MotoGP Sachsenring, qualifiche marcate Honda con Marquez in fuga. Rossi “fatica”

MotoGP Sachsenring 2015 - Strepitoso Marc Marquez in qualifica. Due Honda davanti a tutti

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Sul toboga del Sachsenring il “pieno”, nella attesissima e impegnativa vigilia del venerdì e del sabato, lo fa Marc Marquez, dominatore di tutte le prove libere, conquistatore delle qualifiche con una sciabolata (1’20.336) che infilza gli avversari, compreso il compagno di squadra Dani Pedrosa, stavolta in gran recupero, degno scudiero del campione del mondo, se pur con un gap di quasi tre decimi (+0.292).

Su un tracciato così, infido e tecnico, ma simile a un kartodromo, il cronometro vola e un decimo, anche sul piano psicologico, pesa quanto altrove pesa un secondo. Marquez lo sa bene e non contento dell’ottimo 1’21.083 delle FP3, stacca subito all’inizio delle Q2 un superbo quanto perentorio 1’20.838. Gioco fatto? Tutt’altro. Irrompe a valanga il resuscitato Pedrosa, scalza Marquez portandosi in vetta.

Non è un fuoco di paglia ma la bombetta non fa effetto perché il campione del mondo ha in serbo l’ultimo colpo, fulmineo secco geniale, centrando una pole che è un inequivocabile segnale per ipotecare la corsa di domani. Che Marquez! E che Honda! Per domani, la strategia di Marquez è chiara: Honda con le ali al vento, grande partenza, primi giri da strappo, grande passo e addio ai suonatori. Magari con Pedrosa a fare muro, un tappo per gli inseguitori. Sarà così?

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Marquez è capace di tutto, anche di toppare sul più bello. Per cui mai dire mai. Specie con Lorenzo (terzo tempo +0.585) con il chiodo fisso di recuperare su Rossi (solo sesto tempo +0.884), magari inducendolo all’errore, una manna dal cielo per la classifica generale e per i rapporti interni sempre più in fibrillazione.

Detta così, la gara di domani per Rossi pare in salita se non proprio una mezza via crucis. Il pesarese però è proprio in queste condizioni apparentemente disastrose che può inventarsi il “solito” miracolo.

Occhio a Iannone, quarto tempo (+0.693), non solo oggi sverniciatore di un Dovizioso oltre la top ten, ma pilota sempre più a proprio agio nella bagarre – specie nei primi giri – con i big, per nulla intimorito, con la sua Ducati non certo al livello di Honda e Yamaha ma indubbiamente capace di mettere Andrea in condizioni di tentare la prodezza.

In questo Sachsenring chi parte male paga pegno. Peggio ancora per chi – fra Rossi Lorenzo Marquez- commette un errore che potrebbe rendere più chiara la corsa al titolo. Sarà comunque corsa vera, grande corsa.

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