GP Thailandia 2026: Bezzecchi vince su Aprilia, crisi nera Ducati
Marco Bezzecchi vince il GP Thailandia a Buriram guidando tutti i giri. Aprilia piazza quattro moto nelle prime cinque posizioni.
Il Gran Premio di Thailandia 2026 ha riscritto la storia recente della MotoGP, consegnando all’Aprilia un trionfo che segna una svolta epocale e lasciando la Ducati a leccarsi le ferite dopo la fine di un’era. Sul circuito di Buriram, il protagonista assoluto è stato Marco Bezzecchi, capace di firmare la terza vittoria consecutiva in stagione e di consolidare la posizione della casa di Noale ai vertici della categoria. Una gara dominata dal primo all’ultimo giro, con la RS-GP26 che si è dimostrata imprendibile per la concorrenza, mentre le rivali storiche sono state costrette a rincorrere, vittime di errori e problemi tecnici che hanno ribaltato i valori in campo.
Fin dalla partenza, Marco Bezzecchi ha imposto il proprio ritmo sfruttando al massimo la pole position. Nessuno è riuscito a impensierirlo: giro dopo giro, il pilota romagnolo ha scavato un solco sempre più profondo tra sé e gli inseguitori, chiudendo la gara con un vantaggio di oltre cinque secondi sul resto del gruppo. Il suo dominio non è stato solo una questione di talento, ma anche il frutto di una crescita tecnica straordinaria dell’Aprilia, che ha piazzato ben quattro moto nelle prime cinque posizioni. Insieme a Bezzecchi, hanno brillato Raul Fernandez, terzo al traguardo dopo una gara intelligente e costante, Jorge Martin in quarta posizione e Ai Ogura, che ha chiuso quinto. Un risultato che certifica la maturità raggiunta dalla squadra veneta, ormai stabilmente tra le grandi della MotoGP.
Sul secondo gradino del podio è salito Pedro Acosta, che con la sua KTM ha saputo sfruttare al meglio le occasioni offerte da una corsa ricca di colpi di scena. Il giovane talento spagnolo, grazie a questo piazzamento, si porta ora in testa al mondiale con 32 punti, davanti proprio a Bezzecchi e a Fernandez. La leadership di Acosta rappresenta la conferma di una stagione che si preannuncia combattutissima, con diversi pretendenti pronti a giocarsi il titolo fino all’ultima curva.
Il dato più clamoroso emerso dal Gran Premio di Thailandia riguarda però la debacle della Ducati, che vede interrompersi una striscia di 88 podi consecutivi. Un risultato che sembrava impensabile fino a poche settimane fa, ma che è stato determinato da una serie di problemi tecnici e gestionali. Il ritiro di Marc Marquez, campione in carica, ha rappresentato il punto di non ritorno: lo spagnolo è stato costretto ad abbandonare la gara al ventunesimo giro per il cedimento dello pneumatico posteriore, un problema che aveva già colpito poco prima il suo compagno di squadra Joan Mir. La gestione delle gomme si è così rivelata la variabile chiave di questa stagione, mettendo in crisi una squadra che finora aveva dominato la scena con autorità.
Tra i piloti Ducati, il miglior risultato è stato quello di Fabio Di Giannantonio, sesto al traguardo ma staccato di quasi 17 secondi dal vincitore. Dietro di lui, una lotta serrata tra Franco Morbidelli e Francesco Bagnaia ha visto il primo prevalere sull’ultimo giro, assicurandosi l’ottava posizione e relegando il campione torinese al nono posto. Nella top ten si sono inseriti anche Brad Binder, settimo con la sua KTM, e Luca Marini su Honda, a conferma di un equilibrio sempre più marcato tra le diverse case costruttrici.
Non è stata una giornata facile nemmeno per la Yamaha, che ha visto Fabio Quartararo chiudere solo 14° e Alex Rins 15°, lontani dalle posizioni che contano. Un risultato che sottolinea le difficoltà della casa giapponese in una stagione caratterizzata da continui ribaltoni e da un livello di competitività altissimo.
Le conseguenze di questo weekend sono destinate a pesare sulle prossime tappe del campionato, a partire dall’atteso appuntamento brasiliano in programma dal 20 al 22 marzo. La questione degli pneumatici resta centrale nelle valutazioni tecniche: costruttori e Pirelli saranno chiamati a un’attenta analisi dei compound per evitare il ripetersi di episodi che potrebbero compromettere la sicurezza e lo spettacolo. Nel frattempo, l’Aprilia può godersi il momento magico, forte di un progetto che cresce gara dopo gara e che ora punta con decisione al titolo. Per la Ducati, invece, si apre una fase di riflessione: la supremazia degli ultimi anni è stata messa in discussione e servirà ritrovare equilibrio e solidità per tornare a lottare al vertice.
Il Gran Premio di Thailandia 2026 rimarrà negli annali come la gara che ha segnato la fine di un’epoca e l’inizio di una nuova sfida tra giganti della MotoGP, con Marco Bezzecchi e Pedro Acosta pronti a contendersi il trono mondiale e una Aprilia sempre più protagonista del panorama internazionale.