Dominio Marquez a Buriram: i fratelli volano, Yamaha sprofonda nell'abisso
Test MotoGP a Buriram: i fratelli Marquez monopolizzano le prime posizioni, Ducati competitiva, Yamaha in crisi e Quartararo deluso. Resoconto e prospettive tecniche.
La prima giornata di test MotoGP sul circuito di Buriram ha letteralmente scosso le gerarchie del paddock, offrendo uno spettacolo ricco di sorprese e spunti tecnici di grande interesse. A prendersi la scena sono stati i fratelli Alex Marquez e Marc Marquez, protagonisti assoluti con le loro prestazioni al vertice, mentre la Ducati conferma la sua supremazia tecnologica grazie anche a un solido terzo posto di Franco Morbidelli. In netta controtendenza, la Yamaha sembra affondare in una crisi tecnica che si riflette chiaramente nei tempi di Fabio Quartararo e dei suoi compagni di squadra, incapaci di avvicinarsi ai migliori su un tracciato esigente come quello thailandese.
Due fratelli in vetta, la Ducati in grande spolvero
La classifica finale della prima giornata parla chiaro: Alex Marquez firma il miglior tempo in 1’29.262, seguito a ruota da Marc Marquez, distanziato di appena 129 millesimi. Un duello tutto in famiglia che ha catalizzato l’attenzione degli addetti ai lavori, sottolineando il momento di crescita di entrambi i piloti spagnoli. Il terzo gradino del podio virtuale va a Franco Morbidelli, la cui presenza tra i primi conferma l’ottimo stato di forma della Ducati, capace di adattarsi perfettamente alle insidie del circuito e di gestire con efficacia sia la potenza che l’usura degli pneumatici.
Alle spalle dei protagonisti, emerge anche Marco Bezzecchi con l’Aprilia, dimostrando che la competitività è ormai un affare aperto tra diversi costruttori. Tra la quinta e la decima posizione si affollano nomi di spicco come Johann Zarco, Raul Fernandez, Joan Mir, Maverick Viñales, Fabio Di Giannantonio e Francesco Bagnaia, segno di un campionato che promette equilibrio e spettacolo fin dalle prime battute.
Yamaha in difficoltà: crisi tecnica e classifica impietosa
Se la Ducati può sorridere, la situazione della Yamaha è decisamente più complicata. La casa di Iwata fatica a trovare la quadra giusta su un asfalto particolarmente abrasivo e con temperature elevate, elementi che mettono in crisi la gestione delle gomme e la configurazione aerodinamica della M1. I risultati parlano da soli: Jack Miller chiude 17°, Fabio Quartararo è solo 18°, seguito da Alex Rins e Toprak Razgatlioglu rispettivamente in 19° e 21° posizione. Un bilancio che fotografa una crisi profonda e tutt’altro che risolta, con la necessità di intervenire rapidamente per non perdere ulteriore terreno nei confronti della concorrenza.
Il divario tra le due filosofie costruttive appare evidente: mentre la Ducati ha raggiunto un equilibrio ideale tra erogazione di potenza e controllo dell’usura, la Yamaha si trova ancora alle prese con una messa a punto che non consente ai piloti di esprimersi al massimo. I test di Buriram rappresentano quindi un banco di prova fondamentale, soprattutto per i team clienti e per chi dispone di meno dati storici, che possono così raccogliere informazioni preziose su consumi, usura e comportamento aerodinamico in condizioni estreme.
Le cadute di Marc Marquez: rischio e ricerca del limite
Nonostante l’ottima prestazione, la giornata di Marc Marquez non è stata priva di difficoltà. Il pilota spagnolo è incappato in due cadute nel pomeriggio, rispettivamente alla curva 12 e alla curva 15, episodi che testimoniano una fase di assestamento ancora in corso e una gestione del rischio tutt’altro che semplice. La ricerca del limite, fondamentale per affinare il setup, comporta inevitabilmente qualche scivolata, ma fortunatamente senza conseguenze fisiche rilevanti per il campione.
Prospettive per i prossimi giorni di test
Le prossime giornate di test a Buriram saranno decisive per comprendere se i valori emersi siano destinati a consolidarsi o se rappresentino soltanto una fotografia momentanea. Le squadre continueranno a lavorare su setup, elettronica e scelta delle gomme, nella speranza di definire pacchetti competitivi e omogenei in vista dell’inizio della stagione. Se la Ducati può guardare al futuro con ottimismo, la Yamaha è chiamata a una rapida accelerazione nello sviluppo per evitare di compromettere le proprie ambizioni già nelle prime gare.
Occhi puntati anche su outsider come Marco Bezzecchi e Franco Morbidelli, pronti a recitare un ruolo da protagonisti nei primi round e a fungere da veri e propri arbitri nella lotta tra i grandi costruttori. Il campionato si preannuncia dunque più incerto che mai, con un equilibrio tecnico che potrebbe riservare ulteriori colpi di scena già nelle prossime ore di test.