandosi un Pedrosa (al top ad Aragon e in Malesia) in gran spolvero, capace di non commettere errori e capace di rispondere colpo su colpo agli assalti del “Dottore”. C’è (anche) da dire che Dani non aveva … niente da perdere mentre Valentino avrebbe pagato carissimo un errore: con una caduta avrebbe addirittura perso la leadership (pro tempore) in classifica. Ripetiamo: non vogliamo assolutamente sottovalutare Pedrosa e togliere valore a questa sua performance. Ma sarebbe stato lo stesso con un Rossi “libero” da impegni di classifica così delicati e con un Marquez lepre in pista?

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Tocca adesso a Pedrosa concedere il bis, confermando che l’exploit di Aragon non è stato un caso. Lorenzo non può che cercare di ripetersi, unica carta per recuperare ancora in classifica e magari riprendere la testa. E Rossi, recuperato ad Aragon il podio perduto a Misano, deve scalare i gradini più alti. Marquez ha buttato via il mondiale ma può davvero sparigliare le carte e togliere ai due alfieri della Yamaha il punto che conta e che vale un mondiale.

Sarà davvero il binomio Honda (Marc e Dani) a “decidere” chi dei due della Yamaha (Valentino e Jorge) indosserà la corona iridata?

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