MotoGP Sachsenring, volano le Honda, Marquez imprendibile. E Rossi allunga su Lorenzo

Il commento al Gran Premio di Germania del Sachsenring, nono appuntamento del Mondiale MotoGP 2015.

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Nel toboga del Sachsenring tutti i bussolotti che contano tornano nelle rispettive caselle: le Honda davanti alle Yamaha, Marquez davanti a tutti, Rossi davanti a Lorenzo, il solito Iannone davanti ai … rincalzi, dopo il poker d’assi.

Tutto qui? Al giro di boa del campionato (nono round su 18), il GP di Germania, sul tracciato più corto e più a serpentina, dimostra che in questa MotoGP i piloti contano ma poi sono le moto a fare la differenza.

In altre parole, al Sachsenring domina con una mano il pilota più forte sul mezzo oggi tornato il più competitivo, cioè Marquez lepre senza sbavature su Honda, moto volante capace di regalare anche un bel secondo posto al ritrovato Pedrosa, a sua volta vincitore del bel duello con Rossi che intasca l’ennesimo podio e soprattutto gode per tenersi dietro Lorenzo, anche qui domato e ancora più staccato in classifica generale.

E’, insomma, una delle classiche corse dove pare che tutti si accontentano. Ma è proprio così?

E’ così per Marquez che, oltre a vincere, di più non può fare. E’ così, ob torto collo, per Pedrosa, che comunque torna a esercitare il ruolo di scudiero del campione del mondo e regala alla Honda un perentorio primo e secondo posto. E’ così per Rossi che più che guadagnare punti su Lorenzo non può, anche se il trionfo odierno di Marquez riporta il fenomeno spagnolo in lizza per il titolo.

Lo sconfitto c’è e porta il nome di Jorge Lorenzo, involatosi alla partenza, poi surclassato in un amen da Marquez al quinto giro e via via infilzato dagli altri due “nemici” storici, Rossi e Pedrosa.

Jorge, che succede? Qui al Sachsenring dieci secondi di gap da Marquez pesano più di un macigno e i cinque secondi da Rossi ancora di più. O la risposta arriva a breve giro, subito alla prossima gara, o Valentino ha davvero la strada spianata per il titolo iridato numero dieci. Marquez permettendo.

E la Ducati? Iannone insiste ancora a ridosso del podio, stavolta non quarto, ma – con il poker d’assi al completo - solo quinto e con un distacco di 20 secondi, quasi da tunnel. Dovizioso, ko, per una caduta nella rincorsa al 15esimo giro.

Musi lunghi nel box delle Rosse, di fatto tornate, o quasi, nel ruolo-cerniera di un anno fa, fra i primi e il gruppone dei secondi, cioè degli … “ultimi”. Il resto è cronaca.

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