Alex Marquez avvisa tutti: "L'anno scorso no, ma ora sono pronto"

Alex Marquez valuta 8/10 i test di Buriram: più maturo, pacchetto tecnico più completo e una caduta in simulazione. MotoGP 2026 promette equilibrio e sfide serrate per il titolo.

Alex Marquez avvisa tutti: "L'anno scorso no, ma ora sono pronto"
M V
Massimiliano Vetrone
Pubblicato il 23 feb 2026

La stagione si apre sotto il segno della determinazione e della consapevolezza per Alex Marquez, che lascia il circuito di Buriram con sensazioni nettamente positive dopo i test pre stagionali. L’evoluzione personale e tecnica del pilota spagnolo emerge in modo evidente: “L’anno scorso non ero pronto per il titolo. Ora sì”, dichiara senza esitazioni, segnando un punto di svolta nella sua carriera in MotoGP. Un’affermazione che non è solo frutto di autostima, ma che si basa su riscontri concreti raccolti in pista e su una maturità psicologica finalmente raggiunta.

Le due giornate di lavoro in Thailandia hanno rappresentato molto più di una semplice verifica delle condizioni della moto: sono state la cartina tornasole della crescita di Alex Marquez sotto ogni aspetto. Nonostante una caduta durante una simulazione di gara, il bilancio finale rimane ampiamente positivo. Il pilota catalano non si lascia abbattere dall’imprevisto, anzi, lo interpreta come un’occasione preziosa per mettere alla prova sé stesso e il team, sottolineando come sia preferibile affrontare certi inconvenienti nei test pre stagionali piuttosto che durante un weekend di gara, dove ogni errore può costare caro nella corsa al titolo.

L’autovalutazione di Alex Marquez parla chiaro: un otto su dieci al lavoro svolto da lui e dalla squadra, un voto che fotografa sia i passi avanti compiuti sia la consapevolezza che il margine di miglioramento è ancora ampio. Il progresso tecnico si è manifestato soprattutto in aree chiave come la trazione in uscita dalle curve lente, la gestione dell’acceleratore e la stabilità nei rapidi cambi di direzione, tutti aspetti che nel 2025 avevano rappresentato un punto debole. Gli ingegneri hanno lavorato con pragmatismo, ottimizzando la ciclistica e le mappature motore, affrontando le criticità note e sperimentando nuove soluzioni, segno di una squadra che punta a non lasciare nulla al caso.

La caduta in pista, che avrebbe potuto minare la fiducia di chiunque, viene invece vista da Alex Marquez come una lezione utile: meglio che certi imprevisti si verifichino ora, in modo da poter analizzare i dati e correggere il tiro in vista della stagione ufficiale. Questa filosofia, condivisa anche dagli altri protagonisti della MotoGP, rappresenta una delle chiavi del successo per chi vuole puntare in alto. I dati raccolti a Buriram saranno fondamentali per affinare ulteriormente il pacchetto tecnico, in attesa dei primi veri riscontri in gara.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dai test pre stagionali riguarda il livello di competitività della griglia. In particolare, gli occhi sono puntati sull’Aprilia, che si è distinta per velocità sul giro secco e costanza nei long run. La casa di Noale sembra aver trovato una nuova solidità, mettendo in evidenza un equilibrio prestazionale che potrebbe rimescolare le carte in un campionato che si preannuncia più combattuto che mai. Il dato è significativo: in una MotoGP dove la differenza si gioca ormai sui dettagli, la continuità di rendimento sarà probabilmente il fattore decisivo per chi aspira al titolo.

Ma la vera novità, forse, risiede nella crescita personale di Alex Marquez. L’esperienza maturata nella scorsa stagione, vissuta senza le illusioni tipiche del debuttante, si traduce oggi in una gestione della pressione molto più efficace. Il pilota mostra una sicurezza nuova, sostenuta da strategie mentali raffinate e da una consapevolezza dei propri mezzi che lo rende finalmente pronto a lottare per traguardi importanti. Questa evoluzione mentale si riflette anche nel modo in cui affronta il lavoro con il team, contribuendo a creare un clima di fiducia e determinazione condivisa.

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