Ducati Sport Classic, in alto i cuori

Imola, pioggia, 200 Miglia, Fabio Taglioni, carter tondi, Paul Smart, Isola di Man, Mike Hailwood, Desmo, ecc., ecc.: nomi, circostanze, ambientazioni, oggetti di culto, buttati alla rinfusa in un romanzo live, conosciuto dagli appassionati come la fiaba di Biancaneve dai bambini e indelebilmente effigiato sui serbatoi di queste moto, Ducati di nome, sportive per forza,

di omino



Imola, pioggia, 200 Miglia, Fabio Taglioni, carter tondi, Paul Smart, Isola di Man, Mike Hailwood, Desmo, ecc., ecc.: nomi, circostanze, ambientazioni, oggetti di culto, buttati alla rinfusa in un romanzo live, conosciuto dagli appassionati come la fiaba di Biancaneve dai bambini e indelebilmente effigiato sui serbatoi di queste moto, Ducati di nome, sportive per forza, classiche da subito.
C’é molto da raccontare, ma molto di più da vedere nel media-kit fresco, fresco di download che Ducati ha preparato per togliere gli ultimi veli alla sua nidiata di sportive ad alto tasso di emozioni.



Certamente ci saranno logiche commerciali precise e strategie di marketing avvedute dietro al lancio della gamma Sport Classic, sicuramente è così; ma a me piace pensare che queste moto siano nate da quella insana passione lì, quella che ti fa fare le cose che ti piacciono, le moto che sognavi da ragazzo, quelle che puzzavano di grasso al litio e che facevano un casino da astronave al decollo.


Moto che come poche altre loro antagoniste ci liberano dall’assillo del Model Year, dalla fame alchemica dell’ultimo ritrovato che invecchia di colpo il modello precedente, moto che come la Paul Smart 1000 si vanno a cercare la luce che le fa risplendere lontano dalle galassie conosciute; basta vedere la sua colorazione, un argento metallizzato con le particelle metalliche volutamente grossolane, che nel suo caso significano un D.N.A. puro, ma che su altre moto farebbero pensare a un errore del bagno di verniciatura.
Tecnicamente le prime due della serie, La Sport 1000 oltre alla limited edition Paul Smart (2000 esemplari…) sono tutto quello che ci si attende da una Ducati storica o moderna che sia: telaio a traliccio (meraviglioso quello pittato di verde acqua della Paul Smart), bicilindrico a L di 1000 cc raffreddato ad aria, distribuzione desmodromica, ruote a raggi.
Tutto come previsto ma per nulla scontato, a cominciare dall’inusitato forcellone che sul lato destro presenta una forma arcuata per meglio assecondare l’oscillazione della ruota e sul lato sinistro spinge il mono-ammortizzatore che come la forcella up-side-down da 43 mm. nella semi-carenata denuncia con il nome tutta la sua serietà: Ohlins, mentre la Sport Mille si accontenta di una meno acclamata, ma comunque tostissima accoppiata Marzocchi (la forcella, anch’essa a steli rovesciati da 43 mm.) e Sachs (il mono).
I cerchi a raggi in alluminio montano gomme appositamente disegnate per le Sport Classic, (120 all’anteriore e 180, dietro) e lasciano il campo visivo libero per gustarsi il bellissimo impianto frenante Brembo con pinze flottanti e dischi da 320 mm. all’avantreno.
A completare i canoni stilistici di queste moto essenziali per estrazione, ci pensa l’impianto di scarico che vede due tuboni neri e cattivi, sovrapporsi sul lato destro per dare sfogo alle pulite emissioni (le Sport Classic nascono conformi alle normative euro3…) del 1000 DS, capace come già sulla Multistrada di 92 cv. di potenza massima.


Allettante il peso a secco, che vede premiata la nudità della cafè racer Sport 1000, che con i 179 Kg. denunciati fa meglio di 2 Kg. della Paul Smart.
Non ancora ufficializzati i prezzi che dovrebbero comunque rispettare le anticipazioni, secondo le quali le Sport Classic vanno a listino con circa 1.000 € in più di quanto pagato dai più fortunati e coraggiosi che le hanno pre-ordinate, subito dopo averle viste al Salone di Tokyo del 2003: 11.000 € la Sport 1000 e 14.000 € la Paul Smart.

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